Fibromialgia, il Friuli Venezia Giulia valuta un aiuto sui costi delle cure fuori dai Lea

A Trieste l’annuncio dell’assessore Riccardi: nella prossima manovra di assestamento possibile una misura sperimentale con riduzioni o esenzioni

03 giugno 2026 21:08
Fibromialgia, il Friuli Venezia Giulia valuta un aiuto sui costi delle cure fuori dai Lea -
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Per chi convive con la fibromialgia, una parte rilevante del problema passa anche dal costo delle prestazioni che non rientrano nella copertura nazionale. Su questo fronte il Friuli Venezia Giulia sta ragionando su un intervento dedicato, con l’ipotesi di alleggerire la spesa sanitaria sostenuta dai pazienti.

L’orientamento della Regione è stato illustrato il 3 giugno a Trieste dall’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, che ha indicato come possibile sede del provvedimento la prossima legge di Assestamento. L’idea è quella di avviare una misura sperimentale per prestazioni extra Lea, con forme di sostegno da modulare in base alla gravità della patologia.

Si tratta, nelle intenzioni espresse durante l’incontro, di un passaggio che potrebbe aprire la strada a uno strumento stabile. La prospettiva indicata dalla Regione è infatti quella di trasformare nel tempo questa soluzione iniziale in un intervento strutturale.

Il tema economico al centro del confronto

Il punto tocca da vicino molti malati, perché la fibromialgia comporta spesso percorsi di cura e monitoraggio che non sempre trovano risposta piena nei livelli essenziali di assistenza. Proprio per questo la copertura economica regionale viene considerata una strada praticabile, dal momento che le prestazioni prese in esame restano fuori dal perimetro nazionale dei Lea.

Nel suo intervento, Riccardi ha collegato la proposta alla necessità di costruire risposte sanitarie attraverso un lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti e mondo associativo. Il messaggio emerso è che la sensibilizzazione pubblica non rappresenta soltanto un fatto culturale, ma può incidere anche sulle scelte concrete dell’organizzazione sanitaria.

L’appuntamento di Trieste e il ruolo delle associazioni

L’annuncio è arrivato nel corso del convegno conclusivo di “Liberi di Essere”, campagna dedicata alla fibromialgia promossa dall’Associazione giuliana malati reumatici (A.Gi.Re) con il sostegno della Regione. L’iniziativa ospitata nel capoluogo giuliano ha riunito istituzioni, operatori e rappresentanti delle associazioni per fare il punto sul percorso compiuto finora.

Durante la giornata si è parlato dei progressi maturati negli ultimi anni sia sul piano della conoscenza della malattia sia su quello dell’assistenza ai pazienti. Tra gli strumenti richiamati nel confronto c’è stata anche la Segreteria fibromialgia del Friuli Venezia Giulia, indicata come supporto utile per orientare le persone nell’accesso ai servizi disponibili.

Ai saluti istituzionali hanno preso parte, tra gli altri, il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana e il presidente di A.Gi.Re Fabio Fischetti. La cornice triestina ha dato così visibilità a un tema che riguarda l’intero territorio regionale e che continua a chiedere risposte più omogenee.

Accesso alle prestazioni e orientamento dei pazienti

Nel confronto è emerso anche un altro nodo: la difficoltà di orientarsi nel sistema sanitario. Riccardi ha richiamato il tema dell’alfabetizzazione sanitaria, ritenendolo importante sia per aiutare i cittadini a trovare le prestazioni corrette sia per migliorare la sostenibilità complessiva del servizio pubblico.

Secondo quanto sottolineato durante il convegno, una maggiore chiarezza nei percorsi può contribuire anche a ridurre l’inappropriatezza e a rendere più efficace la presa in carico. Per le persone con fibromialgia, che spesso affrontano iter lunghi e complessi, questo passaggio viene considerato centrale quanto il sostegno economico.

Per ora il progetto resta legato al prossimo passaggio di bilancio regionale. Ma l’indicazione uscita dall’incontro di Trieste è chiara: la Regione intende verificare la possibilità di introdurre esenzioni o riduzioni di spesa per alcune prestazioni sanitarie oggi non coperte dai Lea, con un criterio commisurato alla severità della malattia.

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