Festival dell’Università di Udine, edizione da primato: Collega-menti supera quota 5mila
La rassegna diffusa tra Udine, Gorizia, Pordenone e Gemona chiude con numeri in crescita: 72 eventi, oltre 90 ospiti e laboratori esauriti.
Il dato che resta alla fine è quello della partecipazione: più di 5mila presenze per la quarta edizione di Collega-menti, il festival di divulgazione scientifica e culturale promosso dall’Università di Udine e costruito quest’anno su una dimensione davvero territoriale.
Dal 2 al 4 ottobre 2026 la manifestazione ha coinvolto non solo il capoluogo friulano, ma anche Gorizia, Pordenone e Gemona del Friuli, portando in programma incontri, spettacoli, laboratori e momenti di confronto pensati per avvicinare il lavoro dell’Ateneo al pubblico più ampio.
Per il Friuli universitario il segnale più evidente arriva proprio dalla risposta registrata nelle diverse sedi: la scelta di allargare la rassegna a tutte le città dell’Ateneo ha accompagnato una crescita del pubblico e una maggiore diffusione degli appuntamenti sul territorio.
Una formula diffusa che ha funzionato
L’edizione 2026, dedicata al tema degli Equilibri, ha messo insieme docenti, ricercatori, divulgatori, giornalisti ed esponenti delle istituzioni in un cartellone ampio, distribuito in 20 luoghi diversi. L’obiettivo era rendere accessibili contenuti e ricerche che spesso restano dentro gli spazi accademici, aprendoli invece alla cittadinanza.
Il bilancio finale parla di 72 appuntamenti complessivi e più di 90 ospiti. In questo quadro, uno dei poli più frequentati è stato l’ex Chiesa di San Francesco a Udine, dove sono state allestite 19 Vetrine della Ricerca, trasformando lo spazio in un percorso aperto al pubblico per l’intero fine settimana.
Gli eventi che hanno attirato più persone
Tra i momenti che hanno richiamato maggiore interesse figurano le serate al Teatro San Giorgio di Udine con Moni Ovadia e Barbara Errico e quella con Elisabetta Dami e Lucia Tancredi. A Pordenone ha trovato spazio anche lo spettacolo dei Papu, realizzato appositamente per il festival.
All’apertura, ospitata dal Teatro Nuovo Giovanni da Udine, l’incontro con il fisico Marco Testa ha coinvolto oltre mille studentesse e studenti delle scuole secondarie di secondo grado. Sempre sul fronte dei giovani, la lezione del matematico Alessio Figalli a Udine ha superato le 300 presenze, mentre a Pordenone l’appuntamento con Massimo Polidoro ha raccolto circa 200 studenti.
Anche le anteprime dei giorni precedenti avevano lasciato intuire un’edizione molto partecipata, con un interesse distribuito nelle diverse città universitarie del Friuli.
Famiglie, scuole e attività pratiche tra i punti forti
Una parte importante del successo è passata dai laboratori, in molti casi esauriti già nella fase di pre-iscrizione. Il riscontro più netto è arrivato dalle proposte rivolte a famiglie e studenti, ma anche dai percorsi legati al benessere personale e alla gestione dello stress quotidiano.
Fra le attività che hanno registrato il tutto esaurito ci sono il laboratorio di scrittura con l’intelligenza artificiale, la caccia al tesoro fotografico nelle vie cittadine, il percorso sugli spazi verdi urbani con “l’architettura della calma” e l’incontro con Elisabetta Dami e Lucia Tancredi dedicato alla parola come strumento di cura interiore.
Buona adesione pure per passeggiate benessere, lezioni di yoga e sessioni dedicate alle strategie operative per affrontare ansie e tensioni della vita quotidiana. Un segnale che conferma quanto il festival abbia saputo intercettare interessi diversi, ben oltre il pubblico strettamente accademico.
Il bilancio dell’Ateneo e lo sguardo al 2027
Nel commentare la chiusura della manifestazione, il rettore Angelo Montanari ha evidenziato il valore di una divulgazione capace di essere insieme rigorosa, concreta e coinvolgente. Ha inoltre ricordato che Collega-menti nasce dal lavoro condiviso di docenti, ricercatori e personale tecnico-amministrativo dell’Università di Udine, con l’interdisciplinarità come tratto distintivo fin dalle origini.
Secondo il rettore, l’estensione del festival a tutte le sedi universitarie si è rivelata una scelta efficace. La risposta arrivata da Udine, Gorizia, Pordenone e Gemona del Friuli spinge quindi l’Ateneo a confermare anche per il 2027 l’impianto diffuso della rassegna, insieme al ringraziamento rivolto ai cittadini, agli studenti, a chi ha collaborato all’organizzazione e alla curatrice scientifica Barbara Gallavotti.
Equilibri, il filo conduttore dell’edizione 2026
Barbara Gallavotti ha spiegato il tema scelto per quest’anno, gli Equilibri, come una questione centrale in una fase storica in cui la stabilità appare spesso fragile. L’idea proposta dal festival è quella di un equilibrio mobile, da ripensare dentro una realtà che cambia rapidamente.
In questa prospettiva, Collega-menti ha provato a mettere in relazione ricerca e società, competenze e bisogni, conoscenze e priorità. Il risultato finale consegna all’Università di Udine un’edizione in crescita, con numeri robusti, una presenza capillare sul territorio friulano e una partecipazione che conferma la forza pubblica della divulgazione.
Tra 19 Vetrine della Ricerca, 23 laboratori per famiglie e studenti, oltre 90 ospiti e 72 appuntamenti complessivi, il festival chiude dunque con un bilancio molto positivo e con una formula che, per il sistema universitario friulano, sembra ormai aver trovato una sua identità riconoscibile.