Fertilità, in Friuli Venezia Giulia prende forma l’ipotesi di un aiuto pubblico per congelare gli ovociti

Il consigliere regionale Nicola Conficoni propone una misura sperimentale per le residenti tra 25 e 39 anni, con sostegno calibrato sull’Isee.

16 ottobre 2026 19:24
Fertilità, in Friuli Venezia Giulia prende forma l’ipotesi di un aiuto pubblico per congelare gli ovociti -
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Nel dibattito regionale sulla sanità e sui diritti di scelta, entra anche il tema della preservazione della fertilità. In Friuli Venezia Giulia è stata avanzata l’ipotesi di un sostegno economico pubblico per la crioconservazione degli ovociti, esteso anche ai casi in cui non vi siano patologie specifiche che lo rendano necessario dal punto di vista clinico.

A rilanciare la proposta è il consigliere regionale del Pd Nicola Conficoni, che in una nota del 16 ottobre ha indicato la possibilità di avviare una fase sperimentale a livello regionale. L’obiettivo, nelle intenzioni illustrate, è rendere meno pesante il costo di un percorso che oggi resta per lo più a carico delle donne interessate.

Una misura pensata per le residenti in regione

Il perimetro immaginato riguarda le donne residenti in Friuli Venezia Giulia di età compresa fra i 25 e i 39 anni. Il contributo, ancora in fase di definizione, verrebbe modulato sulla base dell’Isee, con l’idea di calibrare l’intervento sulle condizioni economiche delle richiedenti.

Secondo Conficoni, proprio il peso delle spese rappresenta uno dei principali ostacoli all’accesso. Da qui la richiesta di una misura che provi a evitare che questa possibilità resti di fatto riservata a chi può permettersela senza aiuti.

Il modello richiamato e la fase di prova

Nella proposta viene richiamata l’esperienza della Toscana, indicata come riferimento da cui prendere spunto. L’ipotesi per il Friuli Venezia Giulia sarebbe comunque quella di partire con una sperimentazione, così da verificare numeri, domanda reale e tenuta economica dell’intervento prima di un’eventuale conferma strutturale.

Il monitoraggio, nelle intenzioni espresse, dovrebbe offrire al Consiglio regionale dati utili per capire se proseguire sulla stessa linea, correggere il provvedimento oppure fermarsi dopo la prima fase applicativa.

Consultori e servizi territoriali al centro dell’accompagnamento

Accanto al possibile contributo economico, la proposta assegna un ruolo importante alla rete dei consultori familiari e ai servizi presenti sul territorio. Il loro compito sarebbe quello di affiancare le donne con attività di informazione e counselling, in modo da favorire decisioni consapevoli sul piano riproduttivo.

Non solo sostegno economico, quindi, ma anche un percorso di accompagnamento capace di dare strumenti utili per orientarsi in una scelta delicata, che tocca aspetti sanitari, personali e progettuali.

Il nodo delle disuguaglianze nell’accesso

Alla base dell’iniziativa, come sottolineato dal consigliere dem, c’è una lettura che collega la tutela della fertilità non esclusivamente alla dimensione medica, ma anche alla libertà di impostare il proprio progetto di vita senza che il reddito diventi l’elemento decisivo.

Il tema, destinato ad aprire un confronto anche in Friuli Venezia Giulia, intreccia dunque sanità territoriale, prevenzione e pari opportunità. La proposta è ancora in elaborazione, ma porta all’attenzione della politica regionale un argomento che chiama in causa accessibilità dei servizi e consapevolezza nelle scelte riproduttive.

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