Farra d’Isonzo sceglie una linea chiara sullo sport: via libera alla Carta Etica per ragazze e bambine
Nel comune dell’Isontino adottato il documento promosso con Soroptimist Gorizia: focus su accesso allo sport, spazi adeguati e superamento degli stereotipi.
Non un gesto formale, ma un indirizzo preciso per il territorio. A Farra d’Isonzo l’amministrazione comunale ha adottato la Carta Etica per lo Sport Femminile, un testo che fissa impegni concreti per rendere più accessibile la pratica sportiva a bambine e ragazze.
Il provvedimento mette al centro un tema che riguarda da vicino anche molte realtà locali: la possibilità per le più giovani di avvicinarsi allo sport senza ostacoli culturali, con spazi adeguati e con un contesto capace di accompagnarne la partecipazione nel tempo.
Un impegno che guarda alla quotidianità
L’obiettivo indicato dalla Carta è costruire un percorso stabile, non limitato a un’iniziativa simbolica. L’attività sportiva viene riconosciuta come occasione di crescita, relazione e benessere, oltre che come momento educativo importante nella vita di bambine e adolescenti.
Tra i punti richiamati ci sono il contrasto a stereotipi e pregiudizi che ancora possono condizionare l’accesso allo sport femminile, la disponibilità di strutture adatte e la diffusione di pratiche positive in grado di rafforzare la presenza delle ragazze nelle discipline sportive.
La rete che ha sostenuto il progetto
L’iniziativa è stata promossa da Soroptimist International Club Gorizia insieme al Comune di Farra d’Isonzo. Hanno preso parte al percorso anche il CONI Comitato Regionale FVG e l’Associazione SOS Rosa Gorizia, a conferma di un lavoro condiviso tra istituzioni e realtà del territorio.
Nel dibattito pubblico sul tema è intervenuto anche il consigliere regionale di Casa Civica Enrico Bullian, che il 20 settembre ha dato rilievo all’adozione del documento ed è tornato sull’argomento il 21 settembre 2026, indicando questa scelta come un possibile riferimento per altri Comuni.
Dall’Isontino un modello da allargare
Secondo Bullian, l’esperienza avviata a Farra d’Isonzo potrebbe essere replicata in altre amministrazioni del Friuli Venezia Giulia, a partire proprio dall’area isontina. Tra i territori citati c’è anche Monfalcone, considerata dal consigliere una realtà in cui il tema dell’accesso allo sport per le più giovani assume un valore ancora più marcato sotto il profilo dell’inclusione.
Nel suo intervento ha osservato che in alcuni contesti possono pesare ancora fattori culturali e religiosi molto radicati, tali da frenare la partecipazione sportiva delle ragazze o da portare a un allontanamento precoce dalle attività. Un limite che, nella sua lettura, incide non solo sulla pratica sportiva ma anche sulle opportunità di socialità e crescita personale.
Lo stesso consigliere ha richiamato inoltre la proposta di legge già depositata in Consiglio regionale e dedicata a Monfalcone e al Mandamento monfalconese, dove lo sport viene indicato come uno degli strumenti utili a favorire inclusione e partecipazione per bambine e ragazze.
I ringraziamenti e il segnale per gli altri Comuni
Bullian ha espresso apprezzamento per il sindaco di Farra d’Isonzo Stefano Turchetto, per l’assessore alla Parità di genere Debora Bonutti e per la presidente di Soroptimist International Club Gorizia Roberta La Mantia, sottolineando il valore dell’iniziativa avviata nel comune.
Per l’Isontino, l’adozione della Carta rappresenta così un segnale politico e amministrativo preciso: mettere lo sport femminile tra le priorità locali e farne un terreno concreto di pari opportunità, a partire dalle generazioni più giovani.