Ex ospedale di Gorizia, il caso approda in Regione: Fasiolo sollecita verifiche pubbliche sul cantiere
La consigliera dem chiede chiarezza su bonifiche, polveri e smaltimento dei materiali: attenzione anche agli effetti su un’area molto frequentata.
La demolizione dell’ex ospedale civile di Gorizia entra al centro del dibattito regionale, con una richiesta precisa: rendere noti controlli, procedure e dati legati al cantiere. A sollevare il tema è la consigliera regionale del Pd Laura Fasiolo, che punta l’attenzione sugli aspetti di sicurezza sanitaria e ambientale dell’intervento.
Il nodo, nella lettura della consigliera, non riguarda soltanto l’abbattimento dell’edificio, ma l’intera gestione dell’operazione: dalla bonifica iniziale al conferimento dei materiali rimossi, fino al trasporto e al contenimento delle polveri. Una questione che, per posizione e caratteristiche del sito, tocca da vicino cittadini e utenti dei servizi presenti nell’area.
La presa di posizione arriva dopo le sollecitazioni emerse anche da Anmil, attraverso il presidente provinciale Bozzer e il presidente regionale Della Ricca. Per Fasiolo, su un intervento di questo tipo non bastano rassicurazioni di principio, ma servono elementi verificabili e un quadro informativo accessibile.
Che cosa viene chiesto sulla demolizione
Fra i punti indicati c’è la necessità di conoscere in modo puntuale come saranno organizzate le diverse fasi del cantiere e quali monitoraggi accompagneranno i lavori. L’attenzione si concentra in particolare sulle misure di prevenzione da adottare in un’operazione che può avere riflessi su ambiente e salute pubblica.
Fasiolo richiama anche il proprio percorso istituzionale sui temi della sicurezza del lavoro e delle malattie professionali, oltre all’impegno svolto sulle questioni legate all’amianto. Un’esperienza che, sottolinea, porta a considerare indispensabile un approccio prudente quando si interviene su siti potenzialmente delicati.
Nella sua valutazione rientrano anche precedenti già noti a livello nazionale e regionale, citati come esempi da tenere presenti quando si affrontano attività che richiedono particolare cautela sotto il profilo sanitario e ambientale.
Le interrogazioni già depositate
La consigliera ricorda di avere già portato il tema all’attenzione della giunta regionale. La prima interrogazione, indirizzata all’assessore competente, risale al 27 gennaio 2025; a quella si sono aggiunti altri due atti successivi.
Le domande riguardano soprattutto la valutazione preventiva della bonifica, le modalità di smaltimento e il trasferimento dei materiali. Tra gli aspetti ritenuti più sensibili c’è la possibile diffusione di polveri, indicata come uno dei punti da seguire con maggiore attenzione durante l’intervento.
Un tema che riguarda anche il contesto urbano e il confine
Nel ragionamento di Fasiolo pesa molto anche la collocazione dell’ex ospedale, inserito in una zona vissuta ogni giorno da molte persone. Per questo, sostiene, il problema non può essere limitato all’area recintata del cantiere, ma va letto in rapporto alla tutela della popolazione che frequenta quel quadrante della città.
La consigliera aggiunge poi un elemento tipico del territorio goriziano: la dimensione oltreconfine. Aria e acqua, osserva, non si fermano davanti alla linea di frontiera, e quindi le verifiche devono considerare con attenzione anche le possibili ricadute su suolo, sottosuolo e risorse idriche.
Da qui la richiesta finale di una comunicazione chiara e completa sulle misure previste e sui controlli programmati, così da permettere ai cittadini di seguire con precisione l’evoluzione di un intervento che interessa una parte sensibile della città.