Eureka FVG rilancia da Torino il percorso verso Pordenone: al centro editoria, oggetti culturali e museum shop

Dopo il passaggio a Firenze, la rassegna itinerante del Friuli Venezia Giulia approda al Museo Lavazza e avvicina la due giorni di novembre a Pordenone.

22 maggio 2026 10:56
Eureka FVG rilancia da Torino il percorso verso Pordenone: al centro editoria, oggetti culturali e museum shop -
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Il conto alla rovescia per l’appuntamento di novembre a Pordenone passa ora da Torino. Eureka FVG, progetto con cui il Friuli Venezia Giulia promuove su scala nazionale il sistema della cultura e della creatività, sarà infatti presentato lunedì 25 maggio al Museo Lavazza, in una tappa che rafforza il percorso di avvicinamento alla manifestazione prevista il 5 e 6 novembre.

Per il territorio friulano non si tratta di una semplice vetrina fuori regione. Il roadshow serve a costruire relazioni, raccogliere idee e mettere in dialogo operatori culturali, imprese e professionisti su temi che poi troveranno spazio nell’evento pordenonese, tra incontri di approfondimento e presenza degli espositori.

Un passaggio nazionale che guarda al Friuli

La nuova fermata arriva a pochi giorni dalla chiusura del Salone internazionale del Libro e inserisce il Friuli Venezia Giulia in un contesto di confronto particolarmente significativo per chi si occupa di contenuti culturali, editoria e nuove forme di fruizione. La sede scelta, il Museo Lavazza, viene indicata dagli organizzatori come uno spazio capace di unire esperienza, racconto e innovazione.

Il focus torinese sarà dedicato al futuro di publishing, collectables e shop nei luoghi della cultura. Un tema che riguarda da vicino musei, mostre e istituzioni culturali impegnate a prolungare l’esperienza del visitatore attraverso pubblicazioni, oggetti e prodotti in grado di estendere il racconto oltre la visita stessa.

Da Firenze un messaggio alle imprese

Prima di Torino, il roadshow ha fatto tappa a Firenze, al Teatro Nazionale. Da lì è arrivata una riflessione netta sul rapporto tra mondo produttivo e creatività. Patrizia Asproni, delegata CARIPLO e presidente della Fondazione Industria e Cultura, ha sollecitato una presenza più incisiva degli artisti e dei creativi nei processi decisionali delle aziende.

Nel suo intervento ha richiamato la necessità di portare competenze culturali dentro i luoghi in cui si decide, sostenendo che la visione creativa possa contribuire in modo concreto alla co-progettazione e alle scelte strategiche. Un passaggio che lega il dibattito culturale anche al tema dell’innovazione d’impresa.

L’incontro fiorentino era stato aperto dal coordinatore degli eventi itineranti Guido Guerzoni e dalla responsabile della Fiera Elena Mengotti. Proprio Mengotti ha definito Eureka come la prima fiera italiana capace di mettere in relazione le ICC, favorendo occasioni di confronto, incontro e sviluppo di nuove opportunità.

Chi sarà presente all’incontro del 25 maggio

Il programma torinese prevede la partecipazione della vicesindaco di Torino Michela Favaro e dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia. Interverranno inoltre il direttore del Museo Lavazza Marco Amato, la direttrice del Museo Nazionale dell’Auto Lorenza Bravetta, Roberto Maria Clemente di Studio Fionda, Paolo Giovine di Conversa e PubCoder e Francesca Spiller di Reading Room.

La composizione dei relatori conferma il taglio operativo della tappa piemontese: non solo promozione dell’evento finale in Friuli, ma anche un confronto tra esperienze diverse su come si costruiscono prodotti culturali capaci di generare valore, identità e continuità narrativa.

Pordenone resta il traguardo del percorso

L’intero roadshow converge sulla manifestazione in programma a Pordenone, città che si prepara anche al percorso verso il 2027, anno in cui sarà Capitale Italiana della Cultura. In questo quadro, Eureka FVG assume un peso particolare perché mette il territorio regionale al centro di una rete nazionale di contatti e contenuti.

La due giorni di novembre sarà dunque il punto di arrivo di un lavoro avviato ben prima dell’apertura degli stand. Le tappe esterne, da Firenze a Torino, servono infatti a consolidare il profilo del Friuli Venezia Giulia come area capace di proporre cultura, creatività e impresa in una chiave concreta e contemporanea.

Per Prima Friuli, il dato più rilevante è proprio questo: l’iniziativa continua a costruire fuori dai confini regionali attenzione e interlocutori attorno a Pordenone, trasformando l’appuntamento autunnale in un’occasione non solo espositiva, ma anche strategica per l’intero sistema culturale friulano.

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