èStoria, domenica di chiusura a Gorizia: il 31 maggio l’ultima maratona tra incontri e cinema
Dal mattino al Kinemax, il festival saluta l’edizione 2026 con un programma fitto: da Vito Mancuso a Michele Sarfatti fino al film di Pasolini.
Gorizia si prepara all’ultimo giorno di èStoria 2026 con una domenica che concentra in poche ore alcuni dei confronti più attesi dell’intera edizione. Il 31 maggio il festival internazionale della Storia, quest’anno dedicato al tema delle religioni, distribuisce appuntamenti in più sedi cittadine e accompagna il pubblico dalla prima mattina fino alla sera.
Il programma coinvolge il Teatro Comunale Verdi, la Tenda Erodoto, Palazzo de Grazia, il Polo universitario Santa Chiara e il Kinemax. Il filo conduttore resta quello che ha segnato tutta la manifestazione: uno sguardo storico capace di intrecciare fede, politica, memoria, società contemporanea e riflessione culturale.
I momenti più attesi dell’ultima giornata
Tra gli incontri centrali della domenica c’è quello di mezzogiorno al Teatro Verdi, dove Tal Bruttmann, Olivier Wieviorka e Michele Sarfatti affrontano il tema della lettura religiosa della Shoah. A coordinare il confronto sarà Roberto Roveda. L’appuntamento è su prenotazione e riunisce studiosi che, da prospettive differenti, hanno lavorato a lungo sulla persecuzione antiebraica, sulla Seconda guerra mondiale e sulla storia degli ebrei in Italia.
Nel pomeriggio, alle 18.30 sempre al Verdi, la chiusura degli incontri pubblici è affidata a un dibattito sul rapporto tra religione e politica negli Stati Uniti nell’era di Trump. Intervengono Massimo Faggioli, Federico Rampini e Roberto Rusconi, con il coordinamento di Roberto Ventura. Anche questo appuntamento richiede la prenotazione.
Un altro passaggio molto seguito è previsto alle 10 al Teatro Comunale, quando Vito Mancuso dialogherà con Selina Trevisan su Gesù e Cristo. L’incontro mette a fuoco la dimensione umana e quella trascendente delle due figure e si inserisce nel percorso tematico che ha caratterizzato questa edizione del festival.
Mattina tra ebraismo, massoneria e storia repubblicana
La giornata parte alle 8.30 al Caffè Teatro con la rassegna stampa di Colazione con la Storia, affidata a Elena Bacchin, Marcello Flores e Dino Messina. Poco dopo, alle 10.30, la Tenda Erodoto ospita Giulio Busi e Miriam Camerini per un dialogo dedicato all’ebraismo tra continuità e cambiamento, con Marco Grusovin a coordinare.
Alla stessa ora, ma a Palazzo de Grazia, Fulvio Conti e Luca Manenti ripercorrono la lunga vicenda della massoneria e i rapporti sviluppati nei secoli con cattolici, ebrei e protestanti. Il coordinamento è di Stefano Cosma.
A mezzogiorno il cartellone si moltiplica. Nell’Aula Magna del Polo universitario Santa Chiara, per La Storia in Testa, Giulia Guerrini presenta con Alfonso Celotto il volume dedicato al 2 giugno 1946 e al passaggio che ha segnato la nascita della Repubblica. Sempre alle 12, nell’Aula 3 dello stesso polo, Miguel Gotor e Jenny Ponzo si interrogano su come oggi vengano riconosciute nuove figure di santità e su quali schemi culturali influenzino questo processo.
Nella fascia di mezzogiorno trova spazio anche un incontro a Palazzo de Grazia con Beatrice del Bo, Marina Migliavacca e Valeria Palumbo, dedicato al tema della monacazione forzata e al contributo, spesso rimasto ai margini del racconto storico, delle monache nella vicenda religiosa cristiana.
Il pomeriggio tra cristianesimo, scienza e nuovo papato
Alle 15.30 in Tenda Erodoto si parlerà delle persecuzioni dei cristiani, guardando al passato ma anche agli scenari attuali. A confrontarsi saranno Rodolfo Casadei, don Gideon Edos Obasogie e Giancarlo Rinaldi, con Valerio Marchi nel ruolo di coordinatore.
Le 17 rappresentano un altro snodo fitto del programma. In Tenda Erodoto Guido Tonelli e Andrea Bellavite porteranno il pubblico dentro un confronto tra fisica e teologia incentrato sulle grandi domande dell’esistenza. Nello stesso orario, nell’Aula Magna del Santa Chiara, Massimo Franco presenterà con Matteo Sacchi il libro “Papi, dollari e guerre”, dedicato ai cambiamenti che hanno portato all’elezione di un papa statunitense e al peso del Collegio Pontificio Nordamericano.
Alle 17, al Teatro Verdi e su prenotazione, è previsto anche l’incontro “Leone XIV. Un Papa peruviano”, centrato sul percorso di Robert Prevost. Interverranno S.E. Enrico Feroci e Véronique Lecaros, coordinati da Ivan Portelli, per ricostruire la formazione del missionario agostiniano tra Stati Uniti e Perù e il riflesso di quell’esperienza sul suo modo di vivere il ruolo ecclesiale.
La sera al Kinemax con Pasolini
Il congedo finale non passa soltanto dagli incontri, ma anche dal cinema. In serata si chiude infatti la sesta edizione del Film Festival di èStoria, con appuntamento alle 20 al Kinemax di Gorizia.
Per l’ultima proiezione è stato scelto “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, film del 1964 che segue il racconto evangelico dalla Annunciazione alla Resurrezione. L’introduzione e il commento saranno affidati a Paolo D’Andrea, per una conclusione che riporta il festival al cuore del tema affrontato in questa edizione.
Per Gorizia sarà così una lunga domenica di dibattiti, riflessioni e pubblico in movimento tra i luoghi del centro, a chiudere una XXII edizione che ha messo al centro il rapporto tra storia e religioni con ospiti di rilievo nazionale e internazionale.