Estate di controlli nel Pordenonese, dodici denunce tra alcol, droga e un documento falso
Bilancio dei Carabinieri sulle strade della provincia: ritiri di patente, un mezzo sequestrato e diversi episodi emersi dopo uscite di strada.
Non c’è solo la conta degli incidenti autonomi avvenuti nelle ultime settimane nel Pordenonese: dai controlli dei Carabinieri emerge anche una lunga serie di violazioni al volante, con dodici persone denunciate, più patenti ritirate e un veicolo finito sotto sequestro.
Il quadro riguarda l’attività svolta dalle Compagnie di Pordenone, Sacile e Spilimbergo, impegnate sulle arterie più trafficate della provincia. In più casi gli accertamenti sono partiti dopo uscite di strada senza conseguenze mortali, ma sufficienti a far emergere tassi alcolemici elevati o l’assunzione di sostanze.
Il caso più grave a Chions nella notte di Ferragosto
Tra gli episodi ricostruiti dai militari, quello con i valori più alti risale alla notte di Ferragosto a Chions. Un uomo di 53 anni, alla guida di una Peugeot 3008, è finito fuori carreggiata da solo.
Gli esami effettuati dai Carabinieri di Cordovado hanno indicato un livello di alcol nel sangue pari a 2,38 e 2,22 grammi per litro. Per lui sono scattati il ritiro della patente e il sequestro penale del mezzo.
Incidenti autonomi tra Brugnera, Fanna e Pasiano
Un altro fronte dei controlli ha riguardato Brugnera, dove il 5 luglio una donna di 61 anni è uscita di strada mentre era al volante di una Fiat Panda. Gli accertamenti eseguiti al Pronto Soccorso hanno poi rilevato la presenza di anfetamine e metanfetamine.
Nel corso dell’estate si sono aggiunti altri casi simili. Il 5 agosto a Fanna un uomo di 76 anni, che viaggiava su una Lancia Y, è rimasto coinvolto in un’uscita autonoma risultando poi ubriaco. A Pasiano di Pordenone, l’11 agosto, un automobilista di 54 anni è finito fuori strada ed è stato trovato positivo all’alcoltest.
A Budoia, invece, il 24 luglio i Carabinieri hanno rilevato un incidente autonomo che ha coinvolto un uomo di 52 anni in sella a un maxi-scooter Yamaha.
Dalla SR463 a Piancavallo, altri interventi nelle settimane estive
Tra i fascicoli chiusi nelle scorse settimane c’è anche quello relativo a un episodio avvenuto nella notte del 13 giugno a San Vito al Tagliamento, lungo la SR463. Una Chevrolet Captiva condotta da un ventenne residente a Sesto al Reghena era uscita di strada.
Il deferimento è stato formalizzato il 4 agosto, dopo la validazione sanitaria che ha confermato un tasso alcolemico di 1,03 grammi per litro.
Non tutti i provvedimenti sono nati da incidenti. Nella notte del 16 agosto a Piancavallo, i militari di Aviano hanno fermato un neopatentato di 19 anni che guidava una Kia Sportage: gli sono state contestate la velocità non adeguata alle condizioni della strada e la violazione del limite pari a zero imposto a chi ha appena conseguito la patente.
Ad Aviano, inoltre, altri due ritiri di patente per guida in stato di ebbrezza hanno riguardato un uomo di 59 anni e uno di 68 anni, controllati il 6 e il 10 agosto. A Maniago, il 4 luglio, è stato fermato anche un trentenne che si trovava alla guida di una Subaru.
Lo schianto contro il muro della caserma e la patente contraffatta
Tra gli episodi più particolari compare quello del 1° luglio a Sacile. Un quarantenne, al volante di una Fiat Punto, ha perso il controllo dell’auto andando a urtare il muro di cinta della caserma dell’Esercito “Slataper”. I Carabinieri di Aviano hanno verificato che l’uomo aveva bevuto e hanno proceduto al ritiro della patente.
L’ultima vicenda ricostruita riguarda invece un documento presentato in Prefettura. Un 42enne, già fermato nell’ottobre 2025 in stato di ebbrezza e senza documenti, si era successivamente presentato per chiedere la revoca della sospensione mostrando una patente di guida.
Le verifiche svolte dalla Stazione dei Carabinieri di Polcenigo, con riscontri presso la Motorizzazione Civile di Pordenone e concluse il 12 agosto, hanno però portato a ritenere il documento completamente falso. Per l’uomo è scattata una nuova denuncia, mentre tutte le contestazioni restano ora al vaglio dell’autorità giudiziaria.