EFC chiude il biennio: ricadute anche in Friuli tra SISSA, Udine e nuove opportunità internazionali

Presentato a Pavia il bilancio della rete universitaria: quasi 13 milioni investiti, oltre 2mila giovani coinvolti e attività sviluppate anche tra Trieste e Udine.

19 maggio 2026 19:16
EFC chiude il biennio: ricadute anche in Friuli tra SISSA, Udine e nuove opportunità internazionali -
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Nel bilancio finale della rete EFC, presentato a Pavia, il Friuli Venezia Giulia occupa un posto di rilievo grazie al lavoro portato avanti dalla SISSA di Trieste e dalla Scuola Superiore “di Toppo Wassermann” dell’Università di Udine. Il progetto nazionale ha concluso il biennio 2024-2026 con una disponibilità complessiva di 12.858.150 euro, destinata a formazione avanzata, orientamento e percorsi di mobilità internazionale.

L’iniziativa ha coinvolto otto istituzioni accademiche italiane e ha messo insieme un sistema pensato per studenti, dottorandi e giovani talenti interessati a competenze interdisciplinari, innovazione didattica e relazioni con realtà estere. I numeri diffusi nell’incontro pavese parlano di oltre 60 attività formative, più di 2mila partecipanti e oltre cento esperienze di mobilità attivate.

Il contributo del Friuli tra Trieste e Udine

Per il territorio regionale, il progetto ha avuto una doppia ricaduta. A Trieste la SISSA, una delle scuole scientifiche coinvolte nella rete, ha beneficiato di interventi dedicati alla didattica e agli strumenti tecnologici: digitalizzazione delle aule, dotazioni informatiche ad alte prestazioni, sostegno alla partecipazione a corsi avanzati su data curation e data management, oltre a workshop scientifici incentrati anche sull’Intelligenza Artificiale.

Udine ha invece partecipato attraverso la Scuola Universitaria Superiore “di Toppo Wassermann”, che ha rafforzato soprattutto l’orientamento e la dimensione internazionale. Tra le iniziative sviluppate figurano “Matematica UniUD” e il “Debate Contest”, mentre sul fronte della mobilità sono stati pubblicati bandi per docenti e studenti, in ingresso e in uscita, relativi al 2026. I dati riportati indicano 16 mobilità di docenti in entrata, 9 in uscita e 9 mobilità studentesche.

Una rete costruita su formazione e partnership

Il progetto EFC, acronimo di Educating Future Citizens, è stato presentato come una piattaforma nazionale capace di collegare alta formazione, strumenti per l’apprendimento e scambi internazionali. Accanto alle attività rivolte a dottorandi e studenti, il programma ha raggiunto anche più di mille giovani con percorsi di orientamento legati ai grandi cambiamenti contemporanei, dalla crisi climatica allo sviluppo dell’IA.

Nel biennio sono state inoltre avviate 24 collaborazioni tra soggetti pubblici, privati e università straniere. Un risultato che, nelle intenzioni dei promotori, non si esaurisce con la fine del finanziamento europeo ma punta a lasciare una struttura stabile di cooperazione tra le scuole universitarie superiori coinvolte.

Le istituzioni coinvolte nel progetto nazionale

All’appuntamento di Pavia erano presenti i referenti scientifici delle otto realtà che hanno partecipato alla rete. Oltre alla SISSA e alla Scuola “di Toppo Wassermann”, fanno parte del progetto IUSS di Pavia come capofila, il Collegio internazionale universitario Ca’ Foscari di Venezia, la Scuola “Ferdinando Rossi” di Torino, la Scuola “Giacomo Leopardi” di Macerata, la Scuola IMT Alti Studi di Lucca e la Scuola “Carlo Urbani” di Camerino.

Tra i punti messi in evidenza durante la presentazione c’è anche la capacità della rete di consolidare rapporti utili per future candidature in programmi europei come Horizon Europe, Erasmus+ e Marie Curie, ampliando così l’accesso a servizi, bandi e contatti scientifici internazionali.

Le valutazioni di SISSA e Università di Udine

Il direttore della SISSA Andrea Romanino ha definito l’esperienza particolarmente significativa per la crescita delle collaborazioni tra istituzioni accomunate dagli stessi obiettivi e per il contributo dato a una visione più ampia del dottorato, non limitata al solo ambito accademico. Romanino ha inoltre richiamato il rafforzamento della presenza della scuola triestina nella divulgazione scientifica e nelle iniziative rivolte ai più giovani.

Anche Alessandro Peressotti, direttore della Scuola Superiore Universitaria “di Toppo Wassermann” dell’Università di Udine, ha tracciato un bilancio positivo, sottolineando il valore prodotto sia nella didattica complementare sia nelle attività di orientamento. Peressotti ha rimarcato soprattutto la dimensione condivisa del progetto, indicandola come una base concreta da cui ripartire per future alleanze strategiche nella formazione di eccellenza.

Il calendario prosegue a Trieste

L’esperienza EFC non si ferma alla restituzione finale dei risultati. A Trieste, mercoledì 20 e giovedì 21 maggio, la SISSA ospiterà il workshop internazionale “Dai dati ai satelliti, alle storie: punti di incontro tra giornalismo, scienza e arte”.

L’iniziativa è curata dal Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze Naturali e Umanistiche della SISSA insieme a FACTA e metterà a confronto giornalisti, ricercatori e artisti. Al centro ci saranno i dati satellitari, l’Intelligenza Artificiale e le modalità con cui l’osservazione scientifica di ambienti difficili da leggere può trasformarsi in racconto pubblico e divulgazione.

Per il Friuli Venezia Giulia, dunque, la chiusura del biennio EFC non coincide soltanto con un rendiconto economico, ma con una serie di strumenti, relazioni e attività che hanno già prodotto effetti concreti tra Trieste e Udine e che puntano a restare attivi anche oltre la scadenza del progetto.

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