Educazione ambientale, in Friuli un mese di iniziative tra scuole, musei e natura

Dal territorio udinese ai poli regionali, il programma prosegue fino al 7 novembre con laboratori, incontri universitari, escursioni e un convegno finale a Trieste.

14 ottobre 2026 20:17
Educazione ambientale, in Friuli un mese di iniziative tra scuole, musei e natura -
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Un calendario diffuso in tutta la regione porterà nelle prossime settimane attività dedicate all'ambiente, con appuntamenti pensati per studenti, insegnanti, famiglie e cittadini. Le Giornate regionali per l'educazione ambientale, presentate a Trieste dall'assessore Fabio Scoccimarro, resteranno in programma fino al 7 novembre e coinvolgeranno anche diversi luoghi del Friuli.

Per Prima Friuli il dato più interessante è proprio la capillarità dell'iniziativa: tra le sedi toccate dal progetto compaiono infatti l'Acquario di Ariis, la Biblioteca Joppi, lo spazio Foresta in Città a Udine e il Museo di Storia Naturale del capoluogo friulano, accanto ad altri poli regionali dedicati alla divulgazione e alla conoscenza del territorio.

Il tema scelto per questa edizione

Il filo conduttore dell'edizione 2024 è “Prendersi cura”, espressione con cui la Regione intende richiamare un impegno concreto verso il patrimonio naturale. Nella presentazione, Scoccimarro ha sottolineato che la tutela dell'ambiente non può restare un principio astratto, ma deve tradursi in comportamenti quotidiani, condivisi e consapevoli.

L'assessore ha collegato il senso dell'iniziativa a una visione più ampia: secondo la Regione, gli obiettivi legati alla sostenibilità, alla transizione energetica e alla protezione degli ecosistemi hanno bisogno di essere accompagnati da un lavoro culturale costante, fondato su educazione, formazione, comunicazione e divulgazione scientifica.

Le attività previste anche per il Friuli

Il programma, curato da Arpa Fvg insieme alla Rete regionale, mette insieme proposte molto diverse tra loro. Nelle scuole sono previsti laboratori su meteo, crisi climatica, biodiversità, specie invasive e prevenzione degli incendi boschivi, oltre a percorsi rivolti ai docenti.

Anche il mondo universitario avrà uno spazio specifico, con seminari dedicati ai servizi ecosistemici e un hackathon pensato per sviluppare campagne di comunicazione scientifica. Per il pubblico più ampio, invece, sono in agenda uscite nella natura e una caccia al tesoro inserita nella manifestazione “Il Filo dei Sapori”.

La formula scelta punta quindi a un coinvolgimento trasversale, non limitato alle aule. L'idea è quella di costruire occasioni di apprendimento in contesti diversi, dai musei ai parchi, fino agli spazi cittadini che possono diventare luoghi di osservazione e confronto sui temi ambientali.

L'appuntamento conclusivo del 7 novembre

La chiusura del percorso è fissata per venerdì 7 novembre all'Università di Trieste, dove si terrà il convegno regionale dal titolo “Prendersi cura: noi, la natura e un intreccio di relazioni”. Tra gli interventi annunciati c'è quello dell'antropologo Adriano Favole.

Nel corso della giornata saranno presentati anche i progetti elaborati dalle scuole e troveranno spazio 16 laboratori tematici nel pomeriggio. È previsto inoltre un richiamo all'esperienza del Campo scuola San Marco, organizzato a Ospedaletto nell'estate del 1976 dopo il terremoto: un passaggio che lega memoria, territorio e formazione in una stessa riflessione.

Per il Friuli, dove il rapporto con il paesaggio e con le risorse naturali resta un tema molto concreto, l'iniziativa offre così un'occasione in più per riportare al centro l'educazione ambientale non come appuntamento simbolico, ma come pratica da costruire nel tempo.

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