Duino si accende di emozioni: arriva “La musica è luce”, il concerto-spettacolo a ingresso libero

Duino ospita “La musica è luce”: concerto sinestetico a ingresso libero tra musica, inclusione e grandi autori italiani.

14 aprile 2026 17:17
Duino si accende di emozioni: arriva “La musica è luce”, il concerto-spettacolo a ingresso libero -
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DUINO – Fa tappa a Duino uno degli appuntamenti più significativi del progetto “La musica è luce”, iniziativa musical-teatrale che unisce suono, parola, emozione e riflessione, portando sul territorio regionale un ciclo di concerti pensati per coinvolgere il pubblico in un’esperienza intensa e partecipata. Il nuovo appuntamento è in programma giovedì 16 aprile alle ore 20.00 all’Auditorium del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, con ingresso libero, all’interno della rassegna “Serate al Collegio”.

Lo spettacolo rientra in un percorso più ampio che prevede otto concerti sinestetici in sette diverse località del Friuli Venezia Giulia fino alla primavera 2026, con l’obiettivo di trasformare ogni esibizione in un momento di incontro tra arte, sensibilità e coscienza sociale. In questo contesto, la tappa di Duino si annuncia come una serata capace di mettere al centro non solo la musica, ma anche i temi dell’inclusione, della fragilità e della partecipazione collettiva.

Protagonista della serata sarà la Band Giovani dell’Orchestra a Fiati Città di Muggia APS-ETS, preparata da Giacomo Sfetez, che porterà sul palco un programma dedicato ai grandi cantautori italiani del Novecento. Un repertorio scelto con attenzione, costruito attorno a nomi che hanno lasciato un segno profondo nella cultura musicale del Paese e che, ancora oggi, parlano con forza al presente. A rendere ancora più speciale l’appuntamento ci sarà anche la partecipazione della studentessa del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico Serena Vazzana.

Il progetto si inserisce in un contesto regionale molto vivace sul piano culturale, dove iniziative, incontri e spettacoli continuano a valorizzare la dimensione artistica come strumento di crescita e confronto, come dimostrano anche eventi di rilievo ospitati a Trieste, Udine, Gorizia e Tolmezzo.

A spiegare il cuore dell’iniziativa è lo stesso Giacomo Sfetez, che sottolinea il valore umano e civile dell’esperienza: attraverso questo percorso si vuole offrire al pubblico un’occasione di raccoglimento e riflessione, portando l’attenzione su quelle fragilità che possono colpire la persona nella sua dimensione individuale e nella sua relazione con il tessuto sociale. L’idea, dunque, non è soltanto quella di proporre un concerto, ma di costruire un linguaggio condiviso capace di avvicinare sensibilità diverse e stimolare una lettura più profonda delle difficoltà che attraversano la vita delle persone.

È proprio in questa visione che “La musica è luce” trova la sua identità più autentica. L’edizione giovanile del progetto mette infatti al centro i ragazzi, coinvolti fin dalla fase di scouting e di preparazione delle performance. Il loro contributo non è marginale, ma diventa parte integrante della costruzione artistica dell’iniziativa, che nelle sale della regione prende forma come una vera esperienza collettiva. I giovani diventano così non semplici esecutori, ma interpreti attivi di un messaggio che intreccia arte, consapevolezza e responsabilità.

Il percorso scenico e musicale è costruito a partire da suoni e parole, con testi accuratamente selezionati dal grande repertorio della canzone d’autore italiana. Le opere di artisti come Francesco De Gregori, Renato Carosone, Fabrizio De André e Nomadi accompagnano il pubblico in un itinerario emotivo che attraversa i nuclei fondanti del progetto. Si parla di inclusione, di condivisione, di consapevolezza, ma anche di temi più delicati e profondi legati alla fragilità e alla disabilità, affrontati con sensibilità, misura e intensità artistica.

Il risultato atteso è quello di uno spettacolo capace di creare un dialogo continuo tra il palcoscenico e la platea, dove la musica non resta confinata a un semplice momento performativo, ma si trasforma in uno strumento di lettura del presente. In questo senso, la formula del concerto sinestetico amplia il linguaggio tradizionale dell’esibizione musicale, facendo convivere esecuzione, parola recitata, suggestione visiva e profondità narrativa. Una proposta che punta a lasciare un segno emotivo duraturo nel pubblico.

Dopo l’appuntamento di Duino, il progetto proseguirà con un nuovo spettacolo in programma il 18 aprile alle ore 20.30 al Teatro Candoni di Tolmezzo, confermando la volontà di portare questa esperienza in diverse realtà del territorio regionale, con un dialogo continuo tra centri urbani, spazi culturali e comunità locali.

Sul piano organizzativo, “La musica è luce” può contare su una rete articolata di sostegni istituzionali e partnership che ne rafforzano la portata. Il progetto gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Io sono Friuli Venezia Giulia, del sostegno de Le Fondazioni Casali e di Samer & Co. Shipping, del patrocinio del Comune di Udine e della Città di Tolmezzo, oltre che del partenariato dei Comuni di Trieste, Muggia, Pordenone e Gorizia, insieme al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico.

A dare forma allo spettacolo sono diverse professionalità che contribuiscono a costruirne la qualità artistica e scenica. Il concerto sinestesico dell’Orchestra a Fiati “Città di Muggia” vede la direzione di Andrea Sfetez, con testi a cura di Giorgio Micheli. La lettura a leggio sarà affidata a Livio Soldini e Cesare Tarabocchia, con la consulenza di Mariella Terragni, mentre il ruolo di tecnico di scena sarà ricoperto da Edoardo Milani. La Band Giovani è stata preparata da Giacomo Sfetez, che è anche l’ideatore dello spettacolo sinestetico, mentre la consulenza e gli adattamenti musicali portano la firma di Andrea Sfetez.

L’appuntamento di Duino si profila dunque come una serata di forte valore culturale e umano, in cui la musica diventa strumento di luce, di ascolto e di vicinanza. Un evento aperto a tutti, pensato per offrire non solo uno spettacolo, ma anche una possibilità concreta di fermarsi, ascoltare e lasciarsi attraversare da una riflessione che parte dall’arte per arrivare alla vita.

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