Anguille pescate illegalmente: scatta l’operazione tra Corno e Ausa, un denunciato

Intervento tra i fiumi Corno e Ausa: violazioni penali e amministrative. La specie è in pericolo critico ed è protetta da norme UE e CITES.

15 aprile 2026 22:54
Anguille pescate illegalmente: scatta l’operazione tra Corno e Ausa, un denunciato -
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TRIESTE — Blitz congiunto del Corpo forestale regionale e dei Carabinieri forestali del Nucleo CITES di Trieste nell’area di confluenza tra i fiumi Corno e Ausa: al termine di un’attività conclusa a fine marzo, un pescatore è stato denunciato per la cattura e la detenzione illecita di esemplari di anguilla europea (Anguilla anguilla).

L’operazione e le contestazioni

L’intervento è stato coordinato tra CFR, con il personale del Nucleo anti bracconaggio e delle Stazioni forestali di Cervignano del Friuli e Monfalcone, e il Nucleo CITES di Trieste. Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti, l’uomo avrebbe operato in violazione della normativa sull’antibracconaggio ittico nelle acque interne, recentemente aggiornata, e delle disposizioni CITES che regolano — con un sistema di certificazioni — detenzione, movimentazione e commercio di specie protette.

Sequestri: anguille, attrezzatura, barca e auto

Il pescatore è stato segnalato alla Procura della Repubblica competente. Contestualmente sono scattati i sequestri: gli esemplari di anguilla ritenuti catturati e detenuti illegalmente, gli attrezzi da pesca impiegati, l’imbarcazione utilizzata e l’autoveicolo destinato al trasporto. Le anguille ancora vive sono state liberate nelle acque del luogo di cattura. Oltre ai profili penali, sono state elevate anche sanzioni amministrative per diverse centinaia di euro in relazione a presunte violazioni delle norme regionali sulla pesca di mestiere.

Una specie in pericolo critico e sotto stretta tutela

L’anguilla europea è una specie migratrice di alto valore naturalistico, oggi classificata a livello internazionale “in pericolo critico di estinzione” a causa del drastico calo della popolazione registrato negli ultimi decenni. Per questo la normativa nazionale ed europea prevede periodi di fermo pesca e limitazioni specifiche alla cattura, con l’obiettivo di proteggere le fasi più delicate del ciclo biologico e della migrazione.

La specie è inoltre inserita negli Allegati della Convenzione di Washington (CITES), recepita nell’Unione europea dal Regolamento (CE) n. 338/97: un quadro che comporta controlli stringenti su detenzione, trasporto e commercializzazione, anche per contrastare il traffico illegale internazionale. Le disposizioni vigenti confermano, anche per il 2026, il divieto di pesca dell’anguilla europea sul territorio italiano nei periodi indicati dal decreto in vigore, da gennaio a giugno, misura ritenuta essenziale per favorire la ricostituzione dello stock naturale.

La posizione dell’indagato

Le autorità ricordano che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: la persona indagata non può essere considerata colpevole fino a eventuale accertamento con sentenza definitiva.

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