Dal Vajont all’India, nuovo successo per il documentario girato a Erto: ora i premi sono 15

La Luna sott’acqua aggiunge due riconoscimenti in un festival indiano e rafforza il percorso internazionale di un’opera nata nel territorio del Vajont.

01 giugno 2026 21:23
Dal Vajont all’India, nuovo successo per il documentario girato a Erto: ora i premi sono 15 -
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La storia di Erto continua a parlare anche molto lontano dal Friuli. Il documentario “La Luna sott’acqua”, firmato da Alessandro Negrini e costruito attorno alla memoria del post Vajont, ha ottenuto in India due nuovi riconoscimenti che portano il totale a 15 premi internazionali.

Alla rassegna Thilsri International Film Festival l’opera ha ricevuto i riconoscimenti per il miglior documentario lungometraggio e per la miglior regia, confermando un percorso che da mesi sta dando visibilità fuori dai confini italiani a un racconto profondamente legato a Erto e alla sua comunità.

Nel bilancio complessivo del suo cammino festivaliero, il film conta anche 30 selezioni ufficiali in vari Paesi. Un dato che restituisce la misura dell’attenzione raccolta da un progetto nato da una vicenda locale ma capace di intercettare temi universali come identità, memoria e permanenza nei luoghi feriti dalla storia.

Un racconto che parte da Erto e dal dopo Vajont

Al centro del film c’è la fase successiva alla tragedia del Vajont e il tentativo di far scomparire Erto, anche simbolicamente, dalla geografia e dalla vita del territorio. Il documentario osserva come persone e paesaggi abbiano continuato a misurarsi con quell’eredità, mettendo a fuoco il rapporto tra comunità, appartenenza e trasformazioni imposte dagli eventi.

È proprio questa radice territoriale a rendere l’opera particolarmente significativa anche per il pubblico friulano. Il lavoro di Negrini non si limita alla ricostruzione storica, ma si concentra su ciò che resta nel tempo: i segni lasciati nei luoghi, nella memoria collettiva e nella possibilità di immaginare ancora un futuro.

Il percorso nei festival internazionali

I due premi conquistati in India non rappresentano un episodio isolato. Per “La Luna sott’acqua” si tratta infatti del terzo riconoscimento arrivato da festival indiani, un elemento che rafforza la presenza del film nel circuito internazionale dedicato al cinema documentario.

Nel panorama delle produzioni indipendenti, il titolo continua così a ritagliarsi uno spazio rilevante. La risposta ottenuta nelle rassegne conferma l’interesse per opere che affrontano il peso della storia senza perdere il contatto con le persone e con i territori da cui quelle storie prendono forma.

Produzione e firma artistica del progetto

Il film è una coproduzione tra Italia e Slovenia, realizzata da Incipit Film e Casablanca Film. La sceneggiatura porta la firma di Alessandro Negrini insieme a Fabrizio Bozzetti.

Sul piano artistico, uno degli elementi più riconoscibili è la fotografia di Oddgeir Sæther, collaboratore di lunga esperienza legato anche al cinema di David Lynch. La voce narrante è invece quella di Maria Pia Di Meo, nome molto noto del doppiaggio italiano.

Secondo il regista, il documentario riesce a raggiungere pubblici diversi perché il suo sguardo non si ferma al Vajont come fatto storico, ma si allarga alla capacità delle comunità di restare vive, custodire memoria e continuare a esistere anche dopo fratture profonde. È anche per questo che una vicenda nata tra le montagne del Friuli oggi trova ascolto in contesti internazionali così lontani.

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