Dal sisma alla ricostruzione, un percorso d’arte in Friuli: dopo Codroipo la mostra arriverà a Muzzana
Oltre cinquanta artisti rileggono il terremoto del 1976 e la rinascita del territorio. L’esposizione, partita da Codroipo, farà tappa a Muzzana del Turgnano a fine novembre.
La memoria del terremoto del 1976 passa anche attraverso tele, linguaggi visivi e testimonianze raccolte in un progetto che mette insieme arte e identità friulana. A Codroipo ha preso avvio “Motus in arte”, esposizione itinerante pensata per ricordare le vittime del sisma e il lungo cammino della ricostruzione.
L’iniziativa è stata aperta nel municipio cittadino in occasione della fiera di San Simone e si inserisce nel percorso di eventi legati al cinquantesimo anniversario del terremoto. Il progetto è promosso dal Gruppo alpini di Muzzana del Turgnano con la collaborazione dei gruppi che ospitano le varie tappe ed è sostenuto dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Un itinerario che unisce comunità e memoria
Il taglio scelto dagli organizzatori non è soltanto celebrativo. La mostra punta infatti a restituire il senso di una reazione collettiva che, dopo la tragedia, portò il Friuli a rialzarsi facendo leva su volontariato, legami sociali e partecipazione diffusa.
Alla cerimonia inaugurale era presente il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin, che ha richiamato il valore del lavoro svolto dagli alpini e dal volontariato nei territori. Nel suo intervento ha evidenziato come iniziative di questo tipo possano trasformare il sostegno pubblico in occasioni concrete di memoria condivisa.
Il ruolo degli alpini e il richiamo al modello Friuli
Bordin ha ricordato anche il significato istituzionale delle celebrazioni dedicate al sisma, citando la seduta del Consiglio regionale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Un passaggio che si lega a un obiettivo più ampio: consegnare alle nuove generazioni il racconto di ciò che il Friuli seppe costruire dopo la devastazione.
Nel suo intervento ha richiamato quello che viene comunemente indicato come “modello Friuli”, nato dall’incontro tra la determinazione delle comunità locali e la rete di solidarietà arrivata da molte parti. In quella stagione, ha sottolineato, il contributo degli alpini fu centrale.
Le opere in mostra e il filmato proiettato a Codroipo
Il percorso espositivo riunisce più di cinquanta artisti. A illustrarne il significato è stato Livio Grosso, capogruppo degli alpini di Muzzana del Turgnano, che ha spiegato come le opere siano state pensate per tenere insieme il dolore per le perdite, il segno lasciato dalla distruzione e la riconoscenza verso chi partecipò alla rinascita del territorio.
Un riferimento particolare è stato riservato agli undici cantieri di lavoro organizzati dall’Associazione nazionale alpini, ricordati come uno dei simboli più concreti dell’impegno messo in campo dopo il terremoto. Durante l’inaugurazione è stato proposto anche il filmato “Quello che il tempo ha lasciato”, firmato dall’artista Enzo Moreale.
Il vicesindaco di Codroipo, Giacomo Trevisan, ha sottolineato il valore della sede scelta per ospitare la tappa inaugurale: il municipio come spazio aperto alla cittadinanza e luogo adatto a una riflessione pubblica su una pagina decisiva della storia friulana. All’appuntamento era presente anche Mauro Ermacora, presidente della sezione Ana di Udine.
La prossima tappa già fissata a Muzzana
Dopo l’esordio codroipese, il cammino della mostra proseguirà a Muzzana del Turgnano alla fine di novembre. Il vicesindaco Daniele Casasola ha espresso il ringraziamento dell’amministrazione al gruppo alpino locale, agli artisti e a Livio Grosso, indicato come motore dell’iniziativa.
La scelta di far proseguire il progetto a Muzzana rafforza il legame tra i luoghi coinvolti e il senso dell’intera operazione culturale: non un semplice allestimento celebrativo, ma un racconto corale sulla capacità del Friuli di trasformare una ferita storica in coscienza collettiva.