Dal Friuli alla Puglia, il teatro inclusivo del Piccolo Cottolengo torna a casa con un riconoscimento
La compagnia I Cjarsons ha chiuso l’esperienza al festival di Trani con un premio e con l’idea di riproporre in autunno lo spettacolo nato nella Casa.
Non c’è solo un premio nel ritorno dal festival di Trani: per il Piccolo Cottolengo Friulano l’esperienza pugliese diventa anche un risultato condiviso con il territorio che ha sostenuto la partenza. La compagnia teatrale I Cjarsons, formata da ospiti, volontari e operatori della struttura, è rientrata in Friuli dopo aver presentato davanti al pubblico lo spettacolo “Oltre il frastuono delle armi. Cronache di verità”.
La partecipazione alla rassegna nazionale “Il Giullare”, dedicata a un teatro capace di superare ostacoli e barriere, si è conclusa con un riconoscimento assegnato al gruppo friulano. Un passaggio importante per una realtà che da anni usa il palcoscenico come spazio di espressione, relazione e inclusione.
Ora l’obiettivo è riportare quel lavoro anche a casa, con una nuova rappresentazione prevista in autunno, così da condividere sul territorio il percorso costruito dentro la Casa e maturato durante i giorni trascorsi in Puglia.
Un viaggio reso possibile anche dalla rete di sostegno
La trasferta non era affatto scontata. In un primo momento la compagnia non rientrava tra quelle ammesse al festival, ma il successivo ripescaggio dopo una rinuncia ha rimesso tutto in moto in tempi molto rapidi. Da lì è partita anche la mobilitazione per coprire le spese del viaggio.
La campagna “Da casa nostra a Trani: un chilometro alla volta” ha raccolto in circa due settimane quasi 4.000 euro, grazie a circa 150 sostenitori arrivati da diverse parti d’Italia. Il meccanismo era semplice: una donazione di 5 euro per acquistare simbolicamente un chilometro del percorso. Accanto ai contributi economici sono arrivati anche aiuti concreti e numerosi messaggi di incoraggiamento.
Il gruppo è partito il 10 luglio 2026 con 16 persone, tra cui nove con disabilità, dai 25 agli 85 anni. Il rientro in Friuli è avvenuto la sera del 13 luglio, dopo alcuni giorni intensi vissuti tra il festival e i momenti di condivisione fuori dal palco.
La tappa di Trani e il valore del festival
Una volta arrivati in Puglia, i partecipanti hanno trascorso una giornata al mare a Barletta e visitato il centro storico di Trani, prima di raggiungere il 12 luglio il Centro Jobel, sede delle rappresentazioni. È qui che ogni anno prende forma “Il Giullare”, manifestazione nata nel 2008 per promuovere un’idea concreta di inclusione attraverso il teatro.
Per la compagnia friulana è stato importante potersi esibire in uno spazio accessibile e attrezzato, con un contesto organizzativo pensato per permettere a tutti di vivere appieno l’esperienza scenica. Davanti a circa 350 persone, I Cjarsons hanno portato in scena il loro lavoro costruito all’interno del laboratorio teatrale.
Nei giorni del soggiorno il gruppo ha inoltre conosciuto da vicino la Locanda del Giullare, ristorante e food truck gestiti dalla stessa cooperativa che organizza il festival, dove lavorano persone con disabilità. Un altro tassello coerente con il senso complessivo dell’iniziativa.
Lo spettacolo premiato e il percorso nato nella Casa
“Oltre il frastuono delle armi. Cronache di verità” è uno spettacolo sviluppato nel 2025 nel laboratorio del Piccolo Cottolengo Friulano. Il lavoro affronta i temi del conflitto, del silenzio e delle deformazioni della comunicazione, trasformando la scena in un luogo dove esperienza personale e dimensione collettiva si intrecciano.
Il premio ricevuto a Trani ha messo in luce proprio questa capacità. Nelle motivazioni si sottolinea come ciascun interprete sia stato accompagnato a vivere un ruolo centrale sulla scena e dentro la narrazione, e come il teatro, anche in presenza di disabilità molto gravi, riesca a diventare un linguaggio autentico di relazione e verità.
Per la realtà friulana si tratta di un riconoscimento che conferma un lavoro costruito nel tempo, settimana dopo settimana, all’interno di un laboratorio che coinvolge circa 20 persone tra ospiti, operatori e volontari.
Una storia che in Friuli parte da lontano
L’esperienza pugliese non nasce dal nulla. Nel Piccolo Cottolengo Friulano il teatro accompagna da anni la vita quotidiana della struttura: canti, balli e rappresentazioni hanno fatto parte della storia della Casa già prima dell’apertura dell’Auditorium Biasutti, inaugurato nel 1993.
Con i suoi circa 200 posti e l’assenza di barriere architettoniche, l’auditorium è diventato nel tempo un punto di incontro non solo per la struttura stessa, ma anche per il paese, per i comuni vicini, per le scuole e per molte associazioni del territorio. In questo solco continua oggi il lavoro dei Cjarsons.
Il laboratorio si svolge con cadenza settimanale e parte dall’uso del corpo e dello spazio per arrivare alla costruzione condivisa dei testi, spesso legati a temi sociali e di attualità. Dopo il riconoscimento ottenuto a Trani, il prossimo passo sarà riportare questo percorso davanti al pubblico friulano, con una nuova messa in scena prevista in autunno.
Più che una semplice trasferta, quella vissuta in Puglia resta così una tappa significativa per una comunità che nel teatro continua a trovare uno strumento concreto di partecipazione, crescita e apertura verso l’esterno.