Dal Friuli al Salento, il fumetto come ponte inclusivo: l’esperienza del Palazzo del Fumetto a Matino

Due giornate di attività al Centro Amici di Nico con il docente Luca Tonin: da Pordenone un progetto che unisce creatività, formazione e inclusione.

A cura di Web Team Web Team
12 settembre 2026 23:09
Dal Friuli al Salento, il fumetto come ponte inclusivo: l’esperienza del Palazzo del Fumetto a Matino -
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Un’esperienza nata in Friuli e portata fino in Puglia per mettere il disegno al servizio dell’inclusione. L’11 e il 12 settembre 2026 il Palazzo del Fumetto di Pordenone ha curato a Matino, nel Leccese, un laboratorio dedicato a fumetto e illustrazione rivolto ai ragazzi seguiti dal Centro Amici di Nico.

Per la realtà pordenonese si tratta di un’iniziativa che rafforza un percorso già avviato sul fronte dell’accessibilità culturale, esportando fuori regione un metodo costruito attorno alla partecipazione e alla valorizzazione delle capacità individuali.

Un progetto friulano che si apre ad altri territori

A condurre le attività è stato Luca Tonin, illustratore, grafico e insegnante del Palazzo del Fumetto. Nel corso delle due giornate i partecipanti hanno lavorato sulle tecniche di base del disegno e del racconto per immagini, usando il fumetto anche come forma di espressione personale e occasione di confronto.

Il valore dell’iniziativa, per Pordenone, sta anche nella possibilità di far uscire dal contesto locale competenze formative maturate negli anni. Non solo laboratori artistici, quindi, ma un modello educativo che può dialogare con strutture impegnate ogni giorno nel lavoro con persone con autismo.

Pordenone porta a Matino un laboratorio inclusivo di disegno e fumetto

Come si è costruito il legame con Matino

L’idea ha preso forma dopo l’incontro con l’ex prefetto di Pordenone Natalino Manno, oggi a Lecce. Conoscendo i ragazzi del Centro Amici di Nico nelle sedi di Matino e Lizzanello e osservando i loro lavori, è emersa la possibilità di creare un contatto diretto con il museo pordenonese dedicato alla nona arte.

Nel percorso che ha portato alla realizzazione del laboratorio ha avuto un ruolo anche il vicepresidente del Palazzo del Fumetto, Emanuele Barison. Da quel passaggio è nato un collegamento concreto tra due realtà lontane geograficamente ma unite dall’idea che il linguaggio del fumetto possa diventare uno strumento accessibile, capace di far emergere attitudini e potenzialità.

Perché il laboratorio ha un valore che va oltre i disegni

Secondo l’équipe del Centro Amici di Nico, le attività svolte non si esauriscono negli elaborati prodotti. Durante il lavoro, infatti, è stato possibile osservare come ciascun partecipante affronta consegne, sviluppa intuizioni, accoglie suggerimenti e si relaziona con gli altri.

La presidente del centro, Maria Antonietta Bove, ha sottolineato l’importanza di partire dalle risorse dei ragazzi più che dai loro limiti. In questa prospettiva, il laboratorio può diventare anche un supporto utile nella costruzione di percorsi educativi e riabilitativi, aiutando a leggere interessi, modalità espressive e competenze da coltivare nel tempo.

L’impegno del Palazzo del Fumetto sull’accessibilità

L’esperienza nel Salento si inserisce in una linea di lavoro più ampia portata avanti a Pordenone. Il Palazzo del Fumetto sta infatti investendo da tempo su accessibilità e fruizione inclusiva, anche attraverso strumenti dedicati come la recente app museale sviluppata con Willeasy.

Tra i contenuti disponibili figurano materiali accessibili in italiano e inglese, audioguida professionale, video in LIS e ISL e testi semplificati secondo la tecnica Easy-to-read certificata. A questo si aggiungono interventi sull’organizzazione della visita e sugli spazi, con l’obiettivo di rendere il museo sempre più accogliente e autonomamente fruibile.

Pordenone porta a Matino un laboratorio inclusivo di disegno e fumetto

Il laboratorio di Matino racconta così anche una traiettoria importante per il Friuli: quella di una realtà culturale pordenonese che non si limita alla programmazione in sede, ma porta altrove esperienze e competenze, costruendo relazioni utili e nuove occasioni di inclusione attraverso il fumetto.

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