Dal Canada al Friuli, a Palmanova il primo incontro per il percorso della memoria sul sisma del 1976
La sede della Protezione civile regionale ha ospitato la delegazione di friulani emigrati in Canada: apre il programma dedicato a terremoto, ricostruzione e legami con l’estero.
Il cinquantesimo del terremoto del Friuli comincia anche dal rapporto mai interrotto con chi, negli anni, ha costruito la propria vita lontano dalla regione. A Palmanova una delegazione di friulani residenti in Canada è stata ricevuta nella sede della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, in un appuntamento che segna l’avvio del calendario di iniziative dedicate alla memoria del sisma del 1976.
La visita assume un significato che va oltre il momento istituzionale. Al centro ci sono infatti le comunità friulane all’estero, il loro legame con la terra d’origine e il contributo che la solidarietà internazionale diede in una delle stagioni più difficili della storia regionale.
Un avvio simbolico a Palmanova
L’incontro ospitato a Palmanova è stato il primo passaggio di un percorso che nelle prossime settimane metterà a fuoco due temi strettamente intrecciati: l’emigrazione friulana e la rete di aiuti che si attivò dopo il terremoto.
Ad accogliere il gruppo è stato l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Nel suo intervento ha richiamato il valore di un legame rimasto vivo nel tempo tra il Friuli e le comunità emigrate, in questo caso quelle presenti in Canada.
Il ruolo delle comunità friulane all’estero
Durante l’appuntamento è stato ricordato il percorso dei friulani partiti per lavoro oltreconfine, capaci negli anni di creare relazioni solide nei Paesi di accoglienza. Un patrimonio costruito con il tempo, anche attraverso il rispetto delle regole, delle tradizioni e dei contesti sociali incontrati all’estero.
Secondo quanto evidenziato nel corso della visita, proprio questa credibilità maturata dalle comunità emigrate contribuì a rafforzare la rete di sostegno internazionale attivata dopo il sisma. Un aiuto che viene ancora oggi indicato come uno degli elementi importanti nel cammino della ricostruzione.
Verso le celebrazioni del 2026
La presenza della delegazione canadese in Friuli Venezia Giulia viene letta quindi come un riconoscimento verso chi ha mantenuto saldo il rapporto con il territorio d’origine, anche a distanza di generazioni. Non soltanto memoria del terremoto, ma anche attenzione per le famiglie friulane che all’estero hanno continuato a custodire questa appartenenza.
Il programma che si apre da Palmanova accompagnerà le celebrazioni previste per il 2026. I temi annunciati sono quelli della ricostruzione, del rapporto tra il Friuli e i suoi emigrati e del sostegno arrivato dall’estero dopo il 1976.
Per il territorio friulano, il passaggio nella sede della Protezione civile regionale rappresenta così un inizio dal forte valore simbolico: ricordare il terremoto non solo attraverso i luoghi e le date, ma anche attraverso le persone e i legami che hanno aiutato il Friuli a rialzarsi.