Dal Bluenergy ai paesi simbolo del ’76: in Friuli 130 ragazzi delle scuole edili studiano la ricostruzione
Due giornate tra Udine, Venzone, Gemona e Colloredo di Monte Albano per rileggere il dopo terremoto come lezione concreta per chi costruirà domani.
La ricostruzione friulana dopo il terremoto del 1976 torna a essere materia viva di studio per oltre 130 studenti arrivati in questi giorni in provincia di Udine da diverse scuole edili italiane. L’iniziativa mette al centro non solo la memoria del sisma, ma anche ciò che quel passaggio storico può ancora insegnare a chi oggi si forma nel mondo delle costruzioni.
Il percorso, promosso da Formedil Udine nelle giornate del 21 e 22 settembre 2026, coinvolge ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni provenienti da Udine, Padova, Cremona, Verona, Vicenza e Rovigo. Il titolo scelto per il progetto è “Il Friuli ringrazia e non dimentica” e si sviluppa come un itinerario in cinque tappe tra città e luoghi che hanno segnato la storia della ricostruzione.
La partenza è stata fissata al Bluenergy Stadium, spazio scelto anche per il suo valore simbolico. A richiamarlo è stata la presidente di Formedil Udine Angela Martina, che ha indicato nell’arcata dell’impianto nato nel 1976 un segno di continuità tra ciò che era e ciò che è diventato, in un dialogo tra memoria e trasformazione.
Una lezione friulana per chi progetta il futuro
L’idea di fondo è chiara: il modello friulano della ripartenza non appartiene soltanto alla storia locale, ma resta un riferimento concreto per la formazione tecnica. Per questo le due giornate sono state costruite pensando agli studenti che si preparano a progettare, restaurare e costruire, con attenzione al rapporto tra sicurezza, responsabilità e qualità dello spazio urbano.
Nel saluto rivolto ai partecipanti, il direttore di Formedil Udine Loris Zanor ha insistito proprio su questo punto, ricordando che costruire non vuol dire soltanto realizzare edifici, ma assumere un impegno verso le persone, i territori e il tempo che verrà.
Tra i presenti ci sono anche gli allievi di Formedil Udine - Scuola CEFS, indicati come i primi in Italia, nell’ambito delle scuole edili, ad aver attivato il quarto anno previsto dalla riforma Valditara, passaggio che consente l’accesso diretto all’esame di Stato e all’università al termine del diploma.
Gli interventi della prima giornata a Udine
All’apertura hanno partecipato anche il vicepresidente di Formedil Alessandro Bivi, collegato da remoto, ed Elisa Marzinotto, direttore del Servizio formazione della Regione Friuli Venezia Giulia. Il contributo della Regione è arrivato attraverso un messaggio dell’assessore Alessia Rosolen, che ha richiamato il valore della conoscenza come strumento di prevenzione e come una delle eredità più importanti lasciate dal post sisma.
L’impianto culturale dell’iniziativa è stato curato da Fabio Turchini, filosofo e presidente di Eupragma, insieme a Loris Zanor. Nel pomeriggio il racconto del Friuli del terremoto e della rinascita è stato affidato al senatore Diego Carpenedo, a don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza, Timau, Cleulis, e al giornalista Michele Meloni Tessitori, che hanno offerto agli studenti testimonianze e memorie legate a quel periodo.
Lo sguardo in avanti è arrivato invece dall’intervento di Romina Rodela, docente dell’Università di Södertörn, in Svezia, che ha presentato studi recenti sulle città del futuro. Al centro, il tema degli spazi urbani come luoghi condivisi, sicuri e inclusivi, con una riflessione sul ruolo dei giovani, spesso poco coinvolti nella progettazione pur essendo tra coloro che più necessitano di ambienti comuni di qualità.
Nella parte conclusiva hanno preso la parola gli stessi studenti, chiamati a raccontare la loro idea di progettazione e di futuro. A chiudere gli interventi sono stati Stefano Macale, direttore di Formedil Italia, e un messaggio inviato dalla deputata Chiara Gribaudo.
Martedì le visite tra Venzone, Gemona e Colloredo
La seconda giornata, il 22 settembre, porta il gruppo direttamente nei luoghi simbolo del terremoto del Friuli. Sono in programma visite guidate a Venzone e Gemona, tappe che permettono di leggere sul campo il lavoro compiuto dopo il 1976 e il modo in cui quei centri sono stati ricostruiti.
Il percorso si concluderà al Castello di Colloredo di Monte Albano, dove gli studenti del Civiform incontreranno alcuni imprenditori che parteciparono alla ricostruzione. Una chiusura che lega generazioni diverse attorno allo stesso tema: come si ricuce un territorio ferito e quale responsabilità ricade oggi su chi si prepara a lavorare nell’edilizia.
Accanto ai ragazzi, al Bluenergy Stadium, erano presenti anche rappresentanti delle Scuole Edili del sistema Formedil arrivati da varie parti d’Italia, insieme a componenti dei consigli di amministrazione di Formedil Italia e Formedil Udine. Per il Friuli, l’appuntamento assume così un significato che va oltre la commemorazione: trasformare una pagina decisiva della sua storia in un passaggio formativo per chi costruirà i territori di domani.