Da Sesto a Trieste, il Friuli Venezia Giulia celebra San Michele e il lavoro della Polizia

Doppio appuntamento per il patrono della Polizia di Stato: nell’abbazia di Sesto al Reghena e nel capoluogo regionale il ringraziamento agli agenti.

29 settembre 2026 15:48
Da Sesto a Trieste, il Friuli Venezia Giulia celebra San Michele e il lavoro della Polizia -
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Il ringraziamento agli uomini e alle donne della Polizia di Stato è passato quest’anno da due luoghi simbolici del Friuli Venezia Giulia: l’abbazia di Santa Maria in Sylvis a Sesto al Reghena e la chiesa della Beata Vergine del Soccorso a Trieste. Nella giornata del 29 settembre 2026, dedicata a San Michele Arcangelo, la Regione ha preso parte alle celebrazioni con i propri rappresentanti istituzionali.

Per Prima Friuli, il passaggio a Sesto al Reghena assume un rilievo particolare: la cerimonia ospitata nel complesso abbaziale ha riportato l’attenzione sul valore della presenza quotidiana delle forze dell’ordine nei territori, tema centrale soprattutto nelle realtà locali dove il rapporto con i cittadini si costruisce nella continuità.

Sesto al Reghena, il momento istituzionale nel Pordenonese

Nell’abbazia di Santa Maria in Sylvis ha partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante. Alla funzione erano presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il questore di Pordenone Graziella Colasanto.

San Michele Arcangelo, a Trieste e Sesto al Reghena il grazie della Regione alla Polizia

Nel suo intervento, Amirante ha richiamato il legame tra sicurezza e conoscenza diretta delle comunità, sottolineando quanto contino la vicinanza ai cittadini e una presenza costante nei centri del territorio. Il riferimento è andato al lavoro di ogni giorno: controlli, prevenzione e tutela delle persone più esposte, elementi che alimentano la fiducia verso le istituzioni.

San Michele Arcangelo, a Trieste e Sesto al Reghena il grazie della Regione alla Polizia

A Trieste il grazie della Regione agli agenti

La seconda celebrazione si è svolta nel capoluogo giuliano, dove l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti ha partecipato alla funzione religiosa officiata dal vescovo di Trieste monsignor Enrico Trevisi nella chiesa della Beata Vergine del Soccorso. Presenti anche il questore di Trieste Lilia Fredella e l’assessore regionale Fabio Scoccimarro.

San Michele Arcangelo, a Trieste e Sesto al Reghena il grazie della Regione alla Polizia

Roberti ha indicato la festa del patrono come un’occasione per riconoscere il servizio assicurato ogni giorno dalla Polizia di Stato, mettendo l’accento su competenza, senso del dovere e radicamento sul territorio. Nel suo messaggio ha richiamato anche l’impegno che attende gli operatori nelle prossime settimane, con particolare attenzione ai servizi collegati alla Barcolana.

San Michele Arcangelo, a Trieste e Sesto al Reghena il grazie della Regione alla Polizia

Un altro passaggio del suo intervento ha riguardato il valore del coordinamento nei grandi appuntamenti pubblici, che richiedono organizzazione e una presenza rafforzata. In questo quadro, la Regione ha espresso la propria gratitudine per un’attività che unisce gestione ordinaria e capacità di risposta nelle occasioni più complesse.

San Michele Arcangelo, a Trieste e Sesto al Reghena il grazie della Regione alla Polizia

Anche Scoccimarro ha evidenziato il ruolo svolto quotidianamente dalla Polizia accanto alla popolazione. Ha parlato di un impegno che richiede preparazione, coraggio e spirito di servizio, ricordando inoltre come in una regione di confine il tema del presidio assuma un significato ancora più delicato, tra controllo del territorio, frontiere e sicurezza urbana.

Un messaggio comune per tutto il territorio regionale

Le due celebrazioni, una nel Friuli occidentale e l’altra a Trieste, hanno consegnato un messaggio unitario: riconoscere il lavoro degli agenti e ribadire l’importanza della loro presenza nelle città come nei centri minori. È su questa continuità che si misura, giorno dopo giorno, la percezione di sicurezza delle comunità.

Dal Pordenonese al capoluogo regionale, la ricorrenza di San Michele Arcangelo ha così unito il momento religioso a quello istituzionale, con un ringraziamento esplicito a chi opera ogni giorno sul territorio e con l’attenzione già rivolta ai servizi che accompagneranno i prossimi appuntamenti pubblici in regione.

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