Da San Vito al Tagliamento un libro che porta il Friuli nel bicchiere: Michele Piagno pubblica "Cucina Liquida"

Il bartender friulano firma un volume dedicato a tecnica, stagionalità e identità territoriale della mixology, tra ricette, abbinamenti e studio degli ingredienti.

05 settembre 2026 20:21
Da San Vito al Tagliamento un libro che porta il Friuli nel bicchiere: Michele Piagno pubblica "Cucina Liquida" -
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Non un semplice ricettario, ma un progetto che prova a dare una voce friulana al bere miscelato. È questa l'idea al centro di Cucina Liquida, il libro firmato da Michele Piagno, professionista originario di San Vito al Tagliamento, che mette insieme esperienza dietro al bancone, prodotti del territorio e attenzione al rapporto tra cocktail e cucina.

Il volume, pubblicato da Corsiero Editore e proposto a 25 euro, è stato presentato nelle scorse settimane a Lignano Sabbiadoro, in un appuntamento che ha richiamato anche il vicepresidente e assessore regionale alla Cultura e allo Sport Mario Anzil. Per Piagno, il punto di partenza non è usare un ingrediente locale come semplice richiamo, ma costruire un'impostazione riconoscibile, fondata su metodo e conoscenza.

Un progetto che parte dal territorio friulano

Nel libro il Friuli non compare come sfondo, ma come riferimento concreto. Botaniche, frutta, verdura, distillati e lavorazioni stagionali diventano materia di studio per immaginare una miscelazione con un'identità precisa, capace di distinguersi senza inseguire modelli copiati altrove.

Piagno insiste infatti su un aspetto: per dare forma a una vera cultura del cocktail legata a questa regione serve una base solida, non una somma di effetti scenici. Il suo lavoro si muove proprio in questa direzione, cercando una linea coerente che unisca tecnica, gusto e appartenenza al territorio.

Cosa si trova in "Cucina Liquida"

Le pagine del volume affrontano diversi livelli del mestiere. Ci sono preparazioni, spiegazioni pratiche, uso corretto degli ingredienti stagionali e indicazioni su come realizzare sciroppi in casa. Accanto a questo trovano spazio anche elementi meno consueti nel mondo dei drink, come creme, marmellate e brodi, utilizzati come parti della costruzione del bicchiere.

Il percorso si allarga poi agli abbinamenti con il cibo, tema che richiama il titolo stesso del libro, e si chiude con una sezione riservata ai digestivi. L'impostazione è pensata per rendere leggibile un lavoro che spesso resta confinato al bancone e che qui viene invece raccontato con immagini, spiegazioni e un taglio accessibile.

Secondo l'autore, Cucina Liquida può essere utile sia a chi muove i primi passi nel settore sia a chi vuole approfondire il tema da appassionato. L'obiettivo è offrire uno strumento concreto a giovani professionisti, addetti ai lavori e lettori curiosi che vogliono capire meglio come nasce un cocktail costruito con criterio.

Studio prima dell'effetto

Uno dei messaggi più netti che accompagnano il progetto riguarda il rischio di una mixology ridotta a imitazione. Piagno richiama spesso la necessità di studiare basi, strutture e ingredienti, invece di replicare drink visti sui social senza comprenderne davvero l'equilibrio.

Michele Piagno racconta il Friuli nei cocktail: esce il libro Cucina Liquida

Da qui nasce anche il suo invito ai più giovani: conoscere il mestiere e partire dal contesto in cui si lavora. In questo percorso rientra pure Barancli, il gin friulano creato dallo stesso Piagno, citato come parte di una ricerca più ampia per dare contorni più definiti a una miscelazione realmente radicata in regione.

Il percorso professionale del bartender sanvitese

Nato nel 1981, Michele Piagno arriva da una famiglia legata alla ristorazione ed è conosciuto anche per il suo profilo di barman molecolare. Pur avendo lavorato spesso fuori dall'Italia, ha mantenuto un rapporto stretto con San Vito al Tagliamento e con il Friuli, che torna con forza anche in questo progetto editoriale.

Nel 2011 ha ideato il Glow Sweet & Sour Mix, preparato liofilizzato fluorescente per cocktail che ha ottenuto un brevetto mondiale. Nel suo curriculum figurano collaborazioni con chef stellati, attività nella formazione con Flair Academy Milano e il ruolo di ispettore nazionale della Federazione Baristi Italiani.

Alla base, però, resta un'idea molto concreta del lavoro dietro al bancone: tecnica e creatività devono andare insieme all'accoglienza. È la stessa filosofia che attraversa Cucina Liquida, pensato non solo per mostrare cosa si può servire in un bicchiere, ma per spiegare con chiarezza come si costruisce un drink quando studio, misura e territorio entrano davvero nella ricetta.

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