Da San Giorgio di Nogaro a Norimberga, RALC legge il nuovo boom dei data center: cresce la pressione sul rame

Dopo Chillventa 2026, l’azienda friulana segnala una domanda in forte aumento per gli scambiatori di calore e un mercato HVAC tornato più dinamico.

19 ottobre 2026 18:11
Da San Giorgio di Nogaro a Norimberga, RALC legge il nuovo boom dei data center: cresce la pressione sul rame -
Condividi

Non c’è soltanto il bilancio di una fiera internazionale nel ritorno di RALC Italia da Chillventa 2026. Per l’azienda di San Giorgio di Nogaro, l’appuntamento di Norimberga ha offerto soprattutto un’indicazione precisa su dove si sta muovendo il mercato: la spinta dei data center sta cambiando rapidamente la domanda di componenti e materie prime, a partire dal rame.

La società friulana, attiva nella progettazione di macchinari automatici e impianti speciali per tubi, profili e lamiere, ha partecipato dal 13 al 15 ottobre alla rassegna tedesca dedicata a refrigerazione, climatizzazione e tecnologie HVAC. In fiera ha portato le proprie soluzioni per la lavorazione del tubo e per la produzione di scambiatori di calore, in un contesto che, secondo l’azienda, mostra segnali di ripresa più ampi rispetto agli ultimi anni.

Il segnale che arriva dal mercato internazionale

Il punto più rilevante emerso a Norimberga riguarda l’accelerazione della richiesta di scambiatori destinati alle infrastrutture digitali ad alta efficienza. Andrea Lazzarini, CEO di RALC Italia, osserva che la crescita legata all’elettrificazione e all’espansione dell’intelligenza artificiale sta facendo aumentare in modo marcato il fabbisogno di rame, materiale centrale nella costruzione degli scambiatori.

Lo stesso Lazzarini riferisce anche un clima di cautela lungo la filiera. Alcuni clienti nordamericani, impegnati nella realizzazione di impianti per data center, hanno manifestato il timore di possibili difficoltà future nel reperire quantità adeguate di tubo in rame. Un elemento che, per le aziende del settore, riporta al centro il tema dell’approvvigionamento e dei costi delle materie prime.

Accanto al capitolo data center, RALC ha registrato una vivacità più diffusa del comparto. Dalla refrigerazione alle applicazioni industriali degli scambiatori di calore, fino alle pompe di calore, il quadro percepito in fiera è quello di un settore che sta tornando a muoversi con maggiore decisione dopo una fase di rallentamento.

Le soluzioni presentate dall’azienda friulana

In questo scenario, la risposta industriale indicata dall’azienda passa da processi produttivi più efficienti, minori sprechi e macchine capaci di adattarsi a materiali differenti, dall’alluminio all’acciaio inox, mantenendo precisione e continuità operativa. È su questa linea che RALC ha costruito la propria presenza a Chillventa.

Tra le tecnologie esposte c’è la CNC Wall-ring Machine, sistema scelto da operatori internazionali dell’HVAC per realizzare boccagli e boccagliature direttamente sulla struttura in lamiera dello scambiatore. Il procedimento avviene attraverso una deformazione a freddo progressiva a tre rulli e può essere integrato con isole di punzonatura automatiche o robotizzate.

Spazio anche a un centro di lavoro a 5 assi per tubi collettori, pensato per riunire in un solo ciclo operazioni come foratura, fresatura, flow drilling e maschiatura. Tra le novità illustrate a Norimberga c’è la nuova interfaccia di programmazione a bordo macchina, sviluppata per semplificare l’utilizzo e abbreviare il passaggio dal disegno alla produzione grazie all’importazione di file STEP e DWG.

Un altro focus della partecipazione fieristica è stato RALC R135, macchina progettata per la sagomatura e la chiusura delle estremità di tubi fino a 135 millimetri di diametro, comprese le chiusure a fondo piatto. La soluzione è rivolta in particolare a piccole serie e lavorazioni diversificate, dove flessibilità e rapidità diventano determinanti.

Un’azienda del Friuli che esporta in 56 Paesi

Fondata nel 1990 a San Giorgio di Nogaro, RALC Italia opera da oltre 35 anni e oggi porta le proprie tecnologie in 56 Paesi. Il profilo costruito dall’azienda friulana è quello di un partner tecnico orientato alle soluzioni su misura più che di un semplice costruttore di macchinari, con una proposta che punta a tenere insieme automazione, facilità di gestione e sostenibilità economica per i clienti.

«Automazione, flessibilità e prestazioni rimangono i nostri pilastri», sottolinea Lazzarini. L’obiettivo, aggiunge, è rendere strumenti anche complessi più semplici da programmare e usare nella produzione quotidiana. Un approccio che, per l’azienda della Bassa friulana, resta centrale anche in una fase in cui il mercato globale torna a correre e la disponibilità delle materie prime diventa un fattore sempre più strategico.

Segui Prima Friuli