Da Palmanova verso Trieste, la Staffetta del Cuore rilancia la corsa per sostenere Cro e Burlo
Seconda giornata per l’iniziativa solidale in Friuli Venezia Giulia: dieci runner in marcia su 125 chilometri tra sanità, ricerca e raccolta fondi.
Palmanova è stata il punto di ripartenza della seconda giornata della Staffetta del Cuore, l’iniziativa benefica che unisce il Cro di Aviano e la Fondazione Burlo Garofolo di Trieste attraverso un lungo percorso a tappe. Dalla sede della Protezione civile regionale, alle 9 del mattino, i partecipanti hanno ripreso il cammino verso Monfalcone prima dell’ultimo arrivo previsto nel capoluogo giuliano.
Per il Friuli Venezia Giulia è una manifestazione che tiene insieme più piani: lo sport, la solidarietà e il sostegno concreto a due realtà sanitarie di riferimento. I fondi raccolti saranno infatti destinati ai progetti di ricerca, assistenza e cura portati avanti dalle due strutture.
L’evento è alla sua prima edizione ed è stato promosso dall’Asd Gruppo sportivo San Giacomo di Trieste su idea del presidente Ruggero Poli. In strada ci sono dieci runner, impegnati in una prova complessiva di 125 chilometri che attraversa una parte significativa della regione.
La tappa palmarina arriva dopo i 67 chilometri coperti nella giornata inaugurale. Gli staffettisti hanno trascorso la notte proprio nella sede della Protezione civile regionale, trasformando la città stellata in un passaggio centrale del progetto prima della discesa verso l’area isontina e poi verso Trieste.
Il ruolo di Palmanova nel percorso della staffetta
La frazione partita da Palmanova misura 32 chilometri e conduce fino a Monfalcone. È il terzo segmento di un itinerario costruito in quattro parti: Aviano-Codroipo per 36 chilometri, Codroipo-Palmanova per 31, quindi il tratto verso Monfalcone e infine gli ultimi 27 chilometri fino al Burlo Garofolo.
Il senso dell’iniziativa sta anche nel collegare simbolicamente due presìdi sanitari molto importanti per il territorio regionale: il Centro di riferimento oncologico di Aviano e l’ospedale materno infantile triestino. Un filo che passa per comunità diverse del Friuli Venezia Giulia e che trova nella staffetta una forma immediata e visibile di partecipazione.
Alla ripartenza da Palmanova era presente l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, con delega alla Protezione civile, Riccardo Riccardi. Nel suo intervento ha ringraziato organizzatori e podisti, richiamando il valore di un appuntamento che mette insieme gesto sportivo e attenzione verso la ricerca scientifica.
La sosta nella sede della Protezione civile
Non è stato casuale il pernottamento nella struttura della Protezione civile regionale. Per Riccardi quel luogo rappresenta un punto fortemente identitario per il Friuli Venezia Giulia, anche alla luce delle iniziative in programma nelle stesse settimane, compreso il test sisma con epicentro a Gemona.
La presenza a Palmanova ha quindi aggiunto un significato ulteriore alla corsa: non soltanto una raccolta fondi, ma anche un richiamo ai temi della risposta collettiva, della collaborazione e della capacità del territorio di fare rete nei momenti decisivi.
Una corsa che incrocia sport, memoria e sanità
Tra chi prende parte alla staffetta c’è anche l’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti. Il gruppo, dopo il passaggio a Monfalcone, completerà il tragitto con l’ultima frazione fino a Trieste, dove l’arrivo è previsto alle 17.
Secondo Riccardi, l’iniziativa si inserisce anche nel clima delle commemorazioni per i cinquant’anni dal terremoto, un passaggio storico che in Friuli continua a evocare i temi della solidarietà e del coraggio condiviso. In questo quadro, la staffetta assume un valore che va oltre il semplice appuntamento sportivo.
La manifestazione è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dal Comune di Trieste. C’è inoltre il richiamo ai 170 anni di storia del Burlo Garofolo, altro elemento che rafforza il senso dell’evento: trasformare una corsa attraverso il territorio in un aiuto concreto per la sanità regionale e per i progetti che guardano alla cura e alla ricerca.