Da Bertiolo all’Europa, i 40 anni di Autamarocchi: Trieste guida un gruppo che punta ai 300 milioni
L’azienda con radici friulane e quartier generale a Trieste celebra l’anniversario guardando a nuovi investimenti, flotta rinnovata e crescita internazionale.
C’è un filo friulano dentro una delle realtà logistiche più strutturate del Nordest. Autamarocchi, gruppo con sede operativa a Trieste e origini familiari a Bertiolo, ha celebrato i suoi quarant’anni confermando una traiettoria di espansione che guarda già oltre i numeri attesi per il 2026.
La previsione diffusa dall’azienda indica per il prossimo esercizio un fatturato consolidato di 277,6 milioni di euro, soglia che rappresenterebbe il risultato più alto raggiunto finora. Il traguardo successivo è già dichiarato: arrivare a quota 300 milioni nell’arco di due anni.
L’anniversario è stato celebrato a Villa Russiz, in un appuntamento che ha riunito famiglia, dipendenti e rappresentanti istituzionali. A prendere la parola sono stati il fondatore e presidente Oscar Zabai, l’amministratore delegato Roberto Vidoni e Chiara Calandruccio, in una serata costruita anche come passaggio simbolico tra storia aziendale e prospettive future.
Per il Friuli Venezia Giulia il peso dell’azienda resta significativo: il quartier generale di Riva Cadamosto 8/1, nell’area industriale Est di Trieste, continua infatti a essere il centro da cui viene coordinata una rete logistica che si estende ben oltre i confini regionali.
Il ruolo di Trieste nella macchina logistica del gruppo
Dalla sede triestina vengono governate attività che coinvolgono oltre 1.070 dipendenti diretti. La flotta conta 749 camion, più di 2.350 tra semirimorchi e casse mobili, oltre a 253 GenSet destinati ai trasporti refrigerati.
Su scala quotidiana il gruppo organizza 1.175 viaggi con destinazioni in Europa. La struttura comprende anche 20 unità locali in Italia e 13 società controllate o filiali presenti in 9 Paesi europei e in Turchia. Il coordinamento passa attraverso una piattaforma digitale che consente il controllo in tempo reale delle operazioni.
Quanto pesa la crescita prevista per il 2026
I dati comunicati dalla società mostrano un incremento del 3,7% rispetto ai 267 milioni registrati nel 2025. Se il confronto viene allargato al 2021, quando i ricavi erano pari a 177 milioni, l’aumento sale al 56,8%.
In questa progressione rientra anche l’acquisizione di Fratelli Dissegna Srl, azienda veneta entrata nel perimetro del gruppo nel 2025. Per Autamarocchi si è trattato di un’operazione rilevante nel rafforzamento della presenza nel settore dell’intermodalità a livello europeo.
La quota principale dei ricavi continua ad arrivare dall’Italia, che vale l’83% del totale. Le controllate estere incidono per il 12%, mentre il restante 5% proviene da altre attività di trasporto. Guardando ai segmenti di business, il 40% è legato al trasporto container, il 32% al Full Truck Load Europa, il 25% al trasporto intermodale via mare e ferrovia e il 3% a depositi container e manutenzione.
Investimenti annunciati tra mezzi, tecnologia e organizzazione
Tra le prossime mosse illustrate dal management c’è l’ingresso di 100 nuovi trattori. Secondo l’amministratore delegato Roberto Vidoni, il rinnovo della flotta servirà a mantenere l’azienda allineata agli standard europei più elevati.
Il piano non riguarda soltanto i veicoli. Il gruppo ha indicato come priorità anche interventi su digitalizzazione, procurement e gestione del trasporto, con l’obiettivo di rendere più efficiente il servizio e di presidiare meglio i costi operativi.
Oscar Zabai ha richiamato inoltre due temi considerati centrali per il futuro: la sostenibilità dei mezzi e la gestione del personale, con un’attenzione particolare alla figura degli autisti. La linea indicata è quella di una flotta progressivamente meno impattante e di una centrale operativa sempre più supportata dalla tecnologia.
Le origini friulane della famiglia Zabai e il passaggio generazionale
Nel racconto proposto durante la serata, un passaggio importante riguarda proprio le radici friulane della famiglia. Le origini vengono ricondotte ai primi decenni del Novecento a Bertiolo, dove il bisnonno Zabai lavorava come carrettiere.
Da lì prese forma un percorso cresciuto nel tempo: il primo camion acquistato nel 1946, poi Auta-Udine nel 1951, quindi Auta Container Service SpA a Trieste nel 1976. Il salto decisivo arrivò dieci anni più tardi, nel 1986, con la nascita dell’attuale Autamarocchi insieme a Marocchi SpA.
Negli anni successivi lo sviluppo è proseguito attraverso fusioni e acquisizioni, fino all’operazione conclusa nel 2025 con Fratelli Dissegna Srl. Durante l’evento è stato richiamato anche il percorso recente della famiglia nell’azienda: l’ingresso di Chiara Calandruccio nel 2024 dopo la scomparsa del marito Alessandro Zabai e l’avvio del coinvolgimento della terza generazione nel board con il nipote Alessio.
A chiudere la serata è stato proprio l’intervento di Chiara Calandruccio, con un ricordo dedicato ad Alessandro e con alcuni video rivolti ai lavoratori del gruppo. Un passaggio che ha legato la dimensione imprenditoriale a quella familiare, dentro una storia partita dal Friuli e diventata una presenza stabile nella logistica europea.