Coroneo oltre il limite: nel carcere di Trieste 251 presenze, resta aperta l’emergenza

Dal sopralluogo nel penitenziario triestino tornano a emergere celle piene oltre la capienza, personale insufficiente e assistenza sanitaria ridotta.

14 luglio 2026 16:29
Coroneo oltre il limite: nel carcere di Trieste 251 presenze, resta aperta l’emergenza -
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Al Coroneo i numeri continuano a raccontare una pressione che va ben oltre la soglia prevista. Nella casa circondariale di Trieste risultano infatti presenti 251 detenuti, mentre i posti regolamentari sono 150: un divario che riporta al centro una situazione da tempo segnalata nel sistema penitenziario del Friuli Venezia Giulia.

Il dato è emerso durante una visita all’istituto Ernesto Mari, inserita nel percorso nazionale “Bisogna aver visto”, promosso dall’Alleanza per l’articolo 27 per osservare da vicino le condizioni delle carceri italiane. Nella tappa triestina era presente anche la consigliera regionale Giulia Massolino, che ha rilanciato le criticità già evidenziate in passato.

Organici sotto pressione dentro la struttura triestina

Accanto al sovraffollamento, uno dei punti più pesanti riguarda il personale di polizia penitenziaria. Gli agenti in servizio sono 119, mentre il fabbisogno indicato è di 160 unità, calcolato peraltro su una capienza teorica molto più bassa rispetto alle presenze effettive registrate oggi.

Questo significa che la gestione quotidiana dell’istituto deve fare i conti con un carico superiore sia per chi è detenuto sia per chi lavora all’interno del carcere. Alla carenza di agenti si aggiunge, secondo quanto riferito dopo il sopralluogo, un’area trattamentale non adeguata rispetto ai bisogni reali della struttura.

Sanità penitenziaria, i rilievi emersi dalla visita

Tra gli aspetti sollevati c’è anche quello dell’assistenza sanitaria. Massolino ha chiamato in causa ASUGI per l’insufficienza del personale medico destinato al carcere, indicando una presenza limitata del dentista, l’assenza del ginecologo in istituto e difficoltà nell’ottenere visite psichiatriche con tempestività quando servono con urgenza.

In queste situazioni, è stato riferito, la direzione sarebbe spesso costretta a fare riferimento al Pronto soccorso, con ulteriori spostamenti e un impiego aggiuntivo di personale penitenziario per accompagnare i detenuti fuori dalla struttura.

La tappa friulana dell’iniziativa nazionale

L’appuntamento di Trieste rientra in una mobilitazione che ha toccato 34 istituti in 29 città italiane. In Friuli Venezia Giulia le visite previste sono state tre, con oltre 330 partecipanti tra rappresentanti delle istituzioni e società civile. L’obiettivo dichiarato è riportare il tema carcerario nel dibattito pubblico, richiamando i principi dell’articolo 27 della Costituzione.

Nel caso del Coroneo, la consigliera ha osservato come l’arrivo della nuova direttrice abbia già dato alcuni segnali percepibili rispetto al passato. Resta però, nel suo giudizio, un quadro fortemente condizionato da limiti strutturali e da risposte ancora insufficienti sul piano istituzionale.

Lo scontro politico e il tema delle soluzioni

Massolino ha rivolto critiche anche alla Regione, sostenendo che una richiesta di audizione sulla salute delle persone detenute sarebbe bloccata da due anni nonostante i solleciti presentati agli organi del Consiglio regionale. La contestazione riguarda un ambito, quello sanitario, che chiama direttamente in causa competenze regionali.

Sul piano politico, la consigliera ha ricordato di aver avanzato proposte emendative nelle manovre di bilancio e anche nell’ambito della legge casa del Friuli Venezia Giulia, senza ottenere il via libera. Ha inoltre annunciato l’intenzione di riproporre nuovi interventi nella prossima manovra.

Nelle valutazioni finali, il punto indicato è che l’affollamento degli istituti non si affronta soltanto ampliando gli spazi detentivi. La linea proposta guarda piuttosto a prevenzione, percorsi rieducativi e reinserimento, con l’idea che un carcere meno congestionato produca effetti anche fuori dalle mura, sul territorio e sulla sicurezza sociale complessiva.

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