Cormons riparte dopo la frana: 660mila euro per le famiglie senza casa

Cormons, via alla ripartenza dopo la frana: contributi fino a 200mila euro e zona verde dal 27 marzo.

21 marzo 2026 18:51
Cormons riparte dopo la frana: 660mila euro per le famiglie senza casa -
Condividi

CORMONS – Segnali concreti di ripartenza per il territorio colpito dallo smottamento dello scorso novembre. Dal 27 marzo la zona arancione di Brazzano di Cormons sarà ufficialmente riclassificata come zona verde, consentendo a cittadini e attività economiche di tornare progressivamente alla normalità dopo mesi difficili.

L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, intervenuto in municipio insieme al sindaco Roberto Felcaro e a numerosi residenti. Una notizia attesa, che arriva con tre giorni di anticipo rispetto ai tempi previsti, a condizione che il meteo resti stabile.

La settimana che precede la riapertura sarà dedicata agli interventi necessari per garantire la sicurezza del territorio. A partire da lunedì inizierà infatti la posa di circa 160 blocchi prefabbricati in cemento, destinati a creare una barriera provvisoria contro eventuali nuovi movimenti franosi.

Questo intervento rappresenta una fase preliminare rispetto alle opere definitive già progettate: una barriera alta cinque metri e una vasca di contenimento da 2.000 metri cubi, fondamentali per la gestione del rischio idrogeologico.

Un’azione che si inserisce nel più ampio quadro di interventi regionali per la sicurezza e la prevenzione, temi sempre più centrali anche alla luce delle emergenze che interessano il territorio, come evidenziato nelle cronache recenti su eventi e criticità nel Nordest, tra cui incidenti e situazioni di emergenza.

Particolarmente rilevante è il sostegno destinato alle famiglie colpite in modo più grave. Per le tre abitazioni completamente distrutte nella zona rossa non sarà possibile procedere alla ricostruzione sul posto, poiché l’area dovrà essere utilizzata per le opere di sicurezza.

Per questo motivo, la Regione ha stanziato 660mila euro per consentire ai proprietari di acquistare o costruire una nuova casa. Il contributo potrà coprire fino all’80% del valore dell’immobile, con un tetto massimo di 200mila euro, a cui si aggiungono 15mila euro per i beni mobili e il rimborso dei premi assicurativi versati negli ultimi cinque anni per calamità naturali.

Si tratta di un intervento non risarcitorio, ma pensato per offrire una soluzione abitativa alternativa e permettere alle famiglie di ricominciare. Le domande dovranno essere presentate al Comune entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto sul sito della Protezione civile regionale.

Sul fronte economico, l’assessore Riccardi ha annunciato che il prossimo 3 aprile la Giunta approverà la modulistica per consentire alle attività produttive e al comparto agricolo di richiedere i ristori per i danni subiti.

Al momento non è previsto un indennizzo per il fermo aziendale, ma la Regione sta valutando possibili strumenti compatibili con il quadro normativo per sostenere ulteriormente le realtà colpite. Una questione che si inserisce in un contesto economico complesso, segnato anche da criticità più ampie come il caro diesel e le difficoltà delle imprese.

Nel corso dell’incontro è stata sottolineata la rapidità della risposta istituzionale, con l’ottenimento in tempi brevi della dichiarazione di emergenza nazionale e l’attivazione immediata dei primi interventi.

Il direttore della Protezione civile Amedeo Aristei ha fornito un aggiornamento dettagliato sui lavori: sono stati rimossi circa 10mila metri cubi di terra e 900 metri cubi di macerie, equivalenti a oltre 1.100 carichi di camion.

Per quanto riguarda la zona rossa, la più delicata, resta confermato l’obiettivo di superamento dell’emergenza entro il 31 maggio, con interventi che dovranno coniugare sicurezza e rispetto dell’ambiente.

Il sindaco Felcaro ha assicurato che il Comune procederà rapidamente al ripristino degli allacciamenti e alla pulizia dell’area, facilitando così il rientro dei residenti e la ripresa delle attività.

La riapertura della zona arancione rappresenta un passaggio fondamentale per l’intera comunità, che intravede finalmente una prospettiva di normalità dopo mesi di incertezza. Un percorso ancora in evoluzione, ma che segna una tappa decisiva verso la ricostruzione e la sicurezza del territorio.

Segui Prima Friuli