Tumore al seno, dati incoraggianti in FVG: sopravvivenza oltre il 95% negli stadi iniziali

A Tavagnacco il congresso nazionale sul carcinoma mammario: mortalità in calo e sopravvivenza oltre il 95% negli stadi iniziali.

19 febbraio 2026 12:02
Tumore al seno, dati incoraggianti in FVG: sopravvivenza oltre il 95% negli stadi iniziali -
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TAVAGNACCO (UD) – Il tumore al seno resta una delle patologie oncologiche più diffuse, con 53mila nuovi casi ogni anno in Italia, di cui circa 1.300 in Friuli Venezia Giulia. Ma i dati presentati al congresso nazionale “Focus sul carcinoma mammario”, in corso a Tavagnacco, raccontano anche di progressi significativi nelle cure e nella sopravvivenza.

«Di fronte a un fenomeno di dimensioni importanti come il tumore al seno – ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi – abbiamo dati confortanti: la mortalità a cinque anni si è ridotta del 6% e l’aspettativa di sopravvivenza supera il 95% nelle forme diagnosticate in stadio iniziale».

Un evento di riferimento nazionale

La XXIII edizione del congresso rappresenta un appuntamento di rilievo nazionale per l’aggiornamento scientifico e clinico sul carcinoma mammario. L’incontro ospita inoltre la prima Consensus conference nazionale, confermando il ruolo centrale della ricerca italiana nel panorama oncologico europeo.

Al saluto istituzionale hanno preso parte, oltre all’assessore Riccardi, il direttore scientifico del CRO di Aviano Gustavo Baldassarre e la professoressa Lorenza Driul, docente del Dipartimento di area medica dell’Università di Udine.

Centralizzare le cure e investire nella Rete oncologica

Nel suo intervento, Riccardi ha sottolineato l’urgenza di rafforzare la Rete oncologica regionale (Ror) per ottimizzare i risultati terapeutici e centralizzare i percorsi di cura nelle strutture più specializzate.

«Trovo surreale – ha evidenziato – che si continui a discutere sull’applicazione della Rete oncologica regionale. Il sistema sanitario ha bisogno di decisioni concrete per offrire risposte adeguate ai cittadini».

L’assessore ha ribadito la necessità di investire in strutture dedicate piuttosto che ridurne le risorse, puntando su organizzazione, competenze e coordinamento tra i centri.

Terapie innovative e qualità della vita

Dal dibattito scientifico è emersa con forza l’importanza di un approccio multidisciplinare, che integri competenze chirurgiche, oncologiche, radioterapiche e diagnostiche.

Particolare attenzione è stata dedicata alle terapie innovative, tra cui test genomici e farmaci biologici personalizzati, strumenti che consentono trattamenti sempre più mirati.

Parallelamente, l’evoluzione della chirurgia garantisce interventi meno invasivi e più personalizzati, con un impatto positivo sulla qualità di vita delle pazienti e su un processo decisionale condiviso con i medici.

Un quadro che, pur nella complessità della patologia, restituisce segnali concreti di miglioramento grazie ai progressi della ricerca e alla crescente integrazione dei percorsi di cura.

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