Allarme agricoltura in FVG: «gasolio ed energia alle stelle, rischio per le semine primaverili»

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09 marzo 2026 18:14
Allarme agricoltura in FVG: «gasolio ed energia alle stelle, rischio per le semine primaverili» -
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Cresce la preoccupazione nel settore agricolo del Friuli Venezia Giulia per l’improvviso aumento dei costi energetici, dei carburanti e dei fertilizzanti, una dinamica che rischia di pesare pesantemente sulle aziende agricole proprio nel momento in cui sta iniziando la campagna delle semine primaverili.

L’allarme arriva da Confagricoltura Fvg, che evidenzia come i primi segnali di aumento dei prezzi siano già visibili dopo l’apertura del conflitto in Medio Oriente, con possibili conseguenze sull’inflazione e sull’intera filiera agroalimentare.

Secondo le analisi del settore, l’incremento dei prezzi dell’energia potrebbe avere effetti significativi sui consumi. Attualmente i carburanti incidono per circa il 4% sul portafoglio delle famiglie, mentre la spesa energetica pesa per il 9,8%.

Ancora più rilevante è l’impatto sul carrello della spesa, dove l’energia incide per circa il 20% dei costi complessivi.

Queste dinamiche stanno già creando instabilità nel comparto agricolo, dove gli aumenti riguardano soprattutto fertilizzanti e carburanti, fondamentali per l’avvio della nuova stagione produttiva.

Una situazione che si inserisce in un quadro economico già complesso per il territorio, dove il mondo agricolo sta affrontando anche le sfide dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità, come dimostrano le nuove soluzioni presentate durante eventi dedicati al settore come Vite in campo con i robot agricoli per i vigneti.

Il settore primario sta registrando incrementi molto rapidi dei prezzi di alcuni prodotti essenziali per la produzione agricola. Tra questi spicca l’urea, uno dei fertilizzanti più utilizzati nelle coltivazioni.

Negli ultimi giorni si sono registrati aumenti che, secondo Confagricoltura Fvg, hanno raggiunto punte superiori al 30%, un livello ritenuto difficilmente sostenibile per molte imprese.

«Siamo preoccupati – spiega il presidente di Confagricoltura Fvg Nicolò Panciera di Zoppola Gambara – per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili, dei prodotti energetici e dei fertilizzanti».

Secondo l’organizzazione agricola, questi rincari non dipendono soltanto dalle tensioni geopolitiche più recenti, ma anche da alcune decisioni europee precedenti al conflitto, che hanno già influenzato le quotazioni del settore.

Il timore principale riguarda le conseguenze economiche a catena che potrebbero generarsi nei prossimi mesi.

Un aggravarsi del conflitto internazionale potrebbe infatti determinare ulteriori aumenti del prezzo del petrolio, con ricadute dirette sui costi energetici e logistici. Questo fenomeno si rifletterebbe inevitabilmente anche sul prezzo dei fertilizzanti e su altri fattori produttivi.

Secondo Confagricoltura, il rischio è quello di assistere a una nuova inflazione da costi, simile a quella registrata negli anni passati.

Le aziende agricole rappresentano infatti il primo anello della filiera alimentare e spesso non riescono a trasferire gli aumenti sui prezzi finali dei prodotti. Questo significa che l’aumento dei costi rischia di ridurre la redditività delle imprese agricole, compromettendo anche la loro competitività sul mercato.

La situazione economica del settore agricolo viene osservata con particolare attenzione anche nel contesto regionale, dove numerosi interventi pubblici e iniziative territoriali cercano di sostenere lo sviluppo delle comunità locali e delle attività produttive, come nel caso degli interventi regionali per la difesa del suolo a Cormons.

Confagricoltura Fvg invita quindi le istituzioni a monitorare costantemente l’andamento dei prezzi energetici, con particolare attenzione alle quotazioni di benzina e gasolio.

Tra le possibili azioni da valutare viene indicata anche la necessità di riequilibrare i prezzi dei carburanti dopo la scelta di unificare i tassi di accisa.

Inoltre l’organizzazione agricola suggerisce di riconsiderare il cosiddetto “DL Bollette”, che era stato progettato in un contesto economico molto diverso da quello attuale.

Le forti oscillazioni dei prezzi dei beni energetici e delle materie prime rendono infatti necessario aggiornare gli strumenti di sostegno, per evitare che le imprese agricole subiscano contraccolpi troppo pesanti.

La preoccupazione maggiore riguarda l’avvio delle semine primaverili, fase decisiva per la produzione agricola dell’anno.

L’aumento dei fertilizzanti e dei carburanti potrebbe infatti costringere alcune aziende a ridurre gli investimenti o modificare i piani produttivi, con possibili effetti sulla disponibilità futura di prodotti agricoli.

Per questo motivo Confagricoltura Fvg chiede un’attenzione particolare alla situazione del settore primario, sottolineando come la stabilità dei costi energetici e delle materie prime sia fondamentale non solo per gli agricoltori, ma per l’intera filiera alimentare e per i consumatori.

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