Energia condivisa oltreconfine, da Colloredo il Friuli porta al tavolo nazionale il modello delle CER
Al Castello di Colloredo di Monte Albano incontro tra istituzioni, tecnici ed esperti su reti, norme e scambi di energia.
COLLOREDO DI MONTE ALBANO - Parte dal Friuli il confronto nazionale sulle comunità energetiche rinnovabili transfrontaliere. Venerdì 18 settembre 2026, al Castello di Colloredo di Monte Albano, il Forum italiano delle Comunità Energetiche (IFEC) ha avviato il tavolo di lavoro dedicato allo scambio di energia da fonti rinnovabili tra Stati confinanti, con la partecipazione di istituzioni, operatori di rete ed esperti italiani e sloveni e contributi arrivati anche da Albania, Macedonia del Nord e Montenegro.
L’iniziativa interessa da vicino il territorio perché la Comunità Collinare del Friuli, che riunisce sedici Comuni, è tra i soggetti italiani più avanti su questo fronte ed è capofila del progetto pilota Cross-Border Energy Community Friuli-Goriška, selezionato dalla Commissione europea e sviluppato insieme alla Fondazione RECOCER e ai partner sloveni GOLEA e Center zelenih tehnologij.
Il progetto partito dalla Collinare del Friuli
Alla base del percorso c’è il lavoro avviato nel 2019 con il progetto RECOCER, che nel settembre 2025 ha portato alla nascita della Fondazione RECOCER. Il bilancio indicato durante l’incontro parla di 35 impianti fotovoltaici realizzati su edifici pubblici, per una capacità complessiva di 2 megawatt.
Ad aprire i lavori è stato il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni, che ha richiamato il carattere pionieristico del progetto e il valore di un’iniziativa nata in una terra di confine. Per Bottoni, le comunità energetiche transfrontaliere possono avere sviluppi importanti nel mercato unico dell’energia e rappresentano anche uno strumento capace di mettere in dialogo territori e popolazioni diverse.
Per la Fondazione RECOCER è intervenuto il presidente Filippo Bisaro, che ha sottolineato la crescita delle adesioni da parte di enti pubblici, imprese e cittadini. Il punto, ha spiegato, non riguarda solo tecnologia e impianti, ma una comunità che punta a trasformare la transizione energetica in un beneficio condiviso. Anche il confine, in questa prospettiva, cambia funzione: da limite a punto d’incontro tra territori.
Dal confine con la Slovenia al Corridoio 8
A collegare l’esperienza friulana al quadro più ampio è stato il direttore generale della Comunità Collinare del Friuli, Emiliano Mian, che ha ricordato come la struttura lavori sulle comunità energetiche, comprese quelle transfrontaliere, dal 2019. Nel 2026, ha spiegato, è arrivato un ulteriore riconoscimento europeo che consolida il percorso già avviato.
Il tavolo IFEC guarda infatti oltre l’asse Italia-Slovenia, con un’attenzione estesa al Corridoio 8 dei Balcani. Un passaggio reso possibile anche dall’articolo 15 del decreto CACER, indicato come base normativa che consente di affrontare in modo concreto il tema dello scambio energetico tra Paesi confinanti. Nel confronto è emerso che l’Italia è tra gli Stati più avanzati nel recepimento delle direttive europee in materia.
Tra i contributi internazionali è intervenuta Sinamati, esperta ambientale e membro del board della Fondazione SIEGRA in Albania, secondo cui il Corridoio 8 può rafforzare connettività, sviluppo economico e collaborazione tra Albania, Italia e altri Paesi europei.
Esperti, operatori di rete e sessione tecnica
La sessione sulle esperienze e le prospettive europee, moderata da Sergio Olivero, ha visto gli interventi di Raf Douglas C. Tommasi, Mitja Ozbič, Ennio Pittino di SECAB e di un referente del Montenegro. In apertura, per IFEC, è intervenuto Romano Borchiellini dell’Energy Center.
Nel pomeriggio i membri del tavolo si sono riuniti in una sessione tecnica per definire priorità e prossimi passaggi. Al centro del lavoro ci sono stati il quadro normativo, le reti, la condivisione dell’energia, la governance e la sostenibilità economica delle comunità energetiche transfrontaliere.
I quaderni di approfondimento e la conferenza di Roma
La novità metodologica emersa dall’incontro riguarda i cosiddetti “quaderni di approfondimento”. I quattro tavoli del Forum - dedicati alle CER transfrontaliere, ai meccanismi di incentivo e finanziamento oltre il 2027, ai modelli di business e ai modelli di aggregazione - produrranno documenti destinati a raccogliere e organizzare il lavoro di queste settimane, con l’obiettivo di fornire materiali utili alle istituzioni.
La prima presentazione dei contenuti è attesa entro la fine dell’anno, alla sesta Conferenza nazionale sulle comunità energetiche in programma a Roma nella sede del GSE, il Gestore dei Servizi Energetici. Paolo Storti, del World Energy Council Italia, ha spiegato che i tavoli sono pensati proprio per trasformare il confronto tecnico in risultati da mettere a supporto delle decisioni pubbliche.
La giornata si è chiusa con una visita al Castello di Colloredo di Monte Albano, edificio appena restituito alla comunità dopo il restauro seguito al sisma del 1976. Il maniero, tra gli ultimi in Friuli a rinascere dopo il terremoto, è tornato accessibile al pubblico con la recente riapertura del Castello restaurato e con l’avvio delle visite legate alla riapertura al pubblico del castello.