Collegamento ferroviario tra Gorizia e Nova Gorica, Fasiolo insiste: "Ora servono tempi scritti"
La consigliera regionale Pd torna sul progetto della lunetta transfrontaliera e chiede un calendario ufficiale dopo anni di rinvii.
Più che nuove dichiarazioni, a Gorizia si aspettano date. È su questo punto che Laura Fasiolo torna a intervenire sul progetto della lunetta ferroviaria tra Gorizia e Nova Gorica, chiedendo che alle ultime aperture segua finalmente un cronoprogramma definito.
La consigliera regionale del Partito democratico segue il dossier da anni e, dopo i segnali che indicano una possibile partenza del cantiere nel 2026, sollecita un passaggio formale: tempi verificabili, scadenze chiare e un percorso nero su bianco per un'opera considerata decisiva nell'area di confine.
Il nodo non sono più gli annunci
L'intervento arriva dopo quanto rilanciato dal sindaco Rodolfo Ziberna e dopo le parole attribuite alla nuova presidente di Rfi, Paola Firmi, che secondo Fasiolo rappresentano un elemento politico e istituzionale da non lasciare nel campo delle intenzioni.
Per la consigliera, il tema non è più capire se il collegamento sia utile, ma verificare quando si passerà davvero alla fase operativa. Da qui la richiesta di una tabella precisa dei passaggi necessari all'apertura del cantiere.
Un progetto in attesa da quasi dieci anni
Fasiolo richiama una vicenda lunga, che si trascina dal 2016 nonostante l'approvazione dell'opera risalga agli anni del ministro Graziano Delrio e le risorse siano già disponibili da tempo. Il punto critico, nella sua lettura, è proprio la distanza tra atti già compiuti e realizzazione concreta.
Nel suo intervento parla di ritardi pesanti e difficili da giustificare, sottolineando come il territorio abbia già atteso a lungo un'infrastruttura che dovrebbe rafforzare i collegamenti tra Italia e Slovenia.
Le ricadute per il territorio goriziano
La lunetta ferroviaria viene indicata come un tassello importante non solo per la mobilità transfrontaliera, ma anche per le prospettive economiche dell'area. Fasiolo richiama infatti gli effetti attesi per il sistema locale, per le imprese e per Sdag, in un contesto in cui il nodo logistico goriziano cerca da anni un salto di qualità.
Anche l'assessora regionale Cristina Amirante, ricorda la consigliera, aveva espresso fiducia su una possibile accelerazione. Proprio per questo, aggiunge, il momento è quello giusto per passare dall'ottimismo alle scadenze ufficiali.
La richiesta alla politica e a Rfi
La posizione espressa dalla consigliera Pd è netta: il collegamento ferroviario tra Gorizia e Nova Gorica resta strategico e non può continuare a vivere di rinvii successivi. Serve quindi una comunicazione fondata su elementi concreti, capace di dare al territorio un riferimento temporale certo.
Nel finale del suo intervento Fasiolo affida anche una battuta all'attesa accumulata in questi anni, osservando che sarebbe opportuno vedere l'avvio dei lavori prima che i modelli di trasporto vengano superati da tecnologie ancora più avanzate. Al momento, però, la richiesta resta molto concreta: sapere se il 2026 sarà davvero l'anno di partenza del cantiere.