Ciclovia dell’Isonzo, stop fino al 2026: Bullian critico sul coordinamento dei lavori

Il consigliere regionale segnala ritardi e mancate quantificazioni dei costi: la riapertura nel Basso Isonzo slitta dopo la fine dei cantieri

17 aprile 2026 13:20
Ciclovia dell’Isonzo, stop fino al 2026: Bullian critico sul coordinamento dei lavori -
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TRIESTE – La Ciclovia Fvg5 dell’Isonzo resterà interrotta almeno fino alla fine del 2026. A indicarlo, riferisce il consigliere regionale indipendente Enrico Bullian (Patto per l’Autonomia–Civica Fvg), è la risposta ricevuta dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio a un’interrogazione presentata sul tema. Un riscontro che, secondo Bullian, «non lascia spazio a dubbi» e riaccende le critiche su una programmazione ritenuta poco coordinata.

Una ciclovia strategica, ma ancora incompleta

Bullian ricorda che la Ciclovia dell’Isonzo attraversa aree di alto valore naturalistico e paesaggistico e che proprio per questo avrebbe dovuto rappresentare uno dei progetti simbolo in vista di Go!2025, appuntamento legato alla Capitale europea della cultura. L’obiettivo, però, appare ormai fuori portata: entro il 2025, sostiene il consigliere, risulta completata soltanto la tratta Fogliano–Staranzano, realizzata tramite Fvg Strade, mentre restano irrisolti nodi cruciali come l’attraversamento ciclabile sul fiume (il ponte) e la tratta dell’Alto Isonzo Gradisca–Gorizia, affidata all’Edr di Gorizia.

Il blocco a Marcorina e le nuove tempistiche

Il punto più urgente riguarda il Basso Isonzo: il tratto della Fvg5 completato lo scorso anno è oggi spezzato in zona Marcorina, nel territorio di San Canzian, a causa dei lavori di diaframmatura degli argini dell’Isonzo. Bullian spiega di aver chiesto chiarimenti su tempi e costi necessari a ripristinare e riaprire la ciclovia, evidenziando che gli interventi sulle porzioni interessate avrebbero potuto essere evitati o gestiti meglio con una pianificazione più efficace.

Dalla risposta, aggiunge, emerge che la conclusione della diaframmatura nell’area interessata è prevista entro la fine del 2026. Il ripristino della ciclovia, invece, dovrebbe partire solo all’inizio del 2027: le opere sarebbero incluse nel quadro economico dell’intervento sugli argini, ma senza che siano stati forniti importi dettagliati.

Il nodo del coordinamento tra enti

Bullian richiama anche un precedente del 2023, quando aveva già segnalato la necessità di superare la frammentazione degli interventi tra Edr di Gorizia e Fvg Strade, proprio per ottenere maggiore coordinamento e una pianificazione più lineare.

In chiusura, il consigliere parla di «rammarico» per una gestione che, a suo giudizio, avrebbe potuto evitare un’interruzione così lunga di un’infrastruttura appena realizzata e considerata strategica per la mobilità sostenibile e per la valorizzazione del territorio. Bullian annuncia infine che continuerà a seguire l’avanzamento dei cantieri, chiedendo il rispetto dei tempi comunicati e l’avvio delle opere mancanti nell’Alto Isonzo.

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