Cervignano riapre il caso del mosaico altomedievale: il 9 ottobre un confronto pubblico sulla tutela
Nella Casa della Musica un incontro promosso da Cervignano Nostra per riportare l’attenzione sul reperto di piazza Marconi e sulle sue condizioni.
A Cervignano del Friuli torna al centro il futuro di uno dei segni più antichi della sua storia. Il mosaico di età franco-carolingia conservato in piazza Marconi, legato all’antica abbazia di San Michele, sarà al centro di un appuntamento pubblico convocato per venerdì 9 ottobre 2026 alle 18.30.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione Cervignano Nostra, vuole rimettere in primo piano un bene archeologico che, secondo il sodalizio, da tempo mostra un progressivo peggioramento. Il nodo riguarda soprattutto il sistema scelto per proteggerlo, ritenuto non solo insufficiente ma perfino dannoso per la conservazione del manufatto.
Un reperto chiave per la storia di Cervignano
Il pavimento musivo risale tra VIII e IX secolo ed è considerato una testimonianza di particolare rilievo per ricostruire la Cervignano medievale. Fu scoperto il 14 dicembre 1915 durante lavori di scavo in piazza Marconi e rappresenta ciò che resta del complesso abbaziale di San Michele, del quale decorava la pavimentazione.
Dell’opera sono rimasti circa 10 metri quadrati sui 20 originari. Le tessere, bianche, nere e in cotto, compongono motivi che richiamano il tema della vita eterna. Tra le figure più note vengono indicati una palma al centro, quattro uccelli agli angoli e un’aquila realizzata con particolare raffinatezza, con il petto in tessere di vetro dorato.
Le critiche sulla copertura attuale
Secondo quanto sostiene Cervignano Nostra, il principale problema sarebbe il lastrone di vetro collocato a difesa del mosaico. Per il presidente Michele Tomaselli, quella soluzione favorirebbe la formazione di condensa e la crescita di muschi ed erbe infestanti, elementi che stanno incidendo visibilmente sullo stato del reperto.
L’associazione afferma di aver richiamato l’attenzione di enti e istituzioni per circa vent’anni, chiedendo una riqualificazione dell’area e un sistema di protezione più adatto. Tra le proposte avanzate c’è anche la rimozione dell’attuale copertura, nella convinzione che esistano interventi meno invasivi e più efficaci per salvaguardare il bene.
Il legame con la memoria culturale del territorio
La vicenda del mosaico non riguarda soltanto un problema conservativo, ma tocca anche il rapporto tra Cervignano e il proprio patrimonio storico. Già al momento del ritrovamento si interessò al sito Ugo Ojetti, impegnato allora nella tutela delle opere d’arte nelle zone del fronte isontino.
Tomaselli richiama anche una ricorrenza simbolica: nel 2026 ricorrono gli 80 anni dalla morte di Ojetti. Per l’associazione potrebbe essere l’occasione giusta per affiancare al ricordo una scelta concreta, capace di dare finalmente una prospettiva di tutela stabile a uno dei reperti più significativi del centro friulano.
L’appuntamento del 9 ottobre
L’incontro rientra nel programma delle “Settimane di storia” e si terrà alla Casa della Musica, in largo Galliano Bradaschia. L’obiettivo dichiarato è riaprire il confronto pubblico sul recupero del mosaico e sulla sua valorizzazione in un contesto urbano frequentato ogni giorno dai cittadini.
A presentare caratteristiche e criticità del manufatto sarà l’archeologa Simonetta Minguzzi, docente ordinaria dell’Università degli Studi di Udine. La serata sarà interamente dedicata alla situazione del mosaico di piazza Marconi, con l’intento di trasformare una preoccupazione che dura da anni in una discussione più ampia sulla tutela della memoria storica locale.