Caserma Pasubio, a Cervignano si riapre il confronto pubblico su memoria e riuso dell’area
Venerdì 2 ottobre alla Casa della Musica una serata promossa da Cervignano Nostra per discutere storia e possibili prospettive dell’ex complesso militare.
Una delle aree più ingombranti e simboliche di Cervignano del Friuli torna al centro dell’attenzione cittadina. Venerdì 2 ottobre 2026, alle 18.30, alla Casa della Musica, è in programma un incontro aperto al pubblico dedicato alla ex caserma Pasubio, spazio dismesso che continua a interrogare la città tra eredità storica e ipotesi di recupero.
L’appuntamento segna l’avvio delle “Settimane di Storia”, il percorso promosso dall’associazione Cervignano Nostra che quest’anno sceglie di soffermarsi anche sui luoghi del patrimonio locale ancora in cerca di una destinazione chiara. La Pasubio, per dimensioni e peso nella memoria collettiva, rappresenta uno dei temi più sensibili.
La serata proporrà una lettura del complesso non solo come ex presidio militare, ma come tassello urbano che ha accompagnato per decenni la vita della comunità. Su questo tema è stato realizzato anche un cortometraggio firmato da Marco D’Agostini, già presentato in occasione del lancio del calendario dell’iniziativa.
Un incontro con voci diverse della città
A intervenire saranno Riccardo Balzarotti, ufficiale in congedo, Italo Cati, giornalista e storico militare, Michele Tomaselli, giornalista e presidente di Cervignano Nostra, e il sindaco di Cervignano Andrea Balducci. Il confronto metterà insieme quindi competenze storiche, sguardo civico e livello istituzionale.
La sede scelta è la Casa della Musica, dove il pubblico potrà seguire una riflessione che parte dal passato della struttura per arrivare alle domande ancora aperte sul suo futuro. Il tema riguarda infatti non soltanto la conservazione della memoria, ma anche il ruolo che un’area così vasta potrebbe avere nel disegno urbano della Cervignano di domani.
Il lungo legame tra la Pasubio e la presenza militare
Per Cervignano la Pasubio non è un luogo qualsiasi. È stata infatti l’ultima grande testimonianza della presenza delle forze armate nella storia cittadina. Sulla Palazzina Comando, rivolta verso la stazione ferroviaria da cui giungevano le reclute, compariva il motto “Senza sacrificio nulla si conquista”, frase rimasta legata alla memoria del complesso.
La struttura era stata pensata per accogliere il V Centro Automobilistico, reparto reggimentale appartenente al V Corpo d’Armata di Trieste fino all’armistizio del 1943. Nei giorni che seguirono l’8 settembre, dopo l’abbandono della guarnigione rimasta in sede, il complesso venne saccheggiato dalla popolazione civile.
Nel secondo dopoguerra l’area fu utilizzata da reparti britannici. Successivamente, nel luglio 1947, vi trovò posto il 4° Reggimento artiglieria controaerei leggera della Divisione Mantova, che rimase nella caserma fino al 1951.
Dal Nembo ai Lancieri, fino alla chiusura del 1991
Un nuovo passaggio arrivò nel 1953, quando a Cervignano furono trasferiti comando e reparti del 183° Reggimento di fanteria Nembo 3, presenti in città fino all’ottobre 1975. Negli anni successivi la Pasubio ospitò anche il Gruppo squadroni Lancieri di Aosta 4 e il Battaglione logistico della Brigata corazzata Vittorio Veneto.
Questa presenza proseguì fino al 1991, anno della dismissione. Da allora l’ex caserma è rimasta uno dei punti più rilevanti e irrisolti del tessuto urbano cervignanese, sospesa tra il valore del suo passato e la necessità di immaginare un impiego futuro compatibile con i bisogni della città.
L’incontro del 2 ottobre si inserisce proprio in questo passaggio: riportare il tema nello spazio pubblico, con un confronto che unisce ricostruzione storica e riflessione sul riuso, significa rimettere al centro una questione che per Cervignano resta tutt’altro che chiusa.