Casa e sostegni, il M5S non vota contro il ddl 80: passa la proposta sulle comunità energetiche

In IV Commissione via libera a un emendamento pentastellato sulle Cer. Restano aperti i temi di Isee, giovani, montagna e accesso agli aiuti per l’abitare.

04 giugno 2026 02:06
Casa e sostegni, il M5S non vota contro il ddl 80: passa la proposta sulle comunità energetiche -
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Nel riordino delle politiche abitative del Friuli Venezia Giulia entra anche il tema dell’energia condivisa. È questo, per ora, l’esito più concreto rivendicato dal Movimento 5 Stelle durante l’esame del ddl 80 in IV Commissione regionale, dove il gruppo ha scelto l’astensione senza però sfilarsi dal confronto sulla riforma.

La posizione è stata illustrata dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi, che ha spiegato come il mancato voto favorevole non rappresenti una rottura politica, ma una scelta di cautela in vista del passaggio successivo del provvedimento. L’obiettivo dichiarato resta quello di intervenire sul testo con correttivi ritenuti utili per rispondere meglio ai bisogni abitativi emersi in questi anni anche in molte realtà del Friuli.

Tra i dieci emendamenti presentati dai pentastellati, quello accolto riguarda l’estensione delle politiche per la casa alle Comunità energetiche rinnovabili. Un punto che, nella lettura del M5S, collega il diritto all’abitare al peso crescente delle bollette e alla necessità di ridurre la vulnerabilità energetica delle famiglie.

Il punto approvato sulle Cer

L’apertura inserita nel percorso del ddl consente di coinvolgere Ater e altri soggetti del sistema abitativo nella costituzione e nella progettazione delle Cer. Per il Movimento 5 Stelle questo può tradursi in strumenti più efficaci per contenere i costi dell’energia nelle abitazioni e per costruire modelli più sostenibili anche sul piano sociale.

Il tema non è secondario in una fase in cui il costo della casa non dipende soltanto da affitti o mutui, ma anche dalle spese di gestione. Da qui la scelta di insistere su un collegamento più stretto tra politiche abitative e transizione energetica, considerato uno dei passaggi destinati a incidere di più nei prossimi anni.

I correttivi chiesti dal Movimento 5 Stelle

Accanto all’emendamento approvato, il gruppo ha posto l’attenzione su altri aspetti rimasti sul tavolo. Uno dei nodi indicati riguarda le soglie Isee, ritenute troppo rigide in diversi casi: il rischio segnalato è che famiglie ancora in difficoltà restino escluse dai benefici per scostamenti minimi rispetto ai limiti previsti.

Per questo è stata avanzata la proposta di legare l’aggiornamento dell’Isee all’andamento dell’indice Istat, così da rendere il sistema più aderente all’aumento del costo della vita. Un tema che tocca da vicino chi cerca sostegni per l’affitto o per l’accesso ad altre misure pubbliche legate all’abitare.

Un altro capitolo riguarda i territori più fragili dal punto di vista demografico. Il M5S ha chiesto premialità specifiche nei futuri bandi per i piccoli comuni e per le aree montane, con l’intento di contrastare lo spopolamento e rendere più attrattiva la permanenza o il trasferimento in queste zone.

Nelle misure dedicate alle locazioni, inoltre, i pentastellati hanno proposto criteri di favore per gli under 35, per i nuclei familiari e per chi si è trasferito in Friuli Venezia Giulia per lavoro. L’idea è quella di usare le politiche della casa anche come leva per sostenere il radicamento sul territorio.

Una riforma ancora aperta al confronto

Il disegno di legge nasce dall’esigenza di aggiornare un impianto normativo che risale al 2016 e che, secondo le osservazioni emerse in Commissione, oggi fatica a intercettare cambiamenti economici e sociali ormai evidenti. Precarietà occupazionale, rincari energetici, invecchiamento della popolazione e difficoltà nel mercato degli affitti sono alcuni dei fattori che hanno reso necessario un intervento di revisione.

Capozzi ha spiegato che una parte degli emendamenti è stata poi ritirata dopo la disponibilità dell’assessore Amirante ad approfondire alcuni contenuti nel prosieguo dell’iter. Il quadro, quindi, resta interlocutorio: nessun via libera pieno da parte del M5S, ma nemmeno una chiusura, con la richiesta di continuare a lavorare sui punti considerati più sensibili per famiglie e territori.

Il ddl 80 proseguirà ora il suo percorso istituzionale verso l’Aula. Sullo sfondo restano questioni molto concrete per il Friuli Venezia Giulia: il costo complessivo dell’abitare, l’accessibilità dei sostegni pubblici e la capacità delle nuove regole di dare risposte sia ai centri maggiori sia alle aree che più soffrono perdita di residenti e minore offerta abitativa.

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