Carnia, un viaggio tra performance e cultura per imparare a dialogare e condividere

Carnia ospita il progetto d@rts: musica, teatro e danza per promuovere alfabetizzazione culturale e inclusione sociale.

28 febbraio 2026 10:21
Carnia, un viaggio tra performance e cultura per imparare a dialogare e condividere -
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CARNIA – La Carnia ospita da alcuni mesi un progetto internazionale dedicato alle arti performative per promuovere alfabetizzazione culturale, inclusione e coesione sociale. Il programma d@rts – dialoguing arts (cultural literacy for social inclusion), finanziato dal programma Horizon dell’UE 2021-2027, coinvolge comunità di Italia, Serbia, Germania e Norvegia con percorsi laboratoriali e artistici mirati a esplorare come musica, teatro e danza possano favorire la comprensione, la collaborazione e il dialogo tra le persone.

Evento itinerante il 1° marzo

Domenica 1° marzo sarà possibile partecipare a un evento aperto e gratuito, organizzato dalla Cooperativa Puntozero in collaborazione con il Centro Studi Interculturali del Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona. La giornata prevede tre tappe nel Comune di Ovaro: si inizia alle 10 a Clavais, in piazza e a Villa Ines; alle 11.30 la seconda tappa è a Muina, al Bar Cooperativa; infine alle 17 l’appuntamento è a Ovaro, al Centro di aggregazione giovanile di Spin, con una festa finale tra esibizioni musicali, animazione, giochi e rinfresco. Durante tutto l’evento saranno visitabili installazioni interattive e mostre sul progetto, già presenti sul territorio dal 21 febbraio.

Attività di ricerca e laboratori

Il progetto ha coinvolto persone di tutte le età attraverso attività di ricerca locale e laboratori musicali. A Ravascletto sono stati organizzati percorsi per bambini, mentre adolescenti di Sutrio e Paluzza hanno partecipato a laboratori musicali di organo. Ad Ovaro, è stato attivato un percorso di musica d’insieme aperto a tutte le fasce d’età, con l’obiettivo di potenziare competenze come ascolto, empatia, collaborazione, gestione dei conflitti e riconoscimento dei pregiudizi.

La parola all’esperta

Cristina Balloi, ricercatrice in pedagogia generale e sociale e coordinatrice per l’Università di Verona, spiega che «la ricerca ha coinvolto gruppi di bambini, adolescenti e adulti che, attraverso un approccio partecipativo, hanno contribuito alla costruzione degli esiti del progetto. Tutti i partecipanti hanno preso parte attiva alle fasi di raccolta e analisi dei dati. È stato anche costituito un comitato locale per decidere aspetti logistici e comunicativi, favorendo nuove connessioni e diffusione delle attività». Il primo marzo sarà quindi un momento di condivisione all’insegna di musica, narrazione e arte per tutta la comunità.

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