Carnia, il quarantennale di Arrampicarnia richiama pubblico e famiglie tra Paluzza e Monte Croce
Tre giorni di incontri, pareti affollate e attività per i più piccoli: il raduno storico dell’arrampicata chiude con circa mille partecipanti.
Il bilancio del fine settimana dedicato ad Arrampicarnia consegna alla Carnia numeri importanti: circa mille presenze complessive tra appassionati, curiosi, residenti e partecipanti arrivati per celebrare i quarant’anni del raduno di arrampicata non competitivo più longevo del Nord Est.
La manifestazione si è distribuita fra Paluzza e Passo Monte Croce Carnico, costruendo un programma capace di tenere insieme sport, cultura e coinvolgimento del territorio. Un format che ha portato movimento anche nelle strutture ricettive della valle, con un centinaio di persone ospitate tra alberghi, tende e camper.
Paluzza al centro delle serate e delle attività
Uno dei poli principali dell’evento è stato il Cinema David di Paluzza, dove nelle due serate culturali si sono ritrovate complessivamente cinquecento persone. Gli incontri con gli ospiti hanno registrato una partecipazione costante, confermando l’interesse non solo per la pratica sportiva ma anche per il racconto della montagna e dell’arrampicata.
Accanto agli appuntamenti serali, il paese ha avuto un ruolo diretto anche nell’accoglienza. Residenti e Pro Loco hanno contribuito alla riuscita della manifestazione sul fronte dei ristori e dell’ospitalità, in un clima che gli organizzatori hanno voluto rendere il più possibile condiviso e aperto.
Trecento bambini coinvolti con scuole e guide
Un capitolo rilevante dell’edizione del quarantennale ha riguardato i più piccoli. Per la prima volta, grazie alla collaborazione con le scuole dell’infanzia e primarie del Comune di Paluzza, circa trecento bambini hanno partecipato alle attività proposte durante la manifestazione.
Con guide alpine e accompagnatori di media montagna, i giovani partecipanti hanno sperimentato percorsi di arrampicata, escursioni e anche il gioco sospesi su una teleferica predisposta per l’occasione. Ad alcuni alunni sono stati inoltre assegnati buoni per prendere parte gratuitamente a laboratori e iniziative in programma.
Alla Scogliera il cuore sportivo del raduno
La parte più strettamente legata alla roccia si è concentrata nello storico sito della Scogliera, sopra Passo Monte Croce Carnico. Qui si sono ritrovati molti giovani arrivati dal Friuli Venezia Giulia e da fuori regione, richiamati da uno dei luoghi simbolo dell’arrampicata in area carnica.
Le vie presenti sulla parete sono tornate a essere il centro del raduno, arricchite anche da una highline tesa tra pareti e alberi del versante. L’immagine che resta è quella di un appuntamento capace di unire generazioni diverse e di mostrare quanto un territorio di montagna possa attrarre quando costruisce una proposta riconoscibile attorno alla cultura verticale.
Andrea Polo, organizzatore e presidente di Arrampicarnia, ha parlato di un’edizione “autentica”, sottolineando il ritorno a una formula in cui l’arrampicata è rimasta il fulcro dell’intera manifestazione.
Una rete ampia di sostegni per il progetto
L’iniziativa è stata resa possibile dal sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismo FVG, Club Alpino Italiano, Comune di Paluzza, Comune e Pro Loco di Raveo, Comune di Cercivento, Comune di Ravascletto, Consorzio Boschi Carnici, Prima Cassa Credito Cooperativo FVG, BIM Bacino Imbrifero Montano, Società Elettrica Cooperativa dell’Alto Bût, Comunità di Montagna della Carnia, Studio FBC Dottori commercialisti e avvocati e Banca di Udine.
La manifestazione ha inoltre avuto il patrocinio del Club Alpino del Friuli Venezia Giulia e la collaborazione di Guide Alpine Friuli Venezia Giulia, guide di Kötschach Mauthen, Leggimontagna, Progetto Verticale e Associazione amici di Gianluca.
Per Paluzza e per l’area del Monte Croce il quarantennale di Arrampicarnia lascia così in eredità non solo una partecipazione elevata, ma anche la conferma di un appuntamento che sa mettere in relazione sport outdoor, comunità locale e promozione della montagna carnica.