Cammino Goriziano più accessibile: prova sul campo tra le due città del confine

Oltre cinquanta partecipanti hanno percorso la tappa tra Gorizia e Nova Gorica per valutare come rendere l’Iter Goritiense fruibile anche a ciechi e ipovedenti.

19 ottobre 2026 16:14
Cammino Goriziano più accessibile: prova sul campo tra le due città del confine -
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Rendere davvero aperto a tutti un percorso che unisce Aquileia, Gorizia, Nova Gorica e il santuario di Sveta Gora: è questo il senso della camminata organizzata sabato lungo la terza tappa del Cammino Goriziano, con una partecipazione che ha superato le cinquanta persone.

L’iniziativa ha avuto un obiettivo preciso: verificare sul terreno l’accessibilità del tracciato per persone cieche e ipovedenti, dentro il progetto “Passi d’Inclusione”, sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia e da PromoTurismo FVG. Il tratto interessato è quello che attraversa i luoghi più rappresentativi dell’area transfrontaliera fra Gorizia e Nova Gorica.

A promuovere la giornata sono state Fondazione So.Co.B.A. e l’Associazione intercomunale dei ciechi e degli ipovedenti di Nova Gorica, con il patrocinio dei due Comuni e il supporto di PromoTurismo FVG e Gect GO.

Cammino Goriziano, in cinquanta tra Gorizia e Nova Gorica per testare l’accessibilità

Un test concreto sulla tappa del confine

Il percorso scelto per la prova coincide con la terza frazione dell’Iter Goritiense, il cammino di 82 chilometri nato per collegare la Basilica di Aquileia a Sveta Gora. La camminata comunitaria è partita da Piazza Transalpina – Trg Evrope e ha toccato alcuni punti simbolici delle due città, tra cui piazza Vittoria, il Castello e il monastero di Castagnevizza.

Complessivamente i partecipanti hanno affrontato circa sette chilometri, con un dislivello attorno ai 130 metri. La giornata si è chiusa all’EPICenter con un momento conviviale reso possibile dalla cantina produttori Klet Brda e da un gruppo di volontarie di Brda. All’iniziativa ha preso parte anche il sindaco di Nova Gorica, Samo Turel.

Un percorso nato nel segno di Go!2025

Il Cammino Goriziano, noto anche come Iter Goritiense, è uno dei progetti che hanno preso forma nel contesto della Capitale europea della cultura condivisa da Nova Gorica e Gorizia. Secondo Andrea Bellavite, direttore della Basilica Patriarcale di Aquileia e tra gli ideatori del cammino insieme a Nace Novak e Mattia Vecchi, l’idea iniziale era rafforzare il legame fra le comunità del territorio, ma il percorso ha richiamato fin da subito persone anche da fuori area, dall’Italia, dalla Slovenia e da altri Paesi europei.

L’obiettivo ora è alzare ulteriormente il livello di fruibilità, così da permettere a un numero sempre maggiore di persone di percorrerlo in sicurezza e autonomia. In questa direzione si inserisce il lavoro di mappatura avviato con “Passi d’Inclusione”.

Cammino Goriziano, in cinquanta tra Gorizia e Nova Gorica per testare l’accessibilità

Il valore per il territorio goriziano

Per Samo Turel il cammino rappresenta una delle eredità più significative lasciate dal percorso della Capitale europea della cultura, e il tema dell’accessibilità riguarda non solo i diritti, ma anche la capacità del territorio di accogliere un pubblico più ampio. Una rete di itinerari e luoghi visitabili da tutti, infatti, può avere effetti positivi anche sul piano turistico.

Sulla stessa linea anche Patrizia Artico, assessore alla Capitale Europea della Cultura per il Comune di Gorizia, che ha richiamato il significato più profondo di Go!2025: far sì che nessuno resti escluso dalla possibilità di vivere e attraversare le due città.

Mattia Vecchi, project manager e tra i creatori del tracciato, ha ricordato che il Cammino Goriziano ha già superato le duemila presenze dal suo avvio nel 2025. Il passo successivo, ha sottolineato, è fare in modo che questa esperienza possa essere condivisa davvero da tutti.

Cammino Goriziano, in cinquanta tra Gorizia e Nova Gorica per testare l’accessibilità

Da Aquileia a Sveta Gora, quattro tappe e tre temi

Il cammino nasce dallo sviluppo del progetto Interreg “Walk2Spirit”, finanziato attraverso lo Small Project Fund – SPF GO! 2025, inserito nel Programma Interreg VI-A Italia Slovenia 2021-2027. Il santuario di Sveta Gora è lead partner del progetto, mentre la Fondazione So.Co.B.A., che gestisce la Basilica di Aquileia, è partner operativo.

Oltre alla realizzazione dell’itinerario per pellegrini e turisti, il progetto ha prodotto anche una guida dedicata, l’apertura e il recupero di strutture ricettive nel convento di Sveta Gora, attività formative per giovani accompagnatori e iniziative culturali di respiro transfrontaliero.

Le tappe complessive sono quattro e si sviluppano attorno a tre nuclei tematici: le Radici, con il tratto da Aquileia a Sagrado; le Ferite, nel passaggio sul Carso segnato dalla storia della guerra e dagli incendi del 2022; la Rinascita, che accompagna fino a Gorizia, Nova Gorica e poi verso Sveta Gora. In questo quadro, il test svolto sabato aggiunge un tassello concreto: trasformare un cammino già frequentato in un’esperienza sempre più inclusiva per il Friuli Venezia Giulia del confine.

Cammino Goriziano, in cinquanta tra Gorizia e Nova Gorica per testare l’accessibilità

Per il territorio goriziano si tratta di un segnale chiaro: il turismo lento e culturale può crescere solo se la qualità dell’accoglienza passa anche dall’accessibilità. Ed è proprio su questo terreno che il Cammino Goriziano prova ora a fare un salto di qualità.

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