Caldo record e ozono in Fvg, interrogazione sul piano climatico regionale

Honsell sollecita tempi certi alla Giunta dopo i dati Arpa sull’estate 2026 e in vista dello sciopero di domani.

A cura di Web Team Web Team
15 ottobre 2026 12:57
Caldo record e ozono in Fvg, interrogazione sul piano climatico regionale -
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Trieste, 15 ott - Il consigliere regionale Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha presentato un’interrogazione sulle ondate di calore e sull’inquinamento atmosferico registrati in Friuli Venezia Giulia nel 2026, chiedendo alla Giunta tempi certi per l’approvazione e l’attuazione del Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici previsto dalla legge Fvgreen del 2023. Nella nota richiama i dati Arpa Fvg sull’estate 2026, indicata come una delle più calde mai registrate in regione, con una temperatura media in pianura di 25,2 gradi, superiore a quella del 2003.

"L'estate 2026 è stata una delle più calde mai registrate in Friuli Venezia Giulia, con una temperatura media in pianura di 25,2 gradi, superiore persino a quella del 2003. I dati di Arpa Fvg confermano una tendenza preoccupante, i cui effetti si fanno sentire sempre più concretamente sulla salute delle persone, sull'ambiente e sulla vivibilità delle nostre città. Le ondate di calore sempre più intense e prolungate, oltre a mettere a dura prova il nostro territorio, favoriscono la formazione di ozono, aggravando le criticità legate alla qualità dell'aria"

Honsell spiega di aver presentato "un'interrogazione per fare luce sulla reale portata delle ondate di calore e dell'inquinamento atmosferico registrati nel 2026, ma soprattutto per chiedere alla Giunta di indicare tempi certi per l'approvazione e l'attuazione del Piano regionale di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, previsto dalla legge Fvgreen del 2023".

Le richieste alla Giunta

Secondo il consigliere, la crisi climatica richiede misure operative su tutela del territorio, riduzione del consumo di suolo, presenza di verde nelle città e protezione della salute pubblica, con attenzione anche agli effetti sociali del cambiamento climatico.

"Non è sufficiente prendere atto della crisi climatica - evidenzia Honsell -: occorre tradurre gli impegni assunti in azioni concrete. È necessaria una strategia capace di prevenire e ridurre le conseguenze dei cambiamenti climatici, a partire dalla tutela del territorio, dalla riduzione del consumo di suolo, dalla presenza di verde nelle città e dalla protezione della salute pubblica. È anche una questione di giustizia sociale, perché chi dispone di meno risorse è spesso anche chi ha minori possibilità di difendersi dagli effetti della crisi climatica".

Il riferimento allo sciopero per il clima

Nella nota viene richiamato anche lo sciopero per il clima promosso da Fridays for Future nella giornata di domani, indicato come un segnale del protagonismo delle giovani generazioni nella mobilitazione sul futuro del territorio e sulle responsabilità delle istituzioni.

"Lo sciopero per il clima promosso da Fridays for Future nella giornata di domani - sottolinea l'esponente di Open - ci ricorda come le giovani generazioni siano tra le protagoniste di una mobilitazione che riguarda il futuro di tutti. Sono soprattutto i giovani, con la loro determinazione, a richiamare le istituzioni alle proprie responsabilità, dando voce a una preoccupazione sempre più diffusa nella società. Non possiamo lasciare alle generazioni future un territorio sempre più vulnerabile e il peso delle conseguenze dell'inerzia".

"La risposta più concreta a queste mobilitazioni - conclude Honsell - deve essere un impegno immediato delle istituzioni, perché il tempo per affrontare la crisi climatica è adesso, non domani".

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