Buja intitola la sala consiliare a Zamberletti: «Così si onora il modello Friuli»
Inaugurata la sala ristrutturata dal Comune: l’assessore Riccardi richiama la riforma delle responsabilità per garantire operatività alla Protezione civile.
BUJA – La sala consiliare del Comune, appena rinnovata grazie a un contributo regionale di 200mila euro, da oggi porta il nome di Giuseppe Zamberletti, figura chiave della ricostruzione dopo il terremoto del 1976 e considerato il “padre” della moderna Protezione civile italiana.
All’inaugurazione e alla scopertura della targa commemorativa ha partecipato l’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi, che ha definito la scelta dell’amministrazione comunale «il modo migliore per celebrare un uomo capace di decisioni difficili», decisioni che – ha ricordato – hanno inciso in modo determinante sul futuro del Friuli. A cinquant’anni dall’Orcolat, ha sottolineato, il territorio può raccontare «non solo una ricostruzione, ma un modello riconosciuto e apprezzato anche fuori dall’Italia».
La sala rinnovata e la dedica
La cerimonia si è svolta nella sede municipale alla presenza di numerosi cittadini e rappresentanti istituzionali. Con il sindaco Silvia Maria Pezzetta e con il rappresentante della Comunità collinare del Friuli Marco Chiapolino, l’evento ha riunito esponenti delle istituzioni nazionali, regionali e degli enti locali, a conferma del valore simbolico attribuito all’intitolazione.
«Il modello va protetto»: il tema delle responsabilità
Nel suo intervento Riccardi ha richiamato l’attualità dell’impianto costruito da Zamberletti, sostenendo che il sistema della Protezione civile debba essere salvaguardato anche attraverso l’aggiornamento delle regole che lo governano, in particolare sul fronte delle responsabilità.
L’assessore ha ricordato come un primo passo sia già arrivato con una norma che esclude l’applicazione della disciplina sulla sicurezza sul lavoro alle attività della Protezione civile, e ha citato il lavoro in corso in Commissione Affari Costituzionali del Senato per definire in modo più puntuale i profili di responsabilità. Un passaggio, secondo Riccardi, necessario per evitare che l’incertezza normativa rallenti l’operatività del sistema e finisca per disperdere parte dell’eredità lasciata da Zamberletti.
Un appello all’unità e memoria della solidarietà ricevuta
Riccardi ha inoltre ringraziato le forze politiche per la compattezza mostrata nel sostenere il modello della Protezione civile in Friuli Venezia Giulia, rievocando l’esperienza del post-terremoto: allora, ha ricordato, la classe dirigente seppe mantenere il confronto sulle questioni ordinarie ma trovare unità sui provvedimenti straordinari necessari alla ricostruzione.
Nel parallelo con il presente, l’assessore ha anche richiamato la solidarietà ricevuta dal Friuli dopo il sisma: l’aiuto del Governo, delle altre Regioni e delle comunità di emigrati nel mondo. Una memoria, ha concluso, da non perdere, perché quella rete di sostegno affonda le radici nella storia di una terra segnata dall’emigrazione e dalla capacità di reagire con determinazione.