Pagnacco, il nodo biometano arriva a Trieste: il comitato chiede regole più rigide per le aree sensibili

Il 9 novembre audizione sulla petizione “No biometano a Pagnacco”. L’obiettivo: una legge che protegga le aree di pregio ambientale.

05 novembre 2026 19:22
Pagnacco, il nodo biometano arriva a Trieste: il comitato chiede regole più rigide per le aree sensibili -
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PAGNACCO – Portare il confronto sull’impianto a biometano davanti al Consiglio regionale e chiedere una norma che impedisca la collocazione di questi impianti nelle aree di alto pregio ambientale. È l’obiettivo al centro dell’iniziativa del comitato “No biometano a Pagnacco”, la cui petizione sarà presentata durante un’audizione in Regione.

L’appuntamento è fissato per lunedì 9 novembre 2026, alle 11, nell’Aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, in piazza Oberdan 6 a Trieste. La convocazione riguarda la petizione numero 26, contraria alla realizzazione dell’impianto nel territorio comunale di Pagnacco.

La petizione arriva in Commissione regionale

La lettera del Consiglio regionale invita Adriano Runcio a partecipare all’audizione con la IV Commissione permanente, durante la quale sarà illustrata la petizione promossa dal comitato.

Si tratta di un passaggio istituzionale che consentirà di portare direttamente all’attenzione della Commissione le ragioni dell’opposizione al progetto e la richiesta di una tutela più ampia del territorio.

La convocazione, firmata dal vicesegretario generale Francesco Forte, riguarda la presentazione della petizione: non costituisce un provvedimento di blocco dell’impianto né l’approvazione di una nuova legge.

L’obiettivo è una norma sulle aree di pregio ambientale

La richiesta va oltre il singolo progetto di Pagnacco. L’intento è ottenere una disposizione che escluda le aree di alto valore ambientale dalla possibilità di ospitare impianti a biometano.

Il punto riguarda quindi i criteri con cui vengono individuati i luoghi destinati a queste strutture e il peso da attribuire alla salvaguardia del paesaggio e delle caratteristiche ambientali.

Un tema che si inserisce nel più ampio confronto sulla localizzazione degli impianti energetici e sulla tutela del territorio in FVG. L’obiettivo dichiarato dai promotori è trasformare le preoccupazioni legate al caso locale in una richiesta di regole applicabili anche ad altre situazioni.

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