Bilancio regionale 2026, a Udine 720mila euro in più per l’Edr: nel provvedimento anche il nodo Province
Nel ddl multisettoriale approvato in Aula entrano maggiori risorse per l’ente di decentramento udinese e le regole di passaggio verso le nuove Province dal 2027.
Per il territorio udinese il passaggio più concreto del ddl multisettoriale 2026 approvato dal Consiglio regionale riguarda l’Ente di decentramento regionale: il provvedimento prevede infatti 720mila euro aggiuntivi destinati a coprire spese di gestione, tra manutenzioni ordinarie e utenze.
La misura è contenuta nell’articolo illustrato in Aula dall’assessore regionale alle Autonomie locali e alla sicurezza Pierpaolo Roberti, all’interno di un pacchetto più ampio che tocca anche sicurezza, videosorveglianza e riassetto istituzionale con il ritorno delle Province.
Più risorse per il funzionamento dell’Edr di Udine
L’incremento del trasferimento all’Edr udinese arriva per sostenere costi di funzionamento cresciuti nel tempo. Si tratta di una voce rilevante per l’operatività dell’ente, chiamato a gestire attività ordinarie che incidono direttamente sulla tenuta dei servizi.
Nello stesso articolo approvato a maggioranza trovano spazio anche altri stanziamenti regionali, ma per l’area friulana il dato che pesa di più è proprio il rafforzamento economico dell’ente di decentramento con sede a Udine.
Il passaggio alle Province resta fissato al 2027
Una parte importante del testo riguarda il percorso che porterà all’attivazione delle nuove Province. La data indicata rimane quella del primo gennaio 2027, quando i nuovi enti diventeranno operativi.
Dal punto di vista del personale, il meccanismo previsto distingue però tra disponibilità dei dipendenti e trasferimento formale del rapporto di lavoro. Chi oggi opera negli Edr sarà messo a disposizione delle Province dalla data di avvio, mentre il passaggio amministrativo vero e proprio scatterà dal primo aprile 2027.
La scelta, ha spiegato Roberti durante il confronto in Consiglio, serve a rendere più ordinata la fase tecnica del subentro, anche in relazione ai sistemi informatici degli enti locali e alla gestione degli stipendi nel periodo di transizione.
Sicurezza: fondi a Gorizia e Trieste
Nel provvedimento compare anche un capitolo da un milione di euro legato alla sicurezza. Le risorse sono suddivise in due quote da 500mila euro: una destinata al Comune di Gorizia per la caserma Massarelli, l’altra alla Prefettura di Trieste per interventi sugli alloggi del personale della Polizia di Stato.
Gli stanziamenti sono collegati a un addendum al protocollo con il Ministero dell’Interno, ancora in fase di definizione. Solo con la sottoscrizione di quell’atto si arriverà all’assegnazione definitiva delle somme e alla definizione degli impegni ministeriali.
Videosorveglianza, patrimonio e aiuti agli enti locali
Tra le altre norme inserite nell’articolo ci sono risorse per il funzionamento e gli investimenti della Guardia Costiera Ausiliaria, oltre alla rimodulazione dei fondi già assegnati alle Camere di commercio con la legge di stabilità 2025 per installare sistemi di videosorveglianza a supporto delle attività economiche. La redistribuzione terrà conto della popolazione dei territori provinciali.
Il testo contiene inoltre disposizioni transitorie sul patrimonio provinciale e sulla restituzione dei gonfaloni e dei riconoscimenti che in passato erano stati attribuiti ai Comuni capoluogo.
Nel dibattito è emerso anche il tema delle risorse ai Comuni. La Regione, secondo quanto riferito dall’assessore, sta lavorando a un aumento del Fondo unico comunale da inserire nella prossima legge di stabilità, con l’obiettivo di aiutare gli enti locali a sostenere spese sempre più pesanti, dai rinnovi contrattuali ai costi energetici.