Barcolana, il Nautico di Trieste in mare con Arca e Marta 07: progetto tra scuola, vela e ambiente

Alla manifestazione triestina gli studenti faranno esperienza a bordo delle barche protagoniste dell’ultima edizione, con un percorso che coinvolge scuola e tutela del mare.

10 ottobre 2026 14:27
Barcolana, il Nautico di Trieste in mare con Arca e Marta 07: progetto tra scuola, vela e ambiente -
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La Barcolana 2026 sceglie di investire sui più giovani e lo fa partendo da una delle realtà simbolo della città, il Nautico di Trieste. Gli studenti saranno coinvolti in un’esperienza diretta a bordo di Arca e Marta 07, le due imbarcazioni che hanno chiuso davanti a tutte nell’ultima edizione della regata.

L’iniziativa è stata illustrata sabato 10 ottobre nello spazio Hospitality di Arca e mette attorno allo stesso tavolo scuola, istituzioni e mondo della vela. Accanto al Nautico ci sono la Regione, Arpa Fvg e il team Fast and Furio, con l’obiettivo di trasformare la manifestazione in un’occasione formativa legata anche alla sensibilità ambientale.

Un’esperienza concreta per gli studenti triestini

Il cuore del progetto è la navigazione vissuta in prima persona. I ragazzi potranno salire su due barche molto conosciute nel Golfo e confrontarsi con velisti di lunga esperienza, entrando così in contatto con una dimensione del mare che va oltre l’evento sportivo.

Per Trieste il valore dell’iniziativa sta anche nel rafforzare il legame tra la scuola nautica e la sua naturale estensione, cioè il mare. In questo quadro la Barcolana diventa non solo vetrina internazionale, ma anche spazio in cui i giovani possono misurarsi con competenze, responsabilità e cultura marinara.

Il ruolo della Regione e di Arpa Fvg

Durante la presentazione è intervenuto Fabio Scoccimarro, assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile. Il messaggio emerso è chiaro: la tutela del mare passa anche dalla formazione dei ragazzi, dalla conoscenza diretta dell’ambiente marino e da un’educazione costruita sul campo.

In questo senso il contributo di Arpa Fvg e del mondo scolastico viene considerato centrale. L’idea è accompagnare la pratica velica con una maggiore consapevolezza sul patrimonio naturale del Golfo, mettendo insieme sport, studio e attenzione per l’ecosistema.

Una Barcolana che apre il confronto tra scuole

Accanto agli studenti triestini saranno presenti anche ragazzi provenienti dagli istituti nautici di Gallipoli e La Spezia, ospitati dai colleghi del capoluogo giuliano. Un elemento che allarga l’iniziativa oltre i confini regionali e rende la manifestazione un punto di incontro tra percorsi scolastici legati alla navigazione.

Nel programma della Barcolana trovano così spazio anche equipaggi studenteschi e attività pensate per chi si sta formando oggi e potrebbe lavorare domani nel settore marittimo. Per una città come Trieste, questa dimensione educativa aggiunge un significato preciso a una manifestazione già fortemente identitaria.

Lo sguardo al Golfo e ai rapporti con i Paesi vicini

Nel corso dell’incontro, insieme al dirigente del Nautico Francesco Fazari, è stata avanzata anche una proposta per le prossime edizioni: coinvolgere in futuro studenti sloveni e croati in un percorso comune fatto di navigazione, studio e confronto sui temi ambientali.

L’ipotesi guarda al Golfo di Trieste come a uno spazio condiviso, capace di unire giovani provenienti da sponde diverse. Il mare, in questa visione, diventa terreno di collaborazione e conoscenza reciproca, non soltanto scenario di competizione.

È un messaggio che si inserisce bene nello spirito più ampio della Barcolana 2026: usare la grande regata non solo come appuntamento sportivo, ma come occasione per trasmettere alle nuove generazioni un’idea di mare fondata su rispetto, amicizia e responsabilità.

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