Barcolana, a Trieste il confronto sullo sport delle donne: dai campi alle palestre, investiti 25 milioni

Nel Villaggio Barcolana il punto con Comune e società sportive: 123 strutture comunali, attenzione ai settori giovanili e al tema dell’inclusione.

06 ottobre 2026 16:59
Barcolana, a Trieste il confronto sullo sport delle donne: dai campi alle palestre, investiti 25 milioni -
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Nel cuore della Barcolana, tra gli spazi del Villaggio allestito in piazza Unità d’Italia, Trieste ha dedicato una mattinata a un tema che va oltre l’evento velico: la crescita dello sport femminile e la qualità degli spazi in cui si allena il movimento cittadino.

L’incontro, intitolato “Sport al femminile”, si è tenuto oggi, 6 ottobre 2026, allo stand del Comune e ha messo a confronto amministrazione, società sportive e atlete di discipline diverse, dal calcio al basket fino al volley.

A introdurre il dibattito è stata l’assessore allo Sport Elisa Lodi, che ha richiamato il lavoro portato avanti sugli impianti comunali e la necessità di accompagnare con continuità la presenza delle ragazze anche in ambiti che storicamente hanno avuto una partecipazione soprattutto maschile.

Trieste, al Villaggio Barcolana focus su sport femminile e impianti: 25 milioni dal 2021

Le strutture sportive e il peso degli investimenti

Uno dei passaggi centrali dell’incontro ha riguardato la rete degli impianti cittadini. Il Comune di Trieste, è stato ricordato, ha in carico 123 strutture sportive, molte delle quali affidate a gestori esterni, con un rapporto costante da mantenere con le associazioni che le utilizzano ogni giorno.

Dal punto di vista economico, il dato indicato dall’amministrazione è quello di circa 25 milioni di euro destinati tra il 2021 e il 2025 a manutenzioni, riqualificazioni e nuovi interventi. Una cifra che, nelle intenzioni del Comune, punta a consolidare luoghi adeguati per l’attività sportiva di base e agonistica.

Le società triestine e il lavoro sui vivai

Al tavolo erano presenti la Victory Academy e il Club Altura per il calcio, Futurosa per il basket e Olympia per il volley. Il confronto si è concentrato soprattutto sulle occasioni da garantire alle atlete più giovani e sulla necessità di continuare a investire nella crescita dei settori femminili.

Nel corso degli interventi è stato evidenziato come a Trieste si siano sviluppate realtà capaci di dare continuità ai progetti dedicati alle ragazze, contribuendo a far emergere risultati significativi sia nelle discipline di squadra sia nei percorsi individuali fino ai livelli internazionali.

Le voci delle atlete e il tema dell’inclusione

Per il basket hanno portato la loro testimonianza Milagros Maza e Beatrice Olajide, atlete di Futurosa. Il materiale diffuso dal Comune segnala anche contributi legati a volley e calcio attraverso le società presenti, anche se i nomi successivi nella versione trasmessa non risultano completi.

Tra i temi affrontati anche quello dell’equilibrio, spesso complesso, tra impegno agonistico, studio, lavoro e vita privata. Un nodo che riguarda molte sportive e che richiama la necessità di un sostegno concreto, non soltanto sul piano organizzativo ma anche culturale.

Nel confronto è stato ricordato inoltre il percorso di valorizzazione pubblica degli sportivi triestini attraverso gli appuntamenti del Salotto Azzurro del Comune, pensati per dare visibilità ai giovani che raggiungono risultati di rilievo.

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Il percorso avviato contro i divari di genere

Nel ragionamento sull’inclusione è rientrato anche il richiamo alla collaborazione con Soroptimist e alla sottoscrizione, avvenuta lo scorso anno, della Carta etica per il superamento dei divari e delle discriminazioni di genere nello sport.

Il senso dell’iniziativa, emerso dal confronto al Villaggio Barcolana, è quello di tenere insieme impianti, accesso alla pratica sportiva e riconoscimento del ruolo delle atlete. Per Trieste, in una settimana che richiama migliaia di persone sul lungomare e in centro città, il messaggio scelto è stato quello di uno sport più aperto e più rappresentativo della sua comunità.

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