Azzano Decimo, il rifugio cura Ciro e Vanda prima dell’adozione: raccolta fondi per i due fratellini

Alla Cuccia di Azzano Decimo uno dei due cani è già tornato a muoversi bene dopo gli interventi. Per l’altro resta da completare il percorso chirurgico.

16 ottobre 2026 09:29
Azzano Decimo, il rifugio cura Ciro e Vanda prima dell’adozione: raccolta fondi per i due fratellini -
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Prima le cure, poi la ricerca di una casa. È questa la scelta fatta dal rifugio La Cuccia di Azzano Decimo per Ciro e Vanda, due giovani cani arrivati in Friuli con una storia complicata alle spalle e un problema serio alle zampe posteriori.

Nel Pordenonese il caso dei due fratellini sta mobilitando volontari e sostenitori: Vanda ha già affrontato due operazioni ed è tornata a camminare, mentre Ciro ha iniziato il proprio percorso ma dovrà sottoporsi ancora a un secondo intervento.

A raccontare la loro vicenda è stata Alessandra Marchi, che ha rilanciato l’appello ad aiutare il rifugio sia sul fronte delle spese veterinarie sia su quello, altrettanto importante, dell’adozione.

La scelta del rifugio di Azzano: curarli prima di affidarli

L’obiettivo dei volontari è chiaro: consegnare a una futura famiglia due cani nelle condizioni migliori possibili, senza scaricare sui nuovi adottanti il costo di operazioni e ricoveri già necessari.

Le cure, però, hanno un peso economico notevole. Per questo il rifugio ha attivato una raccolta fondi, indicata attraverso i canali social della struttura, per sostenere un percorso che richiede migliaia di euro.

Marchi ha spiegato che l’aiuto arrivato finora è stato importante, ma non ancora sufficiente a coprire tutto ciò che serve per completare il cammino di Ciro e consolidare il recupero di Vanda.

Dalla Puglia al Friuli, poi la scoperta dei problemi alle zampe

I due cani provengono da Cerignola. Erano stati accolti ad Azzano Decimo con l’idea di accompagnarli verso un’adozione, insieme oppure in famiglie diverse, ma poco dopo il loro arrivo è emersa una situazione clinica più delicata del previsto.

La prima a far nascere il sospetto è stata la difficoltà di movimento mostrata da Vanda. La responsabile del rifugio, Nadia, aveva notato un’andatura anomala e una postura insolita delle zampe posteriori.

Gli approfondimenti veterinari hanno poi confermato una malformazione seria. Senza un intervento, per la cagnolina il rischio era quello di perdere progressivamente la possibilità di muoversi in modo normale.

Vanda operata due volte, il recupero ha dato risultati

Per affrontare il problema, i volontari si sono rivolti a una clinica di Cremona già conosciuta dal rifugio per un precedente positivo. L’esperienza maturata con un altro cane, Zorro, aveva dato fiducia sulla possibilità di ottenere un buon esito anche in questo caso.

Vanda è stata così sottoposta a due operazioni, seguite da una permanenza in clinica non breve. Dopo il rientro ad Azzano Decimo, il miglioramento è stato evidente: oggi cammina nuovamente in modo regolare.

Per lei si è quindi riaperta concretamente la prospettiva di una famiglia. Il recupero, secondo quanto riferito nell’intervista, rappresenta il segnale più incoraggiante dell’intera vicenda.

Per Ciro il cammino non è finito

Anche il fratello presentava difficoltà simili, poi confermate dagli esami. Nel suo caso, ha spiegato Marchi, il quadro sembrava perfino più pesante, anche perché il tempo trascorso prima dell’intervento non ha giocato a favore.

Ciro è stato portato a sua volta a Cremona, dove ha affrontato la prima operazione. Diversamente da Vanda, però, non è stato possibile sostenerne una lunga degenza fuori struttura, e il cane è quindi rientrato al rifugio.

Qui viene seguito con particolare attenzione, cercando di limitare movimenti che possano ostacolare la guarigione. Per completare il percorso resta necessario un secondo passaggio chirurgico.

Un appello dal Pordenonese per adozione e solidarietà

Oltre alla raccolta fondi, il rifugio continua a cercare una sistemazione definitiva per entrambi. La soluzione più desiderata sarebbe un’adozione condivisa, con Ciro e Vanda accolti dalla stessa famiglia, anche se resta aperta pure l’ipotesi di due percorsi separati.

Marchi li descrive come cani affettuosi, equilibrati e socievoli, capaci di relazionarsi bene sia con le persone sia con gli altri animali. Una storia che, da Azzano Decimo, chiama in causa tutto il territorio: prima serve completare le cure, poi per i due fratellini potrà davvero cominciare una nuova vita.

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