Missili iraniani, Base Usa in Friuli: «anche Aviano ora nel raggio potenziale»

Aviano entra nel possibile raggio dei missili iraniani: allerta confermata e sicurezza rafforzata sul territorio.

22 marzo 2026 08:22
Missili iraniani, Base Usa in Friuli: «anche Aviano ora nel raggio potenziale» -
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PORDENONE – La base Usaf di Aviano è ora potenzialmente raggiungibile dai missili iraniani. È questo il dato che emerge con maggiore forza nelle ultime ore, dopo i recenti sviluppi del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele, e che ridefinisce le valutazioni strategiche a livello internazionale.

Al momento non ci sono segnali di pericolo immediato, ma la novità riguarda la capacità dimostrata da Teheran di colpire obiettivi a distanze fino a 4mila chilometri, come accaduto con i lanci diretti verso Diego Garcia, base americana nell’Oceano Indiano. Una portata che supera nettamente le stime precedenti e che, se confermata, includerebbe anche il Nord Italia.

In questo contesto, Aviano assume un ruolo ancora più delicato, essendo da sempre considerata una infrastruttura militare strategica. Tuttavia, all’interno della base non si registrano variazioni operative: il livello di sicurezza resta fermo a “Bravo Plus”, senza passaggi allo stato successivo.

Sul territorio, invece, è stato disposto un rafforzamento delle misure di vigilanza. La Prefettura, su indicazione del Ministero dell’Interno, ha potenziato i controlli nelle aree sensibili, anche in relazione agli interessi americani presenti nella regione.

Una linea prudenziale che si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alla sicurezza locale, come dimostrano anche le attività educative e preventive promosse nelle scuole, tra cui il progetto dei Carabinieri a Pordenone sulla sicurezza stradale, volto a rafforzare la cultura della legalità.

Gli analisti internazionali avevano finora attribuito all’Iran una dotazione di missili a medio raggio, con una copertura stimata attorno ai 2mila chilometri. I recenti lanci suggeriscono invece un salto tecnologico significativo.

Tra le ipotesi al vaglio degli esperti ci sono l’utilizzo di vettori alleggeriti o l’adattamento di sistemi originariamente sviluppati per scopi spaziali. Se queste capacità venissero confermate, si aprirebbe uno scenario completamente diverso, con una parte rilevante dell’Europa esposta a nuovi rischi.

Un elemento che contribuisce a mantenere bassa la soglia di rischio è il fatto che l’Italia non partecipa alle operazioni militari in corso. Inoltre, la base di Aviano non è stata impiegata, finora, per missioni dirette nello scenario mediorientale.

Questo contribuisce a mantenere una situazione sotto controllo, pur in presenza di un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione.

Il rafforzamento della sicurezza non riguarda solo la base, ma anche il territorio circostante e le principali infrastrutture. In questo senso, restano centrali anche gli aspetti logistici e di mobilità, come evidenziato dai lavori in corso lungo l’asse autostradale dell’A4 tra Latisana e Venezia, nodo strategico per collegamenti e spostamenti.

Parallelamente, continua l’impegno delle istituzioni e delle realtà locali nella gestione delle emergenze e nella preparazione operativa, come dimostrano iniziative quali l’open day della Protezione Civile a Pordenone, che coinvolge cittadini e studenti.

Il quadro resta fluido e in costante aggiornamento. La possibilità che Aviano rientri nel raggio teorico dei missili iraniani rappresenta un cambio di prospettiva significativo, anche se al momento non si traduce in un pericolo concreto.

Resta alta, comunque, l’attenzione delle autorità, in un equilibrio delicato tra prevenzione, sicurezza e monitoraggio internazionale, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a evolversi.

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