Assistenza in casa, il Friuli Venezia Giulia va controcorrente: aumentano i contratti regolari

Mentre in Italia il lavoro domestico diminuisce, in regione gli addetti salgono a 19.444. Cresce il peso di badanti e assistenti familiari.

03 giugno 2026 21:29
Assistenza in casa, il Friuli Venezia Giulia va controcorrente: aumentano i contratti regolari -
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In Friuli Venezia Giulia il lavoro domestico mostra un andamento diverso rispetto al resto del Paese. I numeri presentati a Trieste indicano infatti una crescita degli occupati regolarmente assunti nel comparto, un segnale che riguarda da vicino molte famiglie della regione alle prese con bisogni di cura sempre più stabili dentro le abitazioni.

Nel 2025 gli addetti regolari arrivano a 19.444, in aumento rispetto ai 16.425 registrati dieci anni prima. A livello nazionale, invece, il quadro va nella direzione opposta: i lavoratori contrattualizzati passano da 906mila nel 2015 a 817mila, con una riduzione vicina al 10 per cento.

Il tema è stato affrontato nel convegno “Vivere più a lungo, vivere meglio: scenari attuali e nuove strategie per l’abitare e per i servizi di comunità”, ospitato nella sala Tessitori del Consiglio regionale. Al centro del confronto, organizzato con Assindatcolf, c’erano l’invecchiamento della popolazione, la tenuta dell’assistenza domiciliare e il ruolo dei servizi territoriali.

Una regione che invecchia e cambia i bisogni delle famiglie

Le proiezioni demografiche richiamate durante l’incontro delineano un Friuli Venezia Giulia con una presenza sempre più alta di persone anziane. Entro il 2080 gli over 65 potrebbero rappresentare il 35 per cento della popolazione regionale, con un aumento rilevante anche delle fasce più avanzate d’età, come over 75 e over 85.

In questo scenario la cura a domicilio assume un peso crescente. La casa resta il luogo in cui molti anziani desiderano continuare a vivere, e proprio per questo assistenti familiari e badanti stanno diventando una componente sempre più importante del welfare regionale.

Badanti e assistenti familiari sempre più centrali

Dal 2017, è emerso nel corso del convegno, le assunzioni nel settore hanno accelerato, con un picco durante gli anni della pandemia e una successiva stabilizzazione su livelli comunque più elevati rispetto al passato. Oggi la parte largamente prevalente dei nuovi rapporti di lavoro riguarda proprio l’assistenza alle persone.

Nel 2025 quasi nove nuove attivazioni su dieci si concentrano infatti sulle figure di assistenza familiare, mentre perde peso la collaborazione domestica tradizionale. Un cambiamento che fotografa bene l’evoluzione della domanda proveniente dalle famiglie friulane e giuliane.

L’assessore regionale Alessia Rosolen ha collegato la crescita del comparto a più fattori: l’aumento delle richieste di aiuto nelle case, l’emersione di rapporti prima irregolari e le misure adottate per favorire regolarizzazione e qualificazione professionale.

Gli strumenti regionali per chi cerca lavoro e per le famiglie

Tra i servizi messi in evidenza c’è la rete dei 17 sportelli Si.Con.Te, sostenuta con 3,9 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus 2021-27. Nati nel 2006 con l’obiettivo di far emergere il lavoro nero, oggi questi punti sono inseriti nei servizi pubblici per l’impiego e rappresentano un riferimento sia per chi offre lavoro sia per chi cerca un’occupazione come colf, baby sitter o assistente familiare.

Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025
Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025

Le attività comprendono orientamento, accompagnamento e incrocio tra domanda e offerta. Accanto a questo, la Regione ha avviato anche laboratori informativi dedicati al contratto collettivo del settore e ai temi della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.

Nel 2025 i percorsi hanno coinvolto 426 lavoratori, 56 famiglie datrici di lavoro e 715 partecipanti nelle iniziative sulla conciliazione. A questi si aggiungono corsi di formazione, percorsi per ottenere la qualifica regionale, certificazione delle competenze e aggiornamento professionale per gli operatori del comparto.

Domiciliarità, rete territoriale e nuove risposte sociali

Nel sistema regionale rientrano anche la Rete famiglia, che mette insieme enti pubblici, Terzo settore e soggetti privati, e il Fondo per l’autonomia possibile, pensato per sostenere la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti. Il tema dell’abitare, quindi, si intreccia direttamente con quello della cura.

Durante l’incontro Assindatcolf ha sottolineato che i cambiamenti demografici stanno rendendo sempre meno sostenibile l’idea della famiglia come unico ammortizzatore sociale. Tra costi dell’assistenza e nuclei familiari più fragili o meno numerosi, servono risposte più articolate e continuative.

Il dato che emerge per il Friuli Venezia Giulia va letto proprio in questa chiave: non solo più contratti regolari, ma anche un sistema che prova a strutturarsi attorno a un bisogno destinato a crescere. Per molte comunità della regione, l’assistenza in casa non è più un tema marginale, ma uno degli snodi principali delle politiche sociali dei prossimi anni.

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