Aquileia e Cividale in prima serata: su Rai 1 il nuovo capitolo di Teresa Battaglia
La fiction con Elena Sofia Ricci riparte questa sera e porta al centro del racconto due luoghi simbolo del Friuli, accanto a Udine e ad altri set della provincia.
Questa sera il Friuli torna a prendersi una vetrina nazionale in tv con il debutto su Rai 1 di “Figlia della cenere”, nuovo capitolo della serie “I casi di Teresa Battaglia”. La protagonista ha ancora il volto di Elena Sofia Ricci, chiamata a interpretare una commissaria alle prese con un’indagine oscura e con ferite personali mai davvero chiuse.
Per il pubblico friulano, oltre alla storia, c’è un altro elemento che rende attesa la messa in onda: il territorio entra ancora una volta nel cuore del racconto, ma con uno scenario rinnovato rispetto ai capitoli precedenti. Stavolta l’attenzione si sposta soprattutto su Aquileia e Cividale del Friuli, due città che portano sullo schermo una parte riconoscibile e identitaria della regione.
Il Friuli cambia volto nella serie
Dopo le ambientazioni montane e i paesi delle prime stagioni, la fiction sceglie un’altra traiettoria visiva. Il terzo episodio televisivo della saga nata dai libri di Ilaria Tuti mostra infatti luoghi segnati dalla storia, dall’archeologia e dalle testimonianze longobarde, offrendo una lettura diversa del territorio friulano.
Le riprese, partite il 9 giugno 2025, hanno trovato il loro baricentro proprio tra Aquileia e Cividale, per poi toccare anche Udine, Magnano in Riviera, San Pietro al Natisone e Reana del Rojale. Solo in un secondo momento la produzione si è spostata nel Lazio.
Aquileia e Cividale tra i luoghi più riconoscibili
Nel nuovo ciclo, Aquileia assume un rilievo particolare. La città, riconosciuta dall’UNESCO, mette in campo la forza del proprio patrimonio storico e monumentale. Tra i set spicca la Basilica patriarcale, che aveva colpito anche Elena Sofia Ricci durante la fase di presentazione delle riprese.
Accanto ad Aquileia c’è Cividale del Friuli, con il suo affaccio sul Natisone e un’identità che richiama il passato longobardo. La scelta di questi luoghi non è solo estetica: contribuisce a dare alla serie un’atmosfera più stratificata, dove il paesaggio entra nel tono stesso della narrazione.
Per Prima Friuli, è anche il segnale di una regione che continua a essere riconoscibile e spendibile sul piano televisivo, non come semplice sfondo ma come parte integrante del racconto.
La nuova indagine e il peso della memoria
Sul fronte narrativo, Teresa Battaglia si trova a seguire le tracce di un assassino seriale che agisce lasciando segni rituali sui corpi delle vittime. Il caso si sviluppa in modo sempre più fitto e finisce per incrociare aspetti intimi della vita della commissaria.
Riemerge infatti la figura dell’ex marito Sebastiano, presenza che riapre il trauma delle violenze subite in passato. A complicare ulteriormente il percorso della protagonista ci sono i primi segnali dell’Alzheimer, un elemento che mette sotto pressione proprio lo strumento su cui Teresa ha sempre contato di più: la memoria.
È questa tensione tra lucidità investigativa e fragilità personale a definire il personaggio, commissaria della Squadra Mobile di Udine, già conosciuta dal pubblico televisivo con “Fiori sopra l’inferno” nel 2023 e poi con “Ninfa dormiente” nel 2024.
La puntata in onda stasera riporta quindi il Friuli in una fascia di grande visibilità nazionale, con una storia che unisce crime, identità dei luoghi e profondità dei personaggi. Per chi conosce queste città, sarà anche l’occasione per rivederle in una veste nuova, dentro uno dei titoli più riconoscibili della fiction italiana recente.