Alt ignorato a Fontanafredda, corsa fino al Trevigiano: identificato il conducente della Mercedes
La fuga è partita nel Pordenonese e si è chiusa a Montebelluna dopo il coordinamento tra Polizia Locale, Carabinieri e Centro Operativo Autostradale.
Non si è fermato al controllo e ha trascinato l’intervento fuori dai confini del Friuli occidentale, fino alla provincia di Treviso. È il bilancio di una fuga iniziata a Fontanafredda con una Mercedes AMG da 300 cavalli e terminata con l’individuazione dell’auto a Montebelluna.
Il punto più delicato della vicenda resta quanto accaduto nelle prime fasi, in area urbana, dove la manovra del conducente ha creato condizioni di pericolo per chi si trovava in strada, tra automobilisti e pedoni. Da lì è partito un inseguimento che ha poi richiesto una gestione più ampia e coordinata.
Dal centro abitato ai tratti extraurbani
Tutto è cominciato quando il guidatore non ha rispettato l’alt della Polizia Locale di Fontanafredda. Invece di accostare, ha accelerato imboccando poi percorsi fuori dal centro e successivamente tratti autostradali.
Secondo quanto ricostruito, durante la fuga la vettura avrebbe raggiunto velocità oltre i 240 chilometri orari. Nella corsa sarebbero state compiute anche manovre giudicate pericolose per la sicurezza della circolazione.
Proprio per evitare conseguenze peggiori, gli agenti hanno scelto di non mantenere un inseguimento ravvicinato continuo, applicando le procedure previste nei casi ad alto rischio e attivando il protocollo di emergenza.
La rete di ricerca attivata tra Friuli e Veneto
A quel punto l’operazione si è spostata su un piano investigativo e di coordinamento. Sono stati coinvolti il Centro Operativo Autostradale e i Carabinieri della Compagnia di Sacile, con il supporto della Procura della Repubblica di Pordenone.
La collaborazione tra i diversi soggetti ha consentito di accelerare il tracciamento del veicolo e di restringere il campo delle verifiche fino al Trevigiano. L’auto è stata infatti localizzata a Montebelluna.
Individuato il veicolo, risaliti al responsabile
Dopo il ritrovamento della Mercedes, gli accertamenti hanno permesso agli investigatori di risalire all’identità del conducente. La ricostruzione dell’episodio prosegue ora sul piano giudiziario per definire le responsabilità legate alla fuga e alla condotta di guida.
Sulla vicenda sono intervenuti anche gli amministratori comunali. L’assessore Feltrin ha richiamato l’attenzione sull’inasprimento delle misure previste nei casi di mancato arresto al controllo, mentre il sindaco Michele Pegolo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia Locale.
L’episodio, pur avendo attraversato più territori e richiesto l’attivazione di più forze dell’ordine, si è chiuso senza feriti e senza danni materiali. Un elemento che, nel quadro complessivo della vicenda, resta il dato più rilevante per la comunità coinvolta.