Alloggi in affitto, il nodo friulano passa dalle case vuote: la proposta di Budai
Il consigliere regionale rilancia il recupero di abitazioni vuote e altri immobili inutilizzati, chiedendo regole certe per aumentare l'offerta di affitti in Fvg.
In Friuli Venezia Giulia circa un quarto del patrimonio edilizio risulta inutilizzato e Alberto Budai indica nel recupero di abitazioni vuote, immobili dismessi ed ex strutture una leva per aumentare gli alloggi in affitto. La proposta punta a rimettere in circolo ciò che già esiste, con più tutele per i proprietari e senza nuovo consumo di suolo.
La linea indicata è chiara: aumentare gli alloggi disponibili senza consumare nuovo suolo, rimettendo in circolo case oggi chiuse, immobili dismessi ed ex strutture non più utilizzate. Secondo Budai, è su questo bacino che la Regione dovrebbe concentrare una parte decisiva delle proprie politiche abitative.
Il patrimonio inutilizzato al centro del confronto
Il consigliere richiama una stima significativa: in Friuli Venezia Giulia circa un quarto del patrimonio edilizio non viene oggi impiegato. Dentro questo insieme rientrano abitazioni lasciate sfitte, fabbricati abbandonati e altri spazi che, con interventi di recupero, potrebbero tornare ad avere una funzione residenziale.
Per Prima Friuli il tema ha una ricaduta diretta su molte realtà locali, dai centri maggiori ai comuni più piccoli, dove il contrasto tra immobili chiusi e domanda abitativa resta uno dei punti più delicati. La questione non riguarda soltanto l'offerta di appartamenti, ma anche la tenuta sociale dei territori e la possibilità per chi lavora o studia di restare in regione.
Più garanzie per chi decide di affittare
Nell'intervento, Budai sostiene che per convincere i proprietari a rimettere sul mercato le abitazioni servano regole certe e un quadro stabile. Il ragionamento è che senza tutele chiare molti preferiscono non affittare, lasciando fermi immobili che potrebbero invece rispondere a una richiesta concreta.
Tra gli aspetti messi in evidenza ci sono la protezione della proprietà privata e la necessità di ridurre i timori legati a occupazioni abusive, controversie prolungate o altre situazioni che possono trasformare la locazione in un rischio percepito come troppo alto. Per il consigliere, questo è un passaggio decisivo se si vuole ampliare davvero il numero di case disponibili.
Da qui l'idea che il recupero del patrimonio edilizio non possa essere separato da un sistema di garanzie per chi investe nella ristrutturazione e sceglie poi di destinare l'immobile all'affitto. Senza questa cornice, osserva, gli interventi restano più difficili e il mercato continua a rimanere stretto.
Casa, lavoro e tenuta del territorio
Il tema è riemerso anche nel più ampio dibattito regionale che in questi giorni ha toccato dossier come casa, province e lavoro in Fvg. La disponibilità di alloggi, infatti, non è una questione isolata: incide sull'attrattività dei territori, sulla mobilità delle persone e sulla possibilità di dare risposte a nuclei familiari e nuove generazioni.
Budai lega il tema abitativo anche al valore che la casa continua ad avere per molte famiglie friulane e giuliane, considerata non solo un bene economico ma anche un punto di riferimento costruito con sacrificio. In quest'ottica, aggiunge, chi recupera un immobile deve poter contare su certezze giuridiche e su condizioni che rendano sostenibile la scelta di affittarlo.
L'obiettivo finale indicato dal consigliere è recuperare una parte consistente degli immobili oggi fermi e trasformarla in offerta abitativa reale. Se questo percorso dovesse trovare strumenti adeguati, il beneficio sarebbe doppio: più case in locazione e una valorizzazione del patrimonio già presente nei comuni del Friuli Venezia Giulia.
Aggiornamento
In Friuli Venezia Giulia Alberto Budai richiama il dato di circa un quarto del patrimonio edilizio inutilizzato e indica nel recupero di case vuote, immobili dismessi ed ex strutture la strada per ampliare gli affitti. Il consigliere collega questa prospettiva a regole stabili, tutela della proprietà e meno timori su occupazioni abusive e contenziosi, così da rimettere sul mercato più alloggi senza nuovo consumo di suolo.