Ad Aviano un viaggio culturale verso il 2027: incontri, libri e cinema per leggere il territorio pordenonese
La rassegna della Biblioteca civica riparte il 2 novembre e accompagnerà il pubblico fino a maggio 2027 con ospiti, proiezioni e tappe nei luoghi simbolo di Aviano.
Aviano sceglie di avvicinarsi a Pordenone 2027 partendo dalla cultura diffusa e dal racconto del proprio territorio. La nuova edizione di Tutti i gusti del sapere, promossa dal Comune e dalla Biblioteca civica, mette infatti al centro un percorso dedicato alla città di Pordenone e alla sua area, intrecciando memoria storica, letteratura, arte e cinema in una proposta aperta al pubblico.
L'iniziativa prenderà avvio lunedì 2 novembre e si svilupperà per molti mesi, fino alla primavera del 2027. L'ingresso sarà libero e gli appuntamenti si terranno principalmente negli spazi della biblioteca di Aviano, salvo indicazioni diverse comunicate di volta in volta.
Il filo conduttore scelto per questa edizione è Con lo sguardo verso Pordenone, un titolo che richiama il cammino verso l'anno in cui il capoluogo sarà Capitale italiana della Cultura. L'idea è quella di costruire occasioni di partecipazione capaci di coinvolgere le comunità della Destra Tagliamento, valorizzando legami, storie e patrimoni condivisi.
Il cinema come chiave per raccontare una città
Nel calendario trova spazio anche un ciclo curato con Cinemazero, pensato per offrire una lettura del territorio attraverso il linguaggio del film. Le proiezioni saranno cinque, tutte fissate di sabato alle 16, e toccheranno temi diversi: identità cittadina, sviluppo industriale, musica, storia del cinema e dimensione sociale.
Il primo titolo sarà Gente di Pordenone di Giovanni Cecchinato, in programma il 7 novembre. Il 5 dicembre arriverà Lino Zanussi di Piergiorgio Grizzo, dedicato a una figura centrale della vicenda economica pordenonese. Nel 2027, il 6 febbraio, toccherà a Rockstalghia di Emanuele Barison e Romeo Toffanetti, lavoro che riporta l'attenzione sulla scena musicale cittadina e sull'esperienza del Great Complotto.
Il ciclo proseguirà il 6 marzo con Steamboat Bill, Jr. (Io e il ciclone) di Charles Reisner e si chiuderà il 3 aprile con Si può fare di Giulio Manfredonia, film che affronta questioni legate a lavoro, inclusione e cooperazione.
L'apertura affidata ad Angelo Floramo
Ad inaugurare la rassegna sarà Angelo Floramo, atteso lunedì 2 novembre alle 18.15 con la conferenza Dentro la cerchia delle antiche mura. Storie di città e borghi del Friuli occidentale fra Medioevo ed età moderna. L'incontro proporrà uno sguardo sulle vicende del Friuli occidentale attraverso borghi, castelli, statuti e attività che hanno segnato la vita quotidiana di secoli passati.
Il racconto seguirà il territorio attraversato dal Tagliamento, dal Cellina, dal Meduna e fino alla Livenza, passando dal Portus Naonis alle vie del Cansiglio. Un itinerario storico che tocca anche Aviano e Sacile, con l'obiettivo di mostrare quanto il passato continui a incidere sulla costruzione dell'identità locale.
Un calendario lungo tra storia, autori e patrimonio
Dopo l'appuntamento inaugurale, il 1° dicembre è previsto un approfondimento sulla Pordenone del Quattrocento con Pietro Edo, Matteo Venier e Silvia Corelli, in collaborazione con L'oppure e l'Accademia San Marco di Pordenone. Da lì in avanti il programma si allargherà ad autori, letture e temi artistici legati al territorio.
Il 18 gennaio sarà ospite Federica Manzon con I libri di Alma, mentre il 16 febbraio toccherà a I Papu con Una risata ci seppellirà, incontro condotto da Cristina Savi. Il 27 febbraio Lorena Menegoz guiderà invece una riflessione sul patrimonio artistico con Dalle chiese di Aviano ai musei di Pordenone: un patrimonio dato in custodia.
Nel mese di marzo sono in calendario due appuntamenti, il 2 e il 16, sotto il titolo Dedica a Dedica. Le autrici, gli autori di un festival unico, curati da Livio Vianello con Thesis Associazione culturale. Ad aprile sono previste la presentazione di Femene, feminis, donne. 20 ritratti di figure pordenonesi, accompagnata da una mostra di illustrazioni di Creazioni indigeste, e un incontro con Vincenzo Policreti dedicato a Noi eravamo. Una famiglia italiana tra cronaca e storia.
La chiusura è fissata per sabato 8 maggio 2027 con una visita agli affreschi di Gianfrancesco da Tolmezzo al Castello di Aviano. Nel percorso saranno coinvolti anche altri luoghi significativi, come Palazzina Ferro, Villa Orsolina e la chiesa di Santa Giuliana, in un dialogo continuo tra programma culturale e spazi del territorio.
Il senso dell'iniziativa nelle parole delle amministrazioni
Per l'assessore alla Cultura di Aviano Andrea Menegoz, la scelta di dedicare l'edizione 2026-2027 al territorio pordenonese nasce dalla volontà di collocare la rassegna dentro un orizzonte più ampio, capace di accompagnare la crescita culturale locale e di guardare a Pordenone Capitale della Cultura come occasione condivisa per tutta la Destra Tagliamento.
Anche l'assessore alla Cultura del Comune di Pordenone Alberto Parigi sottolinea il valore di questo legame, evidenziando come il percorso verso il 2027 stia rafforzando relazioni già presenti tra i comuni dell'area. In questa prospettiva, la rassegna di Aviano viene letta come un contributo concreto a una rete culturale provinciale che continua a tenere insieme comunità, progetti e identità.
Con questa nuova edizione, Aviano conferma dunque una linea culturale che non si limita a ospitare eventi, ma prova a costruire un racconto condiviso del territorio, mettendo in relazione luoghi, storie e pubblico in vista di un appuntamento che per tutto il Friuli occidentale rappresenta già da ora un passaggio importante.