Acqua sempre più fragile nella pianura friulana: a Trivignano il confronto su crisi irrigua e cantieri
Agricoltori, Comuni e Consorzio Bonifica Pianura Friulana hanno fatto il punto sugli effetti dell’estate 2026 e sugli interventi già avviati.
Nella pianura friulana il tema dell’acqua non riguarda più soltanto l’andamento di una singola stagione, ma tocca direttamente la tenuta delle aziende agricole e l’organizzazione del territorio. Da Trivignano Udinese è arrivato un nuovo richiamo sulla difficoltà vissuta nell’estate 2026, indicata dal Consorzio Bonifica Pianura Friulana come un passaggio particolarmente critico per l’irrigazione nella Bassa.
L’occasione è stata un incontro pubblico ospitato nella sala parrocchiale del paese, dopo un precedente momento di confronto con i sindaci di Trivignano Udinese, Pavia di Udine, Santa Maria la Longa, Palmanova, San Vito al Torre, Visco e Aiello del Friuli. Al tavolo anche i consiglieri regionali Alberto Budai, Francesco Martines e Igor Treleani.
Al centro della serata, il bilancio di una stagione segnata da domanda d’acqua elevatissima e disponibilità sempre più ridotta, ma anche lo stato delle opere pensate per rendere più efficiente la rete consortile. Insieme ai tecnici sono intervenuti la presidente Rosanna Clocchiatti e il direttore generale Armando DI Nardo.
Una stagione estrema per colture e rete idrica
Nel corso dell’incontro è stato spiegato come l’estate 2026 abbia concentrato più fattori sfavorevoli nello stesso periodo: temperature molto alte, assenza di piogge per settimane e minore disponibilità di risorsa. È in questo quadro che il Consorzio ha parlato di “tempesta perfetta”, con ripercussioni immediate sui campi e sul funzionamento dell’intero sistema irriguo.
Il geometra Mauro Vidoni ha illustrato i dati della stagione, soffermandosi in particolare sul lungo intervallo senza precipitazioni consistenti tra luglio e metà agosto. In quella fase, mentre le colture richiedevano più acqua, la rete ha dovuto fare i conti con condizioni eccezionali anche sotto il profilo infrastrutturale.
Il nodo del Tagliamento per l’approvvigionamento
Uno dei punti più delicati emersi a Trivignano riguarda il Tagliamento, da cui dipende una parte decisiva dell’alimentazione della rete irrigua del comprensorio attraverso le prese di Ospedaletto e Andreuzza. Dopo un parziale miglioramento registrato a giugno, la situazione è peggiorata con il passare delle settimane.
Tra settembre e ottobre il fiume ha raggiunto livelli particolarmente bassi, rendendo più complessa la garanzia dei quantitativi necessari all’agricoltura. Il quadro descritto durante il confronto conferma così quanto l’area sia esposta agli effetti degli eventi climatici estremi e quanto diventi centrale una gestione sempre più accurata della risorsa.
Investimenti già finanziati sui canali della pianura
Accanto all’analisi dell’emergenza, il Consorzio ha richiamato gli interventi già coperti da finanziamento per l’ammodernamento della rete. La Legge di bilancio 178/2020 prevede infatti oltre 35 milioni di euro destinati ai principali canali di adduzione della pianura friulana, in un’area che coinvolge 17 Comuni.
Tra le opere citate c’è il Canale di Trivignano, per il quale è previsto un investimento da 7,8 milioni di euro, con lavori destinati a proseguire fino al 2027. Per i canali di Santa Maria e Gonars, invece, il valore dell’intervento è di 5,25 milioni di euro e le opere risultano già ultimate.
L’obiettivo indicato è duplice: contenere le perdite lungo il percorso dell’acqua e migliorare la distribuzione verso le aziende agricole. I lavori comprendono infatti il rivestimento e l’adeguamento di infrastrutture considerate strategiche per il territorio friulano.
Le richieste del territorio e il ruolo delle istituzioni
Nel dibattito sono entrati anche i rappresentanti istituzionali presenti. Alberto Budai ha richiamato gli investimenti regionali degli ultimi anni su trasformazione irrigua, impianti e invasi, mentre Francesco Martines ha sottolineato la necessità di rendere più efficiente il sistema e di tenere insieme le diverse esigenze legate all’uso dell’acqua.
A chiudere l’incontro è stato il sindaco di Trivignano Udinese, Roberto Tuniz, che ha ribadito il valore dell’agricoltura per l’economia locale e la necessità di sostenere le imprese della zona. Il Comune, ha spiegato, è disponibile a collaborare con il Consorzio nella prospettiva di un servizio irriguo stabile e strutturale.
Dal confronto di Trivignano emerge quindi una linea chiara per la pianura friulana: affrontare le estati sempre più difficili non solo con misure d’emergenza, ma con una rete più moderna e con un coordinamento costante tra agricoltori, amministrazioni e soggetti gestori.